Lavoro

Pubblicata la legge di Stabilità 2015: le novità sugli incentivi alle assunzioni

Pubblicata la legge di Stabilità 2015: le novità sugli incentivi alle assunzioni
La legge di Stabilità 2015 prevede interessanti novità in materia di lavoro che vanno dai nuovi incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato alla integrale deducibilità dall’IRAP del costo del lavoro

La legge di Stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014 n. 190) prevede interessanti novità in materia di lavoro che vanno ad integrarsi con la recente legge 183/2014. In particolare, si evidenzia la complementarietà tra i due provvedimenti nelle nuove disposizioni finalizzate ad incentivare il contratto a tempo indeterminato. Sono previste, poi, ulteriori misure per favorire le nuove assunzioni, ad esempio tramite la deducibilità IRAP ed il credito d’imposta per profili altamente qualificati esteso fino al 2019.

Mentre modifica il quadro degli incentivi alle assunzioni, la legge n. 190/2014 indirizza nuove risorse alla Cassa Integrazioni Guadagni in Deroga e alle assunzioni avvenute nel 2012 con la c.d. “piccola mobilità”, i cui benefici non furono prorogati a partire dall’1 gennaio 2013.

Di seguito, un dettaglio delle principali novità per favorire l’occupazione.

Esonero contributivo per il tempo indeterminato
Come anticipato nella legge n. 183/2014, la forma di contratto a tempo indeterminato mira ad essere concretamente la forma di assunzione prevalente. Per tali assunzioni, effettuate nell’anno 2015 (1° gennaio – 31 dicembre), è riconosciuto ai datori di lavoro privati un esonero contributivo di durata triennale (ad eccezione dei premi INAIL), per un importo annuo non superiore ai 8.060 euro. Tale esonero non avrà, comunque, ripercussioni sull’accantonamento pensionistico del dipendente.

Sono esclusi dal beneficio i contratti di apprendistato e di lavoro domestico.
L’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.

Non è, inoltre, possibile la fruizione dell’esonero nei seguenti casi:

  • per lavoratori assunti da qualsiasi datore di lavoro con contratto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti;
  • per lavoratori per cui il datore di lavoro abbia già usufruito del beneficio in questione;
  • per lavoratori già assunti nei tre mesi precedenti dallo stesso datore di lavoro. Tale limitazione prende in considerazione anche società controllate o collegate al datore di lavoro richiedente l’esonero.

Per il settore agricolo valgono, poi, alcune disposizioni particolari. Di fatto, l’agevolazione non è concessa per le assunzioni – effettuate sempre nel 2015 – di lavoratori che nell’anno 2014 siano risultati occupati a tempo indeterminato, oppure, assunti a tempo determinato ed iscritti negli elenchi nominativi per un numero di giornate di lavoro superiore a 250 giornate.

Il beneficio sarà riconosciuto dall’INPS in base all’ordine cronologico delle istanze. Le risorse finanziarie necessarie sono state stanziate fino al 2019.

Parallelamente all’introduzione di questo nuovo beneficio, gli incentivi destinati alle assunzioni di disoccupati di lungo periodo o di lavoratori posti in CIGS da 24 mesi, previsti dall’art. 8, comma 9, della legge n. 407/1990, saranno fruibili solo fino al 31 dicembre 2014.

IRAP
È prevista la deduzione integrale dalla base imponibile dell’IRAP del costo del lavoro dipendente a tempo indeterminato, per la parte eccedente le deduzioni già vigenti.

Assunzioni personale altamente qualificato
Nell’ambito delle disposizioni finalizzate a sostenere la ricerca e lo sviluppo nelle aziende italiane, è previsto fino al 2019 un credito d’imposta per le imprese che assumono personale altamente qualificato. La norma riprende la definizione di tale categoria dal decreto legge n. 83/2012, convertito dalla legge n. 134/2012, il quale già disponeva un beneficio similare.

Dall’1 gennaio 2015 tali assunzioni saranno soggette ad un credito d’imposta pari al 50% del costo sostenuto dall’azienda. Saranno date successive istruzioni da parte dei Dicasteri competenti.

La Legge Delega 2014 sul lavoro
È entrata in vigore la legge delega n. 183/2014 che interessa l’intero mercato del lavoro, adottando un approccio organico in cui molteplici aspetti sono collegati tra di loro per creare nuova occupazione e maggiore inclusività.

Cosa cambia in concreto? La legge delega è un provvedimento normativo che fornisce al Governo la possibilità di intervenire, tramite l’emanazione di decreti legislativi su determinati temi, tracciandone le finalità e le linee guida di azione.

L’effettiva operatività degli interventi indicati nella legge dovrà, pertanto, attendere l’emanazione dei cinque decreti legislativi che riguarderanno i seguenti temi: ammortizzatori sociali, politiche attive, semplificazione amministrativa, contratti e conciliazione vita-lavoro.

Partendo da un’estensione degli ammortizzatori per chi perde il lavoro e da un riforma delle politiche di ricollocazione mediante nuove sinergie tra pubblico e privato, la legge arriva a tracciare le caratteristiche della nuova tipologia del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti per cui sono già previsti appositi incentivi nella legge di Stabilità 2015. Il ruolo delle parti sociali rimane fondamentale nella definizione di nuove forme di smart working – tra cui il telelavoro – per conciliare i tempi vita con quelli di lavoro.

Parallelamente la revisione dei congedi parentali si affianca alla possibilità di inserire forme di sostegno tra colleghi, con le cosiddette “ferie solidali” cedibili a genitori lavoratori impegnati nell’assistenza dei figli.

Le novità investono anche la P.A., tramite una semplificazione degli adempimenti burocratici per i cittadini e le aziende e, inoltre, con la costituzione di due Agenzie Uniche, per le politiche attive e per l’attività ispettiva.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore è prevista l’adozione dei decreti legislativi, che interesseranno vari Dicasteri per gli aspetti di propria competenza.

Vediamo nello specifico cosa è previsto per i cinque temi oggetto di delega.

1) Ammortizzatori sociali
Razionalizzazione ed ampliamento delle tutele: questi gli obiettivi della prima delega.

Il nuovo approccio che sarà adottato per la concessione degli ammortizzatori sociali a quei lavoratori coinvolti dalla sospensione dell’attività lavorativa, prevede la possibilità di fruizione delle integrazioni salariali solo nei casi di prosecuzione dell’attività aziendale.

Per le situazione aziendali critiche, che non implichino cessazione di attività, è attesa una revisione del campo di intervento della CIG e dei Fondi di solidarietà, nonché dei contratti di solidarietà.

Il sistema per la concessione delle integrazioni salariali sarà inoltre ottimizzato, prevedendo procedure standardizzate e più celeri.

Altro versante degli ammortizzatori sociali oggetto dell’intervento normativo è quello inerente ai soggetti che hanno cessato il proprio rapporto di lavoro. Va ad ampliarsi il raggio di intervento dell’ASpI, l’indennità di disoccupazione operativa dal 2013, estendendone il ricorso anche ai collaboratori coordinati e continuativi. Ulteriori novità su questo strumento di sostegno al reddito riguardano la durata, che sarà correlata allo storico contributivo del richiedente ed estesa ai soggetti con redditi bassi.

2) Politiche attive
Successiva