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Rapporto Ilo: nel 2013 salgono a 74,5 milioni i giovani disoccupati nel mondo

Rapporto Ilo: nel 2013 salgono a 74,5 milioni i giovani disoccupati nel mondo
Un esercito di circa 74,5 milioni di under 25 disoccupati nel mondo nel 2013. Quasi un milione in più rispetto all’anno precedente

Secondo l’ultimo Rapporto Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) sono circa 74,5 milioni gli under 25 disoccupati nel mondo nel 2013. Quasi un milione in più rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione giovanile ha superato il 13% ovvero quasi tre volte tanto il tasso di disoccupazione degli adulti. In Italia, i giovani disoccupati e quelli scoraggiati fanno parte dei Neet, ovvero quei giovani che non lavorano, non studiano e non sono in formazione. Secondo Eurostat, nel 2011, erano 7,5 milioni i giovani europei tra i 15 e i 24 anni e altri 6,5 milioni tra i 25 e i 29 anni completamente esclusi dal mercato del lavoro e da qualsiasi percorso formativo.
Nell’Europa a 28 il tasso di disoccupazione giovanile viaggia intorno al 23,4%, e in Italia si sale al 42,2% per la fascia d’età 15-24 anni, con picchi al Sud, specie in Sicilia e Calabria, dove quasi un giovane su due è senza lavoro.

l’Ilo attraverso il suo Youth Employment Programme, collabora all’Iniziativa Garanzia Giovani della Commissione Europea fornendo assistenza agli Stati membri nello sviluppo dei Piani di garanzia giovani e, in particolare, nella fase di monitoraggio e integrazione con altre misure di promozione dell’occupazione giovanile. In Italia «Garanzia Giovani» porte in dote 1,5 miliardi: 567,5 milioni come quota Yei, altri 567 milioni di Fondo sociale europeo (Fse) e 378,3 milioni di co-finanziamento nazionale. Ma secondo stime Ilo è possibile attuare «Garanzia giovani» con un costo annuale compreso tra lo 0,5% e l’1,5% del Pil. «Pur comprendendo le difficoltà di bilancio che gli Stati membri Ue si trovano ad affrontare in questo momento, è importante ricordare che i costi causati dalla disoccupazione giovanile e dalla inattività degli individui sarebbero nel lungo termine di gran lunga superiori all’investimento richiesto dalla garanzia giovani», sottolinea Azita Berar Awad, direttore del dipartimento Ilo politiche per l’occupazione.

Da parte sua Rebecca Taylor, vice presidente dell’Intergruppo giovani del Parlamento europeo, ha sottolineato che «la garanzia giovani rappresenta un’innovazione importante nelle iniziative europee di sostegno alle politiche giovanili e siamo convinti della necessità di attuarla tempestivamente in tutti gli stati membri, puntando sulla qualità delle opportunità offerte ai giovani e al potenziamento del sistema dei centri per l’impiego. Allo stesso tempo è indispensabile che alla garanzia giovani si accompagnino politiche importanti per la creazione di occupazione, senza le quali qualsiasi politica attiva finirebbe nel vuoto». La Garanzia giovani è, in questo senso, un ottimo strumento: «Non è la bacchetta magica, ma un segnale di attenzione straordinario che, non a caso, viene proprio dalle istituzioni europee. E dobbiamo lavorare insieme per monitorare le modalità di attuazione del programma, partecipare alla promozione e aiutare il governo e le regioni a fare di esso uno strumento efficace», ha aggiunto la presidente dell’Intergruppo giovani del parlamento italiano, Anna Ascani.

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