Fisco

Ravvedimento operoso: applicazione retroattiva delle nuove regole

Ravvedimento operoso: applicazione retroattiva delle nuove regole
Le nuove regole sul ravvedimento operoso trovano applicazione anche con riferimento alle violazioni che alla data del 1° gennaio 2015 siano già state constatate dall’ufficio ma non siano ancora state interessate da avvisi di accertamento o cartelle di pagamento

L’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle nuove regole sul ravvedimento operoso, in virtù delle modifiche introdotte dalla legge di Stabilità 2015. In particolare, rispondendo ad un quesito della stampa specializzata, l’Amministrazione finanziaria ha precisato che il nuovo art. 13, D.Lgs. n. 472/1997 è applicabile anche con riferimento alle violazioni che al 1° gennaio 2015 (data di entrata in vigore della legge n. 190/2014) siano già state constatate dall’ufficio (ad esempio con l’emissione di un pvc) ma non ancora interessate da atti accertativi, liquidatori o da cartelle di pagamento.

L’Agenzia conferma dunque l’orientamento già anticipato nei giorni scorsi, in base al quale le modifiche apportate all’istituto del ravvedimento operoso dalla legge n. 190/2014 possono operare anche in relazione alle violazioni commesse antecedentemente all’entrata in vigore della legge. Tale impostazione è coerente con il principio del favor rei, invocato dalla stessa Amministrazione finanziaria nella circolare n. 180/E del 1998.

L’avviso bonario non preclude il ravvedimento delle violazioni non contestate
Il ravvedimento, invece, continua ad essere precluso con riferimento alle irregolarità riscontrabili nell’ambito dei controlli automatizzati e formali (ex articoli 36-bis e 36-ter, D.P.R. n. 600 del 1973). Pertanto, tenuto conto delle nuove regole, qualora il contribuente riceva un avviso riferito ai suddetti controlli, questi potrà avvalersi del ravvedimento esclusivamente per sanare altre violazioni che non gli siano state contestate con tale procedura (è questo il caso, ad esempio, della regolarizzazione di una omessa fatturazione).

Ravvedimento escluso per gli avvisi di recupero dei crediti d’imposta
Allo stesso modo, l’Agenzia ritiene che gli avvisi di recupero di crediti d’imposta e quelli per l’irrogazione di sanzioni, seppure non espressamente menzionati, siano idonei a precludere l’accesso al nuovo ravvedimento. Ciò in quanto – spiega l’Agenzia – tali avvisi rappresentano per loro natura atti autoritativi recanti una pretesa tributaria.

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