Diritto

PVC sempre obbligatorio anche per le attività di verifica senza accessi esterni

PVC sempre obbligatorio anche per le attività di verifica senza accessi esterni
La verifica fatta solo “internamente” presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, dopo aver acquisito i dati del contribuente tramite un questionario, non esime la stessa, che emette l’avviso di accertamento, dall’obbligo di formalizzare in un apposito processo verbale di constatazione – da notificare al contribuente – la conclusione delle indagini, per permettere a quest’ultimo la possibilità di presentare, entro 60 giorni, osservazioni e richieste

La verifica fatta solo “internamente” presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, dopo aver acquisito i dati del contribuente tramite un questionario, non esime la stessa, che emette l’avviso di accertamento, dall’obbligo di formalizzare in un apposito processo verbale di constatazione – da notificare al contribuente – la conclusione delle indagini, per permettere a quest’ultimo la possibilità di presentare, entro 60 giorni, osservazioni e richieste, pena l’annullamento dell’atto impositivo per violazione del diritto al contraddittorio ex art. 12, comma 7 dello Statuto del Contribuente. E’ quanto affermato dalla CTP di Ascoli Piceno con la sentenza n. 384/2/14 del 22 aprile 2014.

IL FATTO
Una società sportiva dilettantistica ricorre avverso l’avviso di accertamento elevato, ai fini IVA – anno 2008, dall’Agenzia delle Entrate. Con l’atto impugnato l’Ufficio ha proceduto a ricostruire induttivamente il reddito dell’Associazione disconoscendo il regime agevolativo di cui alla L. n. 398/1991; disconoscimento che trae origine dalla omessa istituzione dei libri sociali e conservazione delle fatture d’acquisto e del libro “Iva Minori”, nonché dalla mancata redazione dei rendiconti di cui all’art. 20 del D.P.R. n. 600/73.

La società, nel chiederne l’annullamento, si duole del fatto che l’avviso di accertamento non sia stato preceduto da processo verbale di constatazione, precludendo in tal guisa “la possibilità di esercitare il diritto di difesa mediante la prescrizione, da parte del contribuente, di osservazioni.

Secondo l’ufficio impositore, invece, non essendo stata posta in essere alcuna attività di accesso o di verifica esterna, tutta la normativa invocata dalla società non sarebbe stata pertinente.

LA DECISIONE DELLA CTP DI ASCOLI PICENO
La CTP rileva preliminarmente che la Corte di Cassazione (Cass. n. 18906/2011 e Cass. n. 16999/2012), nello stabilire che è nullo l’avviso di accertamento emesso prima di 60 giorni dalla conclusione delle indagini (orientamento ribadito nella sentenza n. 18184 del 29 luglio 2013) ha altresì evidenziato che la nullità deve trovare applicazione anche nei casi in cui non sia stata svolta, da parte dell’Amministrazione Finanziaria una vera e propria attività di verifica presso il contribuente, ma soltanto un mero reperimento di documenti fiscali richiesti, come nel caso di specie attraverso l’invio di un questionario, in considerazione della genericità del termine “verifica” e dell’insussistenza di distinzioni da parte della normativa tra verifica “interna” e verifica “esterna”.
Diversamente opinando verrebbe a crearsi, in spregio al generale principio di collaborazione tra Amministrazione e contribuente, una illogica disparità di tutela fra i contribuenti a seconda delle modalità di verifica adottate dall’Ufficio.
Ne consegue, secondo i Supremi Giudici, che il divieto di emanazione di atti impositivi prima dei 60 giorni, a decorrere dalla data di conclusione delle indagini da formalizzarsi in apposito p.v.c. (da notificare al contribuente) trova applicazione qualunque sia l’attività di controllo posta in essere dall’Amministrazione Finanziaria.
Una decisione, questa, affatto condivisibile anche alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia della UE, sentenza Sopropé (C-349/07, punto 49 del 18 Dicembre 2008), secondo cui “il destinatario di una decisione a lui lesiva deve essere messo in condizione di far valere le proprie osservazioni prima che la stessa sia adottata (allo scopo) di mettere l’autorità competente in grado di tener conto di tutti gli elementi del caso. Al fine di assicurare una tutela effettiva della persona o dell’impresa coinvolta, la suddetta regola ha in particolare l’obiettivo di consentire a queste ultime di correggere un errore o di far valere elementi relativi alla loro situazione personale, tali da far sì che la decisione sia adottata o non sia adottata, ovvero abbia un contenuto piuttosto che un altro”.

La pronuncia muove dall’affermazione che il diritto di difesa, in quanto principio generale del diritto comunitario, deve trovare applicazione ogni volta che l’Amministrazione si proponga di adottare un atto capace di produrre effetti rilevanti nella sfera giuridica del destinatario. In forza di tale principio, “i destinatari di decisioni che incidono sensibilmente sui loro interessi devono essere messi in condizione di manifestare utilmente il loro punto di vista in merito agli elementi sui quali l’Amministrazione intende fondare la sua decisione. A tal fine essi devono beneficiare di un termine sufficiente”.

Alla luce, pertanto, della giurisprudenza della Corte di Giustizia CE e della Corte di Cassazione, nonché per effetto dell’art. 41 della Carta dei diritti Fondamentali dell’Unione Europea del 2000 (recepita a rango di principio di diritto primario comunitario con l’art. 6 del Trattato dell’Unione Europea del dicembre 2009) e dell’art. 12 dello Statuto del Contribuente, l’eccezione sollevata dalla società risulta fondata e viene accolta dalla CTP, con conseguente annullamento dell’atto impugnato.

Art. 12, comma 7, L. 212/00 - Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali

Nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza.

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