Dogane

Regole per la determinazione del valore delle merci in dogana: questioni aperte e strumenti di semplificazione

Assonime compie una rassegna delle più importanti novità che hanno recentemente interessato la disciplina che regola la determinazione del valore delle merci in dogana

Regole per la determinazione del valore delle merci in dogana: questioni aperte e strumenti di semplificazione
Assonime compie una rassegna delle più importanti novità che hanno recentemente interessato la disciplina che regola la determinazione del valore delle merci in dogana

Con la circolare n. 1 del 25 gennaio 2019, Assonime compie una rassegna delle più importanti novità che hanno recentemente interessato la disciplina che regola la determinazione del valore delle merci in dogana.

Il tema riveste particolare importanza per la pianificazione strategica delle imprese operanti nel commercio internazionale in quanto, nella generalità dei casi, il valore in dogana costituisce la base imponibile per l’applicazione dei dazi sulle importazioni nell’Unione europea e per il calcolo delle imposte nazionali (ad es., l’IVA) che gravano sulle merci importate.

La circolare si propone di fare il punto sulle principali problematiche con le quali le imprese si confrontano nella loro operatività quotidiana, con particolare attenzione a quelle relative alla corretta interpretazione ed applicazione delle regole che disciplinano il c.d. prezzo di trasferimento (transfer pricing), nonché al concorso alla formazione della base imponibile, ai fini doganali e IVA, dei corrispettivi e diritti di licenza (c.d. royalties). Su questi temi, infatti, recenti orientamenti giurisprudenziali, sia in ambito unionale che nazionale, hanno sollevato interrogativi di incerta soluzione.

Sotto il primo profilo, nella circolare Assonime si evidenzia che le differenze fra la disciplina in materia di determinazione del valore delle merci in dogana e la disciplina fiscale sul transfer pricing molto spesso portano ad individuare valori diversi per la medesima transazione, con la conseguenza di creare un sistema “a doppio binario” che complica l’operatività e gli adempimenti delle imprese multinazionali. La circolare pone, nel contempo, in luce la circostanza che, nonostante i notevoli sforzi compiuti negli ultimi anni dall’Amministrazione finanziaria per trovare i possibili punti di contatto tra le due diverse discipline di riferimento, allo stato attuale permangano profonde differenze.

Ampio spazio è dedicato nella circolare anche alla questione della discussa rilevanza, ai fini doganali e IVA, dei cc.dd. transfer pricing adjustments. Anche su tale questione, l’Assonime auspica che si possa raggiungere un maggiore coordinamento fra le differenti discipline, almeno sotto il profilo applicativo, per garantire le certezze necessarie alle imprese per adottare una transfer pricing policy che risulti rispettosa dei vari obblighi ai fini delle imposte sui redditi ed ai fini della fiscalità indiretta, sia doganale che IVA.

La circolare si sofferma anche sul tema delle royalties e sulle problematiche che le imprese devono affrontare per verificarne la daziabilità, o meno. La questione continua a presentare ampie criticità anche nel rinnovato contesto normativo del Codice doganale dell’Unione, nonostante i chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria, i numerosi approfondimenti dottrinali e, da ultimo, la sentenza della Corte di Cassazione (sul c.d. caso Puma, n. 8473 del 6 aprile 2018), che si è espressa per la prima volta sull’argomento. La circolare evidenzia in proposito come tale problematica si inserisca nel più ampio genus delle modalità di determinazione del valore di transazione in dogana nei casi in cui si sia in presenza di servizi “riferibili” alle merci, servizi il cui “valore” debba essere “incluso”, a determinate condizioni, nel valore delle merci: è il caso, ad esempio, dei servizi “accessori”, come il trasporto, l’assicurazione, ecc.. Il criterio di determinazione del valore di tali servizi determina, peraltro, precise conseguenze anche in ambito IVA, in quanto – come viene esaminato nella circolare – tale valore “incrementa” quello della merce in cui è “incorporato”, incidendo sulla determinazione della base imponibile dell’IVA all’importazione. Anche a tale riguardo, l’Assonime auspica l’emanazione di opportuni chiarimenti da parte dell’Amministrazione finanziaria, in considerazione del particolare rilievo che la problematica assume per le imprese.

La circolare pone in luce come, a fronte dell’elevato coefficiente di complessità e tecnicismo che caratterizza le regole per la determinazione del valore delle merci in dogana, generando inevitabilmente notevole incertezza tra gli operatori, l’ordinamento preveda alcuni istituti nel segno della semplificazione.

Al riguardo, Assonime illustra la possibilità riconosciuta ai soggetti più affidabili (in possesso, cioè, dei requisiti previsti per il rilascio dello status di AEO) di ricorrere alla dichiarazione semplificata degli elementi del valore che non sono conosciuti al momento della presentazione della dichiarazione doganale (sia nell’ambito delle operazioni d’importazione che di esportazione). Ampia evidenza è data, inoltre, all’istituto della determinazione forfettaria del valore (per le sole operazioni di importazione), applicabile in presenza di elementi del valore conosciuti ma non quantificabili al momento della presentazione della dichiarazione doganale. In una prospettiva de jure condendo, nella circolare è auspicata anche l’introduzione del nuovo istituto delle Informazioni Vincolanti sul Valore (IVV), che potrà consentire alle imprese di programmare e pianificare con certezza le proprie strategie commerciali internazionali; peraltro, in ottemperanza alle regole concordate in ambito multilaterale per la facilitazione degli scambi commerciali internazionali, tale istituto è già contemplato nei più moderni Accordi di libero scambio (è il caso, ad es., dell’Accordo per un partenariato economico recentemente concluso tra l’Unione europea e il Giappone, che entrerà in vigore il 1° febbraio 2019).

La circolare si inserisce nell’alveo delle iniziative promosse da Assonime per favorire l’esame e l’approfondimento degli istituti doganali fondamentali per la governance d’impresa, svolte anche mediante seminari organizzati in collaborazione con l’Agenzia Dogane e Monopoli. La circolare prelude anche all’istituzione di un tavolo tecnico con le imprese, per esaminare e approfondire le principali problematiche in tema di valore doganale, al fine di elaborare soluzioni interpretative e procedurali da condividere con le competenti Agenzie fiscali.

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