Lavoro

Reddito e contributi decidono le indennità dei collaboratori

Reddito e contributi decidono le indennità dei collaboratori
Anche i lavoratori iscritti alla gestione separata potranno godere dell’indennità di malattia e del congedo parentale

Anche gli iscritti alla gestione separata Inps possono godere di alcune tutele tipiche dei lavoratori dipendenti: nella circolare n. 77 del 13 maggio scorso, l’Istituto fa il punto sulle modalità di fruizione dell’indennità di malattia e del congedo parentale. Ma la circolare è solo l’ultimo intervento su una materia in continua evoluzione.
Fin dal 2007, infatti, con la legge Finanziaria per quell’anno (legge 296/2006), alcune categorie dei lavoratori cosiddetti parasubordinati (collaboratori a progetto, co.co.co., e assimilati) hanno potuto accedere alle tutele previdenziali dell’indennità di malattia e del trattamento economico per congedo parentale ma l’estensione universale di queste prestazioni, anche ai professionisti, è avvenuta solo a partire dal 1° gennaio 2012, grazie alla legge n. 241/2011 (di conversione del Dl n. 201/2011).
L’ambito di applicazione riguarda quindi tutti i soggetti iscritti alla gestione separata (legge n. 335/1995, articolo 2, comma 26), purché non assicurati ad altra forma previdenziale obbligatoria o titolari di pensione. È importante precisare, però, che – in caso di mancato versamento della contribuzione – i lavoratori iscritti non potranno godere delle tutele previste. Il regime giuridico che regola i rapporti parasubordinati, infatti, è quello del lavoro autonomo, perché l’assimilazione ai redditi di lavoro dipendente ha operato solo ai fini fiscali: ne consegue che a questi rapporti non è applicabile il principio di automaticità delle prestazioni (in base all’articolo 2116 del Codice civile).

L’indennità di malattia. Per quanto riguarda l’indennità di malattia, la circolare n. 77 ha chiarito che deve trattarsi di eventi di durata non inferiore a quattro giorni, a meno che non siano proseguiti con un evento morboso successivo, ovvero una ricaduta: in questo caso, l’indennizzo è previsto per l’intera durata dell’evento. Deve essere trasmesso all’Inps un certificato medico di malattia, tramite la procedura telematica (Dm Salute del 26 febbraio 2010).
Per avere diritto all’indennità, bisogna che siano rispettati alcuni requisiti contributivi e reddituali: in primo luogo, l’attività lavorativa deve sussistere al momento della malattia, così come deve avvenire l’effettiva astensione dal lavoro durante il periodo indennizzato.
Poi, occorrono almeno tre mensilità di accredito contributivo alla gestione separata nei 12 mesi precedenti la malattia. È necessario, inoltre, che il reddito individuale percepito dal lavoratore parasubordinato nell’anno solare precedente la malattia non ecceda il massimale contributivo previsto dall’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995, diminuito del 30 per cento: per l’anno in corso, il parametro è pari a 67.304,30 euro.
Un altro aspetto interessante, citato dalla circolare n. 77/2013, riguarda l’estensione degli accertamenti medico legali domiciliari: in pratica, anche i lavoratori parasubordinati possono essere destinatari di visite fiscali di controllo da parte dell’Inps e sono così tenuti a rispettare le fasce orarie di “reperibilità” (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19): occorrerà prestare attenzione all’indicazione del corretto indirizzo durante la malattia. Nell’ipotesi di indicazioni errate – che non consentano gli eventuali controlli – l’indennità sarà disconosciuta. La durata del trattamento non può superare i 61 giorni.
Spetta invece un minimo di 20 giornate ai lavoratori che non sono in grado di far valere periodi lavorativi superiori a 120 giorni nei dodici mesi precedenti la malattia.

Il congedo parentale. Anche il diritto al trattamento economico per congedo parentale è stato esteso a tutti i lavoratori iscritti alla gestione separata, dal 1° gennaio 2012. Questa prestazione deve essere utilizzata entro il primo anno di vita del bambino, per un periodo massimo di tre mesi.
Il congedo spetta anche ai genitori adottivi e affidatari per l’ingresso in famiglia, a prescindere dall’età del minore ed entro il compimento del diciottesimo anno di età.
I requisiti generali e contributivi sono gli stessi che devono essere rispettati per la fruizione dell’indennità di malattia, mentre la misura è pari al 30% del reddito preso a riferimento per l’erogazione dell’indennità di maternità, moltiplicata per ogni bambino in caso di parto o adozione/affidamento plurimi.

Indennità una tantum. Le tutele che interessano i lavoratori parasubordinati non si fermano alla malattia e al congedo parentale ma coprono anche le situazioni di sospensione dell’attività lavorativa, con la previsione di una indennità una tantum. Questa formula di sostegno al reddito era stata introdotta dal Dl n. 185/2008 ma è stata recentemente rivisitata e messa a regime dalla legge n. 92/2012, a partire dal 1° gennaio 2013. Le istruzioni Inps sono contenute nella circolare n. 38 dello scorso 14 marzo e sono rivolte ai collaboratori coordinati e continuativi citati all’articolo 61, comma 1, del decreto legislativo n. 276/2003, iscritti in via esclusiva alla gestione separata, ossia i lavoratori a progetto che versano l’aliquota contributiva piena del 27,72%: sono esclusi i titolari di redditi di lavoro autonomo, gli altri lavoratori iscritti alla gestione separata a vario titolo e i soggetti titolari di pensione o già iscritti presso altre forme pensionistiche obbligatorie.
Appartenere alla categoria di beneficiari descritta non è però sufficiente poiché devono ricorrere, congiuntamente, una serie di altre condizioni:

  • la monocommittenza, nel corso dell’anno precedente;
  • la sussistenza di un reddito lordo complessivo imponibile non superiore a 20mila euro (rivalutato annualmente) nell’anno precedente, conseguito in qualità di co.co.co;
  • l’accredito, presso la gestione separata, di almeno una mensilità nell’anno di riferimento (in cui si chiede la prestazione);
  • l’assenza di un contratto di lavoro per un periodo ininterrotto di almeno due mesi nell’anno precedente;
  • almeno tre mensilità accreditate presso la gestione separata nell’anno precedente.

L’Inps ha spiegato che per «anno precedente» si intende quello solare immediatamente precedente quello di riferimento, in cui il collaboratore matura il requisito per poter presentare l’istanza.
Il requisito della monocommittenza si verifica invece se il rapporto di lavoro avvenuto nell’anno «precedente» si è realizzato nei confronti dello stesso committente: la condizione si realizza anche se, nel corso dello stesso anno, il soggetto ha avuto più contratti di collaborazione ma sempre con lo stesso committente.
L’importo del sussidio è pari al 7% (per gli anni dal 2013 al 2015) del minimale annuo di reddito (15.357 euro per il 2013), moltiplicato per il minor numero tra le mensilità accreditate nell’anno precedente e quelle non coperte da contribuzione (la prestazione base sarà quindi pari a 1.075 euro). Il messaggio Inps n. 8355 del 22 maggio 2013 ha fornito le indicazioni operative per la liquidazione dell’indennità forfettaria riferita all’anno corrente: in particolare, è stata rilasciata la procedura web che consente l’inoltro delle richieste accedendo attraverso il Pin dispositivo attivato ad hoc dall’Istituto. Pertanto, gli interessati che siano in possesso di un Pin «non dispositivo», potranno ugualmente compilare la domanda ma – in fase di conferma – riceveranno la richiesta di attivazione della credenziale per poter completare la trattazione dell’istanza.
È possibile accedere alla procedura telematica tramite i servizi Online rivolti al Cittadino presenti sul sito Inps, selezionando la funzionalità «Indennità Una Tantum Co.Co.Pro», all’interno dell’area «Invio Domande di prestazioni a Sostegno del reddito».
L’istanza può essere presentata anche dai lavoratori che al momento della domanda non si trovano in stato di disoccupazione.

Inps – Circolare N. 77/2013 Inps – Circolare N. 38/2013

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