Diritto

Registro revisori legali, salta il termine obbligatorio di iscrizione

Registro revisori, salta il termine
Nessuna sanzione per chi ritarda l’iscrizione al nuovo registro dei revisori rispetto al 23 settembre 2013: ad affermarlo è la Ragioneria generale dello Stato con un comunicato stampa sul proprio sito web

«Il termine stabilito in applicazione dell’articolo 17 del Dm 145/2012 (23 settembre) è diretto unicamente ad assicurare una ordinata organizzazione del Registro dei revisori legali nella sua fase di impianto», e «l’accreditamento e la comunicazione delle informazioni sono possibili anche oltre questa data, sia per i vecchi che per i nuovi iscritti. Sarà inoltre sempre possibile l’accesso all’area riservata ai fini del costante aggiornamento dei dati comunicati al Registro».

Con un comunicato stampa reso noto ieri sul sito della Ragioneria generale dello Stato, si “ufficializza” il fatto che il termine del 23 settembre era meno che ordinatorio: quasi non esisteva. Il tutto, stabilito, prima via Faq e poi con un comunicato stampa, i nuovi caposaldi della certezza giuridica declinata secondo i principi del diritto della Ragioneria generale dello Stato. Così, si legge testualmente nel comunicato, «qualora i revisori legali o le società di revisione legale iscritte al Registro abbiano riscontrato in fase di accreditamento problematiche di ordine tecnico, a fronte di temporanei malfunzionamenti o difficoltà di ricezione dei codici di accesso all’area riservata, potranno effettuare le previste comunicazioni anche dopo il 23 settembre, senza compromettere il proprio “status” di revisore regolarmente iscritto nel Registro nazionale». Di fatto il termine c’era ma ora non c’è più.

«Una decisione inevitabile – spiega il commissario dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Giancarlo Laurini – dopo una gestione dissennata e inspiegabile. Il registro funzionava benissimo e dopo il passaggio alla Consip è caduto nel caos. Una situazione assurda e che cercherò con tutte le mie forze di ribaltare. Il Registro dei revisori deve tornare all’Ordine da cui proviene che, peraltro, ogni anno girava circa 3 milioni come proventi della gestione allo Stato». Per non dire dei nuovi accessi al Registro «di fatto resi impossibili – spiega Laurini – dall’assenza del decreto sulla prova d’esame da sostenere o sull’equipollenza dei titoli. Ci sono centinaia di giovani che vorrebbero far questo lavoro ma è loro fisicamente impedito». Peraltro, non solo è impedito, ma, come spiega il vicepresidente della commissione Finanza Enrico Zanetti (Scelta civica), si chiedono anche 66 euro senza alcun senso. Infatti, si legge in una interrogazione presentata ieri, «la Consip introita il versamento di 50 euro effettuati dai richiedenti l’iscrizione a titolo di copertura delle spese di segreteria e lo Stato se ne prende 16 come marche da bollo»; ma di fatto l’iscrizione è impossibile stante il fatto che l’esame non è regolamentato. E, ovviamente, quei soldi non andrebbero incassati.

A questo punto, secondo Laurini, la scadenza dovrebbe andare a fine anno ma, soprattutto, si dovrebbe procedere rapidamente alla disciplina delle regole per il nuovo esame. «È assurdo che si sia creata una casta che può fare il revisore e tutti gli altri debbano stare fuori». «Prendiamo atto della decisione della Ragioneria – commenta Marina Calderone, presidente del Cup e del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro – ma ora ci aspettiamo una formalizzazione normativa in provvedimenti con certezza di legge per evitare il rischio di sanzioni irragionevoli».

Da parte sua la Ragioneria spiega il rinvio con la «necessità di procedere alla bonifica della banca dati, contenente numerosi codici fiscali o dati anagrafici errati che, unitamente alla concentrazione di contatti e richieste da parte degli utenti a ridosso della scadenza del termine, hanno determinato un temporaneo congestionamento nell’accesso ai servizi, comunque in via di risoluzione. Di conseguenza, i ritardi nella procedura di acquisizione dei dati connessi con le predette criticità non determinano motivo per l’applicazione di eventuali sanzioni previste dal citato articolo 17, comma 4, del Dm n. 145/2012». Tradotto, era inutile affannarsi. Anche perché, se è pur vero «che con la prima formazione del Registro, prevista dall’articolo 17 del Dm n. 145/2012, è richiesto al revisore legale ed alle società di revisione legale di aggiornare i propri dati anagrafici, laddove questi siano obsoleti o incompleti, di comunicare i dati relativi agli incarichi di revisione legale in essere e di esprimere l’eventuale opzione per l’elenco dei revisori attivi o la sezione dei revisori inattivi», in concreto «in caso di mancata trasmissione delle informazioni di cui al comma 2, i revisori legali e le società di revisione legale sono comunque iscritti d’ufficio nell’elenco dei revisori attivi».

