Fisco

Redditometro e capacità contributiva: un salvagente dal contraddittorio

Redditometro e capacità contributiva: un salvagente dal contraddittorio
Qualità del dato oggetto di analisi e profilazione dei contribuenti per tipologia familiare e area geografica di appartenenza presentano profili di rischi in fase di selezione che richiedono un’attenta analisi ai funzionari incaricati della determinazione sintetica del reddito del contribuente

Qualità del dato oggetto di analisi e profilazione dei contribuenti per tipologia familiare e area geografica di appartenenza: questi elementi, su cui si fonda l’elaborazione degli indici di capacità contributiva di cui al Dm del 24 dicembre 2012, presentano profili di rischio in fase di selezione richiedendo pertanto un’attenta analisi ai funzionari incaricati della determinazione sintetica del reddito del contribuente.

In ogni caso, correttivi a potenziali applicazioni errate del redditometro, o meglio a un utilizzo distorto dei dati a base dello stesso, sono connaturati al metodo accertativo sia quanto alla sua operatività solo in caso di scostamento di almeno il 20% tra reddito dichiarato e reddito accertato sia quanto all’attivazione obbligatoria della fase di contraddittorio.

Rispetto alla qualità dei dati disponibili o presenti in Anagrafe tributaria, potrebbe accadere che l’errata indicazione del codice fiscale dell’acquirente comporti l’imputazione del bene a un altro contribuente nei confronti del quale potrebbe attivarsi una selezione ai fini del redditometro. Si pensi alle occasioni in cui chi indica il codice fiscale all’Anagrafe è diverso dal soggetto che ha acquisito la stessa informazione, come accade per i tour operator che comunicano un dato acquisito dall’agenzia di viaggi ovvero, la rilevazione del codice fiscale da parte del commerciante. Il redditometro potrebbe attivare un controllo su un contribuente cui la spesa è stata imputata in modo sbagliato per un errore di trascrizione di un dato informativo.

L’anomalia, come evidenziato dalla stessa Agenzia delle Entrate con la circolare n. 24/E del 31 luglio 2013, può essere fatta rilevare in sede di contraddittorio. ma comunque nei riguardi di quel contribuente un’analisi sarà comunque stata attivata, richiedendo allo stesso di dimostrare con prove certe e dirette l’errata imputazione della spesa o l’inesattezza delle informazioni in possesso dell’Amministrazione.

Considerazioni in parte analoghe possono riguardare la profilazione dei contribuenti. L’utilizzo di modelli matematici e statistici per la ricostruzione sintetica del reddito ruota anche intorno alla classificazione del soggetto accertato in un determinato nucleo familiare distinto per composizione ed area geografica di appartenenza. Il singolo contribuente viene inserito in un modello standard di famiglia di appartenenza a prescindere dalla tipologia di reddito prodotto, con il rischio di accomunare in una medesima categoria soggetti diversissimi. In secondo luogo, la creazione di cinque macro-aree territoriali non permette di distinguere all’interno delle stesse l’ubicazione effettiva, per esempio, dell’immobile di cui si dispone, che avrà un valore diverso se situato in un luogo piuttosto che in un altro. Ebbene, di queste variabili i verificatori dovranno tenere conto nel contraddittorio se non anche nella selezione del contribuente.

Potrebbe anche interessarti: redditometro all’esame del Garante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *