Lavoro

Regresso e surroga INAIL: risarcimento delle prestazioni erogate a seguito di infortunio o di malattia professionale

Regresso e surroga INAIL: risarcimento delle prestazioni erogate a seguito di infortunio o di malattia professionale
Con il regresso e la surroga l’INAIL può chiedere il risarcimento delle prestazioni erogate a seguito di infortunio o di malattia professionale

L’INAIL ha il potere di chiedere il risarcimento delle prestazioni erogate, nei casi di infortunio o di malattia professionale, quando nelle cause che hanno determinato l’evento, sia accertata una responsabilità di uno più soggetti.
Posto che l’infortunio, o la malattia professionale, si deve verificare solo per eventi casuali e di forza maggiore riconducibili al lavoro, la responsabilità si configura nel momento in cui un comportamento o una omissione alterino in senso negativo la normale casualità degli eventi.
La situazione tipica è quella delle norme in materia di sicurezza sul lavoro l’inosservanza delle quali, con certezza, altera in senso negativo le normali condizioni di lavoro aumentando la possibilità che si verifichi uno degli eventi tutelati dall’INAIL.
Le azioni di recupero delle prestazioni erogate, definite genericamente di “rivalsa”, sono:

  • il regresso (regolato dagli artt. 10 e 11 del T.U. INAIL);
  • la surroga (regolata dall’art. 1916 del Codice Civile).

Azione di regresso e responsabilità civile del datore di lavoro
L’articolo 10 del D.P.R. 30.6.1965 n. 1124, al primo comma, stabilisce l’esonero dalla responsabilità civile del datore di lavoro nel caso di infortunio (o di malattia professionale). Nella sostanza l’Istituto assicuratore si sostituisce al datore di lavoro nella erogazione dell’indennità sostitutiva della retribuzione o nel risarcimento della diminuita integrità fisica (danno biologico) o capacità di guadagno divenuti permanenti, esonerandolo da ogni conseguenza.
Le disposizioni dell’art. 10 del T.U. INAIL rivestono carattere di specialità nel senso che impediscono l’esercizio delle altre azioni contenute nel Codice Civile come, ad esempio, quelle previste dall’art. 2043.
Ma l’esonero dalla responsabilità civile non è totale e trova dei limiti nella responsabilità penale del datore di lavoro per la violazione delle norme di prevenzione ed igiene che potrebbero aver causato o aggravato gli effetti dell’evento, infortunio o malattia, subito dal lavoratore.
La mancata applicazione delle norme di prevenzione ed igiene rappresenta, oltre alla violazione diretta dell’art. 2087 del Codice Civile, anche una alterazione in negativo del fattore di casualità o di forza maggiore aumentando le possibilità che possa verificarsi un infortunio o contrarre una malattia professionale. Per tanto nasce una responsabilità alla quale corrisponde l’obbligo del datore di lavoro di rimborsare l’INAIL delle prestazioni erogate. In questo caso l’INAIL attiva l’azione di regresso che può essere esperita solamente nel caso in cui il datore di lavoro:

  • sia stato condannato penalmente per la violazione della norme di prevenzione;
  • sia sta accertata la responsabilità del datore di lavoro in sede civile in assenza di sentenza penale per morte di questo, per amnistia o per prescrizione del processo.

Come si vede, per l’attivazione del regresso, deve essere accertata una responsabilità grave del datore di lavoro, o dei suoi incaricati.
L’azione di regresso si svolge fra le parti del rapporto assicurativo poiché il datore di lavoro è l’assicurante che versa il premio, o il contributo, mentre l’INAIL è l’assicuratore.

Attenzione:

  • L’art. 61 del D.Lgs. n. 81/2008 ha disposto l’obbligo del Pubblico Ministero di dare comunicazione all’INAIL dell’azione penale avviata in conseguenza della violazione delle norme di prevenzione ed igiene che hanno causato l’omicidio colposo o le lesioni gravi. Questa disposizione ha agevolato la costituzione dell’INAIL e l’attuazione dell’azione di regresso;
  • L’azione di regresso può essere attivata anche a carico del lavoratore che abbia simulato o aggravato gli effetti di un infortunio a condizione che sia provato il fatto in sede penale.

