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Quando lo Stato dà lo stipendio a tutti: la Svizzera ci pensa. E l’Italia?

Quando lo Stato dà lo stipendio a tutti: la Svizzera ci pensa. E l'Italia?
Reddito minimo, reddito di cittadinanza, sostegno al reddito: modi diversi per intendere la stessa cosa, un reddito minimo garantito che consenta a tutti, lavoratori o meno, di non vivere al di sotto di una definita soglia di povertà. In tanti Paesi funziona ed ha ricadute positive anche a livello sociale, e la Svizzera sta pensando di introdurlo nel proprio ordinamento. E in Italia?

Reddito minimo, reddito di cittadinanza, sostegno al reddito: modi diversi per intendere la stessa cosa, un reddito minimo garantito che consenta a tutti, lavoratori o meno, di non vivere al di sotto di una definita soglia di povertà. In tanti Paesi funziona ed ha ricadute positive anche a livello sociale, e la Svizzera sta pensando di introdurlo nel proprio ordinamento. E in Italia? In Parlamento giacciono da tempo due progetti di legge targati rispettivamente M5S e Sel, che individuano in 600 euro netti per una persona (1.000 euro per una famiglia di due persone, 1.300 per tre persone e così via). Le coperture, secondo la proposta M5S, verrebbero dai tagli alle pensioni d’oro, tagli alla Difesa, tagli al finanziamento ai partiti, tassazione del gioco d’azzardo e dall’8 per mille di chi non decide a chi destinarlo. Vediamo nel dettaglio cosa vogliono fare gli svizzeri e come funziona (e con quali importi) il reddito di cittadinanza nel resto d’Europa.

Stando alle indiscrezioni che stanno circolando sui mercati, nella primavera del 2015 il Governo svizzero inizierà a discutere una proposta che vuole portare lo stato elvetico a pagare a ogni cittadino uno stipendio fisso. Se il piano diventasse operativo, ogni cittadino svizzero riceverebbe uno stipendio fisso del valore di 2.500 franchi svizzeri, l’equivalente di 2.600 dollari. Ciò significa che ogni nucleo familiare composto da due adulti, potrebbe contare su un reddito annuo di 62.400 dollari, senza dover lavorare, e senza rispettare particolari condizioni.
I benefits sono ovvi: l’applicazione di una tale politica eliminerebbe la povertà e, sostituendo i programmi governativi attuali, ridurrebbe anche la burocrazia. La forza lavoro meno qualificata avrebbe un maggior potere contrattuale con i datori di lavoro, e non ci sarebbe più bisogno del salario minimo. Peraltro a metà degli anni ’70 un esperimento di questo tipo vide protagonista la città canadese di Dauphin, che per un breve periodo di tempo aiutò 1.000 famiglie in difficoltà, attraverso l’assegnazione di un reddito garantito. L’esito fu molto positivo: la manovra pose fine alla povertà, e ci furono anche meno pazienti ricoverati in ospedale e maggiori casi di studenti che completarono gli studi.

Piani simili sono già stati discussi in passato. Nel 1968, l’economista americano Milton Friedman, discusse l’idea di una imposta negativa sul reddito, in base a cui i redditi al di sotto di una predeterminata soglia avrebbero ricevuto un reddito supplementare invece di essere sottoposti al pagamento delle tasse.
Ma non tutti approvano l’idea, più che altro per gli effetti che una tale misura avrebbe sulla produttività potenziale. La gente continuerà a lavorare se non ce ne sarà bisogno? E chi può avere la certezza che i cittadini spenderanno gli assegni statali sull’istruzione e sui beni alimentari e non su su droghe o articoli non necessari? In ogni caso in molti Paesi d’Europa esiste.

Belgio
In Belgio è previsto un reddito di cittadinanza così distribuito:
– 613 euro per persone sole;
– 817 euro per coppie con o senza figli;
– 957 euro per coppie con 1 figlio di 10 anni;
– 1.161 per coppie con 2 figli sopra gli 8 e i 12 anni.

Francia
In Francia è previsto un reddito di cittadinanza così distribuito:
– 425 euro per le persone sole;
– 638 euro per famiglie monoparentali con 1 figlio;
– 765 euro per coppie con 1 figlio;
– 893 euro per coppie con 2 figli.

Danimarca
In Danimarca è previsto un reddito di cittadinanza così distribuito:
– 1.532 euro per le persone sole;
– 1.912 euro per monogenitori con 1 figlio;
– 3.172 per le coppie con 1 figlio;
– 3.280 euro per le coppie con 2 figli.

Irlanda
In Irlanda è previsto un reddito di cittadinanza così distribuito:
– 645 euro per le persone sole;
– 1.073 euro per le coppie senza figli;
– 1.146 euro per le coppie con 1 figlio;
– 1.219 euro per le coppie con 2 figli.

Germania
In Germania è previsto un reddito di cittadinanza così distribuito:
– 345 euro per le persone sole;
– 621 euro per le coppie senza figli;
– 828 euro per le coppie con 1 figlio (10 anni);
– 1.035 euro per le coppie con 2 figli (8 e 12 anni).

Gran Bretagna
In Gran Bretagna è previsto un reddito di cittadinanza così distribuito:
– 669 euro per gli individui dell’età minima di 25 anni;
– 881 euro per le coppie senza figli;
– 1.265 euro per le coppie con 1 figlio (10 anni);
– 1.572 euro per le coppie con 2 figli (8 e 12 anni).

Olanda
Nei Paesi Bassi esistono due tipi di sussidi:
– il primo è il Bijstand, un diritto individuale e si accompagna al sostegno all’affitto, ai trasporti per gli studenti, all’accesso alla cultura;
– il secondo è il Wik, un reddito destinato agli artisti per “permettere loro di avere tempo di fare arte”. Entrambi si aggirano sui 500 euro.

Norvegia
Stønad til livsopphold, letteralmente “reddito di esistenza”, erogato a titolo individuale a chiunque senza condizione di età. Ammonta a circa 500 euro.

Niente sussidio
In Italia, Grecia, Ungheria non vi è alcuna legge che regoli il reddito minimo garantito. In Spagna e Portogallo è stato avviato un dibattito nazionale che sta portando all’istituzione di una forma di reddito sociale. In Italia il costo di un reddito minimo di cittadinanza è stato quantificato in 15-17 miliardi, cifra alta ma non impossibile se si considera che per lo sgravio Irpef da 80 euro sono serviti circa 10 miliardi. E c’è chi lo considera una soluzione positiva per l’economia in generale.

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