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Redditometro, in partenza 20mila lettere «mirate»

Redditometro, in partenza 20mila lettere «mirate»
Le lettere saranno 20mila e partiranno entro dieci giorni. Superato l’ultimo passaggio presso il Garante della privacy il redditometro sta per diventare realtà

Dopo la circolare emessa nei giorni scorsi dall’Agenzia delle Entrate, ora sono pronte anche le lettere che saranno recapitate ai primi contribuenti sottoposti ad accertamento. Saranno inviate a breve, con ogni probabilità da inizio aprile. Ad affermarlo è Marco Di Capua, numero due dell’Agenzia delle Entrate. Lo strumento ha finalmente un volto definitivo che sembra ben lontano da quello di studio di settore applicato alla famiglie che aveva terrorizzato gli addetti ai lavori. Niente Fisco impiccione che controlla dove siamo andati in vacanza o quante volte siamo andati al ristorante. Nel mirino finiranno solo contribuenti con evidenti discordanze tra ciò che dichiarano e ciò che spendono. «Ci muoveremo in una cornice di ampia garanzia per i contribuenti — assicura Marco Di Capua — già la legge assicura che la soglia di scostamento deve essere superiore al 20 per cento per giustificare le attenzioni del Fisco, a questo noi abbiamo aggiunto un’ulteriore tutela: non selezioneremo nessun contribuente che avrà uno scostamento tra spese e reddito dichiarato che sta entro i 12 mila euro. Insomma le 20 mila lettere che stiamo per spedire saranno un test realizzato con la massima cura».

Tempi brevi. Una prova sul campo per il nuovo redditometro che dovrà fornire prove concrete di fattibilità in tempi relativamente brevi. «Entro il 2014 contiamo di aver concluso tutto l’iter dei primi 20 mila accertamenti sintetici, contraddittorio compreso» assicura Di Capua . In una fase di particolare sofferenza economica è inevitabile che i contribuenti temano controlli a tappeto e una caccia indiscriminata all’evasione. «Siamo consapevoli del momento critico — assicura il vice direttore dell’Agenzia — noi stessi dobbiamo puntare al massimo con risorse limitate. Noi non partiamo dal principio di presunta colpevolezza del contribuente sia chiaro. Giusto per fare qualche esempio: non basterà fare una cena da 3 mila euro, magari per festeggiare il proprio 25esimo anniversario, per far accendere la spia del sospetto. Dovranno concentrarsi una serie di voci per creare uno scostamento davvero ampio e su somme considerevoli. Non siamo alla ricerca di fenomeni marginali, non converrebbe a nessuno. Nemmeno allo Stato. E comunque, anche nei casi più eclatanti, le persone contattate potranno sempre venire da noi e dimostrarci che hanno avuto un’eredità o una fonte di reddito che è legittimo non dichiarare e che spiega lo scostamento tra il loro tenore di vita e il reddito dichiarato. Crediamo molto in questo strumento e siamo convinti che sia rispettoso del contribuente onesto».

Rating per i rimborsi Iva. In tale ottica si inquadra il nuovissimo meccanismo di rating che regolerà i rimborsi Iva per le aziende. «Nei primi due mesi di quest’anno sono già stati 1,5 miliardi di euro i rimborsi erogati. Abbiamo analizzato i soggetti che chiedono il rimborso in modo da classificarli secondo un rischio alto, medio o basso. In Italia le imprese a rischio risultano circa il 18% del totale. In questi casi sarà indispensabile un’istruttoria più approfondita per contrastare eventuali frodi. Così facendo i rimborsi saranno molto più tempestivi e i contribuenti che avranno un indice di rischio medio basso lo riceveranno subito, ancora prima dei controlli. Si parte dal principio, condivisibile, che il Fisco si fida del contribuente, fino a prova contraria. La pratica del punire tutti per colpire qualcuno è detestabile e inaccettabile». E chissà che non sia la via giusta per iniziare una nuova relazione tra Fisco e contribuenti. Non diventeranno amici ma almeno inizieranno a parlarsi.