Azione di surroga
Mentre l’azione di regresso si svolge all’interno del rapporto assicurativo ed è regolato in modo speciale dal T.U. INAIL, l’azione di surroga presuppone l’esistenza di una responsabilità posta a carico di un terzo estraneo al rapporto assicurativo. Infatti l’azione di surroga trova fondamento nell’art. 1916 Codice Civile e non nel T.U. INAIL.
Nel caso di infortunio (principalmente) causato da un terzo non può essere applicata l’azione di regresso che vede, quale unico possibile destinatario, il datore di lavoro.
Con l’attivazione della surroga, l’INAIL, si sostituisce al lavoratore danneggiato e chiede, al terzo che ha causato l’evento, il rimborso delle prestazioni erogate.
La stragrande maggioranza delle azioni di surroga viene esperito nel caso di incidente stradale ma non sono infrequenti casi di attivazione nel caso di interferenza di più datori di lavoro presenti nello stesso cantiere.

Attenzione:

  • Nel caso di attivazione dell’azione di surroga, l’INAIL diffida il lavoratore ed il terzo responsabile dal porre in essere transazioni che potrebbero compromettere il recupero delle prestazione erogate poiché il lavoratore infortunato, o colpito da malattia professionale, non può trarre vantaggio dall’evento percependo le prestazioni INAIL ed in aggiunta il risarcimento del terzo;
  • Non sono infrequenti casi di attivazione contemporanea dell’azione di regresso e della surroga che, ovviamente, sono dirette verso soggetti responsabili in modo diverso.

Importi oggetto di rimborso
Sia nel caso dell’azione di regresso che di surroga, l’INAIL chiede il rimborso di tutte le spese per le prestazioni erogate che possono essere rappresentate da:

  • Indennità di temporanea;
  • Liquidazione in capitale del danno biologico;
  • Capitalizzazione della eventuale rendita;
  • Spese mediche, per protesi e quelle connesse.
Attenzione:

  • L’INAIL adegua il costo della prestazione fino al momento dell’incasso delle spese sostenute per le prestazioni erogate. Non sono infrequenti le transazioni sia con il datore di lavoro che con il terzo responsabile;
  • La misura del rimborso chiesto dall’INAIL non può essere superiore al costo della prestazione erogata.

Conseguenze dell’azione di surroga e di regresso sul tasso applicato
Al momento del riconoscimento dell’infortunio o della malattia professionale, l’INAIL provvede all’immediato caricamento dei costi correlati sul bilancio infortunistico della lavorazione.
Generalmente il caricamento dei costi, definiti oneri diretti, provoca un aumento dei tassi applicati per un massimo di 3 anni.
Per tanto si può verificare che, accanto all’aumento del tasso a causa dell’evento, l’INAIL recuperi l’importo delle prestazioni erogate tramite l’azione di regresso o quella di surroga. In sostanza l’INAIL potrebbe, tramite l’aumento del tasso e le azioni di regresso o surroga, avere un maggiore incasso.
Per scongiurare questa ipotesi, il legislatore, con l’ultimo capoverso del comma 3 dell’art. 22 del D.M. 12.12.2000, ha previsto l’obbligo di storno dal calcolo del tasso applicato degli importi effettivamente recuperati a seguito di azione dei regresso o di surroga.
Nella sostanza il tasso applicato deve essere rielaborato escludendo dal calcolo la parte di prestazioni effettivamente recuperate con il regresso o la surroga. Dal nuovo calcolo potrebbe derivare un tasso applicato minore quindi, un minore premio.
Nel caso di inerzia della sede INAIL competente, il datore di lavoro deve chiedere la rielaborazione del tasso applicato.

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