Fisco

Registro fisso per le cessioni di aree su cui insistono le case popolari

Registro fisso per le cessioni di aree su cui insistono le case popolari
Gli atti con cui il Comune cede, agli assegnatari degli alloggi, l’area inclusa nel piano di zona consortile per l’edilizia economica e popolare situata nel territorio comunale, possono essere ricondotti tra gli atti attuativi dei piani di edilizia economica e popolare e, quindi, soggetti al regime di favore

Gli atti con cui il Comune cede, agli assegnatari degli alloggi, l’area inclusa nel piano di zona consortile per l’edilizia economica e popolare situata nel territorio comunale, possono essere ricondotti tra gli atti attuativi dei piani di edilizia economica e popolare e, quindi, soggetti al regime di favore previsto dall’art. 32, D.P.R. n. 601/1973: imposta di registro in misura fissa ed esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 17/E del 16 febbraio 2015.

In primo luogo, la risoluzione precisa che alla cessione dell’area su cui insiste il fabbricato non si può applicare il regime di favore previsto per l’acquisto della prima casa (imposta di registro al 2% e imposte ipotecaria e catastale in misura fissa). Ciò in quanto, spiega l’Agenzia, il legislatore ha espressamente individuato nelle “case di abitazione” gli immobili che possono beneficiare delle agevolazioni, escludendo l’applicabilità delle stesse anche agli atti di trasferimento delle aree su cui insiste il fabbricato.

Come noto, l’art. 10, comma 4, D.Lgs. n. 23/2011, ha previsto la soppressione di tutte le esenzioni e agevolazioni tributarie, anche se disposte da leggi speciali, con riferimento agli atti costitutivi o traslativi di diritti reali su immobili a titolo oneroso.
In applicazione di tale disposizione, deve, dunque, ritenersi che per gli atti di cessione delle aree già concesse in diritto di superficie stipulati a partire dal 1° gennaio 2014, ferma restando la qualificazione dell’operazione ai fini dell’IVA, non trova più applicazione l’imposta fissa di registro, disposta dal previgente art. 3, comma 81, legge n. 549/1995.

Tuttavia, osserva l’Agenzia, l’art. 20, comma 4-ter, D.L. n. 133/2014, modificando l’art. 10, comma 4, D.Lgs. n. 23/2011, ha escluso dalla soppressione le esenzioni previste dall’art. 32, D.P.R. n. 601/1973.
La norma in questione, si ricorda, prevede l’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa e l’esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale, tra l’altro, per “gli atti di trasferimento della proprietà delle aree previste al Titolo III della legge n. 865/197 e agli atti di concessione del diritto di superficie sulle aree stesse”.
Nell’ambito dei primi sono inclusi i piani Peep, destinati all’edilizia economica e popolare (legge n. 167/1962), ossia delle aree acquisite per esproprio dai Comuni, concesse in diritto di superficie per l’edificazione di case di tipo economico e popolare e dei relativi servizi urbani e sociali.
Tra gli atti di trasferimento riguardanti le aree in questione, inoltre, possono essere ricondotti quelli attraverso cui si dispone (ai sensi dell’art. 31, comma 45, legge n. 448/1998) la cessione, da parte dei Comuni, delle aree comprese nei piani approvati in base alla legge n. 167/1962, già concesse in diritto di superficie secondo l’art. 35, legge n. 865/1971; quest’ultimo stabilisce, infatti, che sulle aree comprese nei piani di edilizia economica e popolare, il Comune riconosce il diritto di superficie per la costruzione degli alloggi popolari.

Tutto ciò premesso, secondo l’Agenzia la successiva cessione in favore degli assegnatari degli immobili delle aree sulle quali insistono gli immobili già realizzati, già concesse in diritto di superficie, concretizza un atto connesso con l’atto di concessione del diritto di superficie e ascrivibile alla medesima “ratio” agevolativa sottesa all’impianto normativo di cui all’art. 32, D.P.R. n. 601/1973.
Come si evince dalla lettura del comma 48 del menzionato art. 31, infatti, il corrispettivo delle aree cedute in proprietà è determinato dal Comune “al netto degli oneri di concessione del diritto di superficie”.

Per tali ragioni – conclude la risoluzione – deve ritenersi che gli atti in questione debbano ricomprendersi nel novero di quelli attuativi dei piani di edilizia economica e popolare e, quindi, soggetti al regime di favore di cui al citato art. 32, D.P.R. n. 601/1973 (imposta di registro in misura fissa ed esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale).

Agenzia delle Entrate – Risoluzione N. 17/E/2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *