Fisco

Ravvedimento operoso anche dopo la prima comunicazione sul controllo formale

Ravvedimento operoso anche dopo la prima comunicazione sul controllo formale
Assonime fornisce i primi chiarimenti sull’istituto del ravvedimento operoso, cosi come riformato dalla legge n. 190/2014

Dopo la Fondazione nazionale commercialisti, anche Assonime, con la circolare n. 15 dell’11 maggio 2015, fornisce i primi chiarimenti sull’istituto del ravvedimento operoso, cosi come riformato dalla legge n. 190/2014.

Si rammenta brevemente che, a seguito di detta legge, le cui innovazioni, come affermato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 6/2015, operano per le violazioni commesse prima della sua entrata in vigore:

  • per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, il ravvedimento non è più inibito dall’inizio del controllo fiscale, ma dalla notifica dell’avviso bonario o dell’atto impositivo;
  • sempre per tali tributi, non vi è più alcuno sbarramento temporale, e la riduzione della sanzione decresce con l’aumentare del tempo entro cui avviene il ravvedimento (la riduzione va da 1/10 del minimo a 1/6 del minimo);
  • per tutte le violazioni sanabili (pure per i tributi non amministrati dalle Entrate), è possibile ravvedersi entro novanta giorni, con riduzione della sanzione a 1/9 del minimo.

L’art. 13 del D.Lgs. n. 472/97 sancisce che, se la violazione è constatata mediante verbale ai sensi dell’art. 24 della legge n. 4/29, la sanzione, a prescindere dall’elemento temporale, è ridotta a 1/5 del minimo.

Nonostante la norma non lo dica, Assonime precisa opportunamente che, per forza di cose, si tratta di una previsione operante solo per i tributi delle Entrate, in quanto per gli altri rimane la preclusione derivante dal controllo fiscale, che spesso è antecedente alla formazione del verbale (in senso diverso, implicitamente, la nota IFEL del 19 gennaio 2015).

Comunque, il “verbale” a cui fa riferimento la lettera b-quater) dovrebbe essere il “PVC”, quindi coloro i quali ricevono, ad esempio, un invito a comparire, sono liberi di ravvedersi ai sensi delle altre lettere dell’art. 13, cosa che, a ben vedere, comporta disparità di trattamento tra contribuenti. La riduzione delle sanzioni da ravvedimento viene a dipendere dalla tipologia di indagine, e finisce con il privilegiare le c.d. “indagini a tavolino”.

Molto interessante appare il chiarimento relativo alla preclusione derivante dall’avviso bonario nel controllo formale ai sensi dell’art. 36-ter del D.P.R. n. 600/73, dove al contribuente, prima, viene recapitato l’invito ad esibire la documentazione comprovante la legittimità, ad esempio, di alcune detrazioni d’imposta, poi, in un secondo momento, arriva l’avviso bonario, con cui si contestano le detrazioni indebitamente fruite ad avviso delle Entrate, magari per carenze nella documentazione prodotta.

Per Assonime, il ravvedimento può avvenire sino alla seconda comunicazione, quindi sino all’avviso bonario vero e proprio.

Riduzione “normale” con invito a comparire
Una tale interpretazione è senz’altro favorevole al contribuente, sol se si pensa che, dopo l’avviso bonario, la sanzione del 30% può essere ridotta a 2/3 (il dato normativo, in effetti, parla di “comunicazione degli esiti del controllo automatizzato e/o di quello formale”). Infine, relativamente al ravvedimento entro i novanta giorni, per le ragioni esposte anche dalla Fondazione dei commercialisti, si deve prendere come riferimento la data di commissione della violazione e non quella di presentazione della dichiarazione, sia per i tributi periodici che per quelli istantanei, per salvaguardare la coerenza del sistema.

De iure condendo, si auspica che, in futuro, si preveda la possibilità di versare le somme da ravvedimento in forma rateale, venga attribuita, quanto meno per i reati “non fraudolenti”, efficacia estintiva del reato tributario al ravvedimento, si tenga in considerazione la c.d. “sanzione unica” da concorso formale e continuazione per le violazioni plurime e si ampli l’orizzonte temporale per il ravvedimento sull’omessa dichiarazione, tuttora possibile solo entro i novanta giorni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *