Fisco

Ravvedimento sprint possibile fino al 3 settembre: sanzioni ridotte allo 0,2%

Il ravvedimento sprint entro il 3 settembre è la prima e più conveniente possibilità per regolarizzare l'eventuale mancato pagamento entro il 20 agosto
Il ravvedimento sprint entro il 3 settembre è la prima e più conveniente possibilità per regolarizzare l’eventuale mancato pagamento entro il 20 agosto

Il ravvedimento sprint entro il 3 settembre è la prima e più conveniente possibilità per regolarizzare l’eventuale mancato pagamento entro il 20 agosto. L’istituto prevede, infatti, sanzioni molto contenute, se l’omissione è sanata entro 14 giorni dalla scadenza originaria. Se il contribuente pagherà appunto entro il prossimo 3 settembre, dovrà calcolare una sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo sull’imposta.

Il ravvedimento sprint si potrà applicare sia sull’intero saldo dovuto al 20 agosto e sia sulla prima rata. Per importi particolarmente elevati, la rateizzazione potrebbe essere, in ogni caso, il sistema per contenere al minimo le sanzioni dovute in caso di dimenticanza. Infatti, in relazione al “ritardo”, si potrebbero ravvedere solo alcune rate. Si pensi, per esempio, a un soggetto che decide di versare il 30 agosto: se optasse per il pagamento a rate, andrebbe sanata solo la prima (scaduta il 20 agosto) e sarebbe in regola con le successive, conseguendone che le sanzioni sono dovute solo su una piccola parte del totale. Se il pagamento è eseguito, dal 15° giorno, ma entro il 19 settembre 2013, sarà possibile il ravvedimento breve, che comporta una sanzione del 3 per cento. Oltre tale data, ma entro il 30 settembre 2014 (termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa) è dovuta nella misura del 3,75 per cento. Per questo istituto non è prevista la possibilità di rateizzazione, in quanto bisogna computare le sanzioni e gli interessi nel giorno esatto di quando avviene il pagamento.

Si può, però, “frazionare” quanto dovuto, in relazione alle proprie disponibilità. Vale a dire, procedere con un ravvedimento parziale, corrispondendo, di volta in volta, interessi e sanzioni commisurati alla parte del debito d’imposta versato tardivamente. Si pensi, per esempio, a un contribuente che il prossimo 17 settembre ha la possibilità di versare 300 euro rispetto ai mille complessivamente dovuti a titolo di debito Irpef: dovrà calcolare la sanzione del 3% su 300 e aggiungere gli interessi dalla data della scadenza a quella del pagamento. Se poi potrà versarne altri 300 nel mese di gennaio 2014, dovrà applicare la sanzione del 3,75%, oltre agli interessi.

Sebbene non sia regolamentata la rateizzazione nell’istituto del ravvedimento, è possibile valutare l’opportunità di una sorta di proprio piano di “rientro” facendo attenzione al corretto calcolo delle sanzioni dovute (risoluzione n. 67/E/2011).
Ad ogni buon conto, il ravvedimento è possibile solo se la violazione non sia già stata contestata, non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche (in caso contrario è inibito limitatamente ai periodi e tributi oggetto di controllo) e non siano iniziate altre attività di accertamento (inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, questionari) notificati al contribuente.

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