LA LETTERA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Roma,
Direzione Centrale Accertamento Settore Analisi e Strategie Ufficio Persone fisiche
Egr. Sig.
Via ………….
Cap ………….

Gentile Contribuente,
la ricostruzione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche (articolo 22 del Dl 78/2010) si basa su spese certe e su spese collegate al possesso di beni, tenendo conto anche della composizione del nucleo familiare e del luogo di residenza (decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2012). Sulla base dei dati presenti in Anagrafe tributaria, le spese che Lei ha sostenuto nel 2009 risultano apparentemente non compatibili con il reddito dichiarato. Per questo motivo, come prevede l’art. 32 del DPR n. 600/1973, La invitiamo a presentarsi presso questo ufficio, di persona o tramite un rappresentante. Il Suo intervento è particolarmente importante per acquisire dati e notizie che possono permettere di chiarire la Sua posizione e, quindi, di non procedere a ulteriori fasi del controllo, tenendo conto del principio di collaborazione e buona fede su cui sono improntati i rapporti tra Contribuente e Amministrazione finanziaria (art. 10 comma 1 Statuto del Contribuente).
Durante l’incontro potrà documentare l’esistenza di redditi che non era obbligato a dichiarare e dimostrare che le spese sostenute per investimenti sono state finanziate con disponibilità provenienti da altre fonti (disinvestimenti, risparmi accumulati negli anni precedenti, altro). Per facilitare il confronto, nel prospetto allegato sono riepilogate le spese che risultano da Lei sostenute: la prima colonna contiene le spese certe, presenti in Anagrafe tributaria; la seconda, le spese basate su dati certi (possesso di abitazione, mezzo di trasporto, ecc.); la terza è a Sua disposizione per integrare o modificare gli importi indicati. La sezione successiva del prospetto Le consente di indicare i saldi iniziali e finali dei Suoi conti correnti bancari e postali nonché dei conti titoli, relativi all’anno 2009, utilizzando le risultanze degli estratti conto. Se Lei fornisce chiarimenti esaustivi in merito agli elementi indicati nel prospetto allegato, così da rendere compatibili le spese da Lei sostenute con il reddito dichiarato, l’attività di controllo ai fini della ricostruzione sintetica del reddito si chiude in questa fase.
(Frase inserita solo in caso di fitto figurativo): Nelle banche dati dell’Agenzia non risulta che nel Comune di residenza Lei abbia un immobile in proprietà o in locazione. Pertanto, qualora non fornisse chiarimenti in merito, Le sarà attribuito un “fitto figurativo”, sulla base dei valori dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, secondo le modalità previste dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2012.
Qualora Lei non si presenti o, pur presentandosi, non fornisca, in tutto o in parte, le informazioni richieste, l’Agenzia delle Entrate potrà valutare la possibilità di adottare più penetranti poteri di indagine (previsti dal citato art. 32) e, come stabilito dall’art. 11, I comma lett. c) del Dlgs n. 471/1997, potrà altresì valutare se irrogare la sanzione per mancata comparizione e per omessa o incompleta risposta (da un minimo di 250 a un massimo di 2000 euro). Per una migliore gestione degli appuntamenti, La invitiamo a presentarsi il giorno ____ dalle _____ alle _____ rivolgendosi al funzionario _________.
Se non Le è possibile venire in ufficio nel giorno indicato, può chiedere di fissare un’altra data, entro 15 giorni dal ricevimento di questa comunicazione, contattando il numero xxxx o scrivendo all’indirizzo e-mail xxxx. La informiamo che, ai sensi e per gli effetti dell’art. 13 del Dlgs n. 196/2003, i dati che devono essere obbligatoriamente forniti in relazione a questo invito sono comunicati a integrazione di quelli di cui l’Agenzia delle Entrate è titolare esclusivo.
Sul sito www.agenziaentrate.it è consultabile l’informativa completa sul trattamento dei dati personali. Il presente invito si compone di n. ___ pagine e di un allegato.

IL DIRETTORE

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