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Rateazione Equitalia ammorbidita: arriva il decreto attuativo

Rateazione ammorbidita: arriva il decreto attuativo
Tempi più lunghi per versare a rate le imposte in sospeso con il Fisco: privati e imprese in stato di crisi potranno pagare i debiti con Equitalia anche in 10 anni e fino ad un numero massimo di 120 rate

Abbondantemente fuori dal termine previsto dalla legge, ecco giungere in dirittura di arrivo il decreto attuativo che, in materia di riscossione, secondo quanto previsto dalla conversione del decreto “Fare”, prevede la possibilità di rateizzare i debiti con Equitalia sino a 120 mesi.

La rimodulazione normativa dell’art. 19, D.P.R. n. 602/1973 ha determinato una vera e propria quadripartizione della possibilità di richiedere la rateazione all’agente della riscossione, nei termini che seguono:

  1. piano di “rateazione ordinario”, della durata massima di 72 mesi;
  2. piano di “rateazione in proroga ordinario”, della durata massima di 72 mesi;
  3. piano di “rateazione straordinaria”, della durata massima di 120 mesi;
  4. piano di “rateazione in proroga straordinaria”, della durata massima di 120 mesi.

Ne deriva che un debitore, all’atto della presentazione della istanza di rateazione, possa chiedere alternativamente un piano di rateazione “ordinario” oppure “straordinario”, così come richiedere, all’atto della presentazione di un’istanza di rateazione “in proroga”, che la stessa assuma i caratteri dell’ordinarietà – e quindi mantenere il lasso temporale massimo in 72 mesi – ovvero della straordinarietà – e dunque essere invocata sino a 120 mesi.

Il decreto introduce una positiva “elasticità”, prevedendo espressamente che l’eventuale mancata concessione di un piano di rateazione “straordinario” non preclude affatto la possibilità di ottenerne uno “ordinario”, fosse anche “in proroga”: pertanto, non già una chiusura totale da parte di Equitalia quanto piuttosto una riduzione del lasso temporale a disposizione del debitore per l’assolvimento del debito.

L’art. 3 del decreto assume inoltre una posizione “illuminata” laddove sembra non tipizzare – anche perché non sarebbe per nulla ragionevole – la comprovata e grave situazione di difficoltà indipendente dalla responsabilità del debitore e legata alla congiuntura economica necessaria per l’accesso alla rateazione “straordinaria”: è infatti contemplato che i requisiti previsti dall’art. 19, comma 1-quinquies, D.P.R. n. 602/1973 siano attestati dal debitore istante con una richiesta motivata corredata da idonea documentazione.

La concessione della rateazione “straordinaria” dipenderà dunque tanto dalla verifica della sussistente impossibilità che il debitore esegua il pagamento nell’ambito di una rateazione “ordinaria” – quindi di ridotto lasso temporale – quanto dalla rilevazione della condizione di solvibilità dello stesso.

Queste condizioni risultano sussistenti, in base a quanto prevede il decreto, quando la rata:

  • per le persone fisiche e le ditte individuali “semplificate” è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente, avuto riguardo all’Indicatore della Situazione reddituale (ISR) siccome rilevabile dalla certificazione ISEE;
  • per i soggetti diversi di quelli previsti alla lettera precedente è superiore al 10% del valore della produzione, rapportato su base mensile e determinato ai sensi dell’art. 2425, numeri 1), 3) e 5), c.c. e l’indice di liquidità assuma un valore compreso tra 0,5 e 1.

In ogni caso, il debitore è obbligato a corredare le istanze con la documentazione necessaria al riscontro dei detti valori: per cui, nelle ipotesi di persone fisiche e ditte individuali, occorre allegare l’ISEE, mentre per quanto riguarda i soggetti diversi sarà necessario allegare la documentazione contabile aggiornata.

Trova infine conferma nel decreto, e visti i tempi anche questa è una buona notizia, quanto anticipato da Equitalia in ordine all’applicazione delle nuove disposizioni, in quanto “attuate”, ai piani rateali in corso: l’art. 4 del decreto ministeriale stabilisce la disposizione transitoria secondo cui i piani di rateazione ordinari e quelli “in proroga” ordinari già accordati alla data di entrata in vigore del provvedimento stesso, a fronte delle richiesta del debitore e in presenza dei requisiti di legge possono essere aumentati fino a 120 rate.

Inoltre, è stabilita la decadenza automatica del debitore dal beneficio della dilazione, in caso di mancato pagamento di 8 rate, anche non consecutive.

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