Fisco

Il nuovo Redditest sta per entrare in funzione

Il “Redditest” entra nel vivo della sua operatività: il 20 novembre l’Agenzia delle Entrate svelerà nei dettagli il nuovo strumento di compliance che permetterà a tutti i contribuenti di valutare (prima di effettuare la dichiarazione e in forma anonima) la coerenza tra il proprio reddito e le spese sostenute.
Di fatto, per quel che ha annunciato nei giorni scorsi il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera a margine di un’audizione in Parlamento, il “Redditest” sarà uno strumento che servirà ad «aumentare la compliance e agire con la prevenzione contro l’evasione e l’elusione fiscale». In pratica si tratta di un software, a cui si accede da Internet, che consente la cosiddetta autodiagnosi allo scopo di effettuare, in autonomia e riservatezza, una preventiva verifica della coerenza tra il reddito familiare prodotto e le spese sostenute nell’anno. Al termine dell’inserimento dei dati di reddito e di spese si accenderà una luce verde se il risultato sarà coerente oppure rossa se incoerente. Se vi sarà coerenza il contribuente non avrà nulla da temere, in caso contrario dovrà invece calibrare al meglio la dichiarazione dei redditi. In ogni caso i dati inseriti rimarranno noti solamente al contribuente e non ne rimarrà traccia alcuna sul web.
Di fatto il software “Redditest” si inserisce nel contesto dell’accertamento sintetico che si basa essenzialmente su due metodi con cui il fisco può rettificare i redditi dei contribuenti: quello dell’accertamento sintetico “puro” e quello del redditometro. Il sintetico “puro” determina il reddito (presunto) sulla base delle spese effettive delle persone fisiche. Il redditometro si basa, dopo la riforma del 2010, sul «contenuto induttivo di elementi di capacità contributiva individuato mediante l’analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza». Ma si tratta di una norma ancora in attesa di un provvedimento attuativo ministeriale che dovrà riempire di contenuti la previsione normativa. E alle Entrate stanno lavorando sui seguenti elementi base: le spese sostenute dal contribuente risultanti in anagrafe tributaria; le spese stimate (calcolate sulla base di dati certi); la spesa media Istat che fotografa le spese medie sostenute da ogni tipologia di famiglia in una certa area geografica.

[alert_red]LE DICHIARAZIONI DI ATTILIO BEFERA SUL NUOVO REDDITEST[/alert_red] [blockquote]

Se c’é coerenza tra i redditi prodotti e le spese sostenute non ci sono problemi, accertamenti o controlli.

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Lo ha spiegato Befera a margine di un’audizione in Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.

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Al contrario, se c’é incoerenza si accenderà un “semaforo rosso” e il cittadino dovrà pensare bene a rifare la dichiarazione dei redditi, perché è a rischio di essere controllato.

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Nel corso dell’audizione Befera ha evidenziato che la verifica avviene:

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sulla base delle spese più significative e facilmente individuabili.

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Inoltre, ha precisato:

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i dati inseriti rimangono noti solo al contribuente e non ne rimane alcuna traccia sul web.

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