I revisori già iscritti nel vecchio registro devono aggiornare, previo accesso all’area riservata del sito internet della Ragioneria generale dello Stato (sezione revisione legale), i dati ivi contenuti e transitati di diritto nel nuovo registro. Le informazioni da comunicare sono sia quelle già presenti nel precedente registro che risultino incomplete o superate sia quelle appositamente richieste dagli articoli 7 e 8 del D.lgs n. 39/2010.
Sono tenuti alla comunicazione in scadenza, a questo punto solo formale, il prossimo 23 settembre tutti i revisori, persone fisiche o giuridiche, iscritte nel registro dei revisori legali. Nonostante il chiaro dato letterale dell’articolo 17, comma 2, Dm n. 145/2013 si ritiene che la comunicazione debba essere effettuata anche dai soggetti che si siano iscritti nel nuovo registro successivamente al 13 settembre 2012. Questo perché la nuova modulistica prevista per l’iscrizione non consente la comunicazione di tutte le informazioni richieste dai richiamati articoli 7 e 8 e quindi questa è l’occasione per poterli comunicare.

Al registro devono essere comunicati esclusivamente gli incarichi di revisione assunti alla data in cui si effettua la comunicazione, intendendo chiaramente quale revisione quella effettuata in conformità alle disposizioni del D.lgs n. 39/2010, così come meglio precisato nell’articolo 1, comma 1, lettera m) del citato decreto. Pertanto, come peraltro affermato dal Mef nella recente circolare n. 34 del 7 agosto 2013, non dovranno essere considerate le attività consistenti nel rilascio di pareri, attestazioni e perizie. Per quanto riguarda in particolare gli incarichi dei collegi sindacali di società, la comunicazione si rende obbligatoria soltanto laddove, ai sensi dell’articolo 2409 bis o dell’articolo 2477 del codice civile sia stata conferita al collegio stesso anche la funzione di revisione legale. Come precisato dal Ministero in tale evenienza la comunicazione competerà anche al sindaco supplente che dovrà chiaramente comunicare l’eventuale subentro in qualità di sindaco effettivo. Per ciascun incarico dovrà essere indicata la durata e il corrispettivo pattuito. Per quanto riguarda la prima occorre specificare sia la data di inizio sia la data di scadenza. Quest’ultima, come precisato nella risposta n. 14 alla Faq contenuta nella circolare, viene individuata in via presuntiva nella data di chiusura dell’esercizio oggetto di revisione (in poche parole il 31 dicembre), con l’onere di comunicare successivamente la data effettiva di cessazione. Tale indicazione sicuramente semplifica l’adempimento, però occorre tener presente che laddove l’incarico venga confermato, la data di inizio che sarà indicata dovrà necessariamente essere quella dell’assemblea per evitare che una eventuale retrodatazione possa essere vista come ritardo nella segnalazione. Per quanto invece riguarda l’altro dato (il compenso) problemi potrebbero sorgere soltanto in presenza di collegio sindacale con incarico di revisione poiché la delibera potrebbe aver stabilito un unico corrispettivo. In tal caso il Ministero richiede che venga ripartito utilizzando la metodologia del compenso orario. In merito ai casi in cui il compenso del revisore sia “reversibile”, e cioè versato a favore della struttura per la quale il revisore lavora, si ritiene che sussista anche in tali ipotesi il dovere di comunicazione atteso che la retribuzione complessiva del revisore include anche il compenso pagato dalla società revisionata.

RIEPILOGO

Termina saltato. Nessuna sanzione per chi ritarda l’iscrizione al nuovo registro dei revisori rispetto al 23 settembre 2013. Con un comunicato la Ragioneria ha riconosciuto il «disagio» informatico e ha escluso sanzioni per professionisti e società che arrivino in ritardo.

Inattivi. Tutti i revisori presenti nel precedente registro sono stati iscritti nell’elenco dei revisori attivi se non hanno in corso incarichi di revisione legale. Se, tuttavia, per tre anni consecutivi (che decorrono dal 23 settembre 2013) non ne assumeranno, transiteranno d’ufficio negli «inattivi».

Limiti. Oggetto della comunicazione sono tutti gli incarichi di revisione legale assunti nei confronti di soggetti per i quali sia previsto che i conti annuali e consolidati siano sottoposti al controllo legale di un professionista iscritto nell’apposito registro.

Mancato invio. In caso di mancata trasmissione delle informazioni i revisori legali e le società di revisione legale sono comunque iscritti d’ufficio nell’elenco dei revisori attivi.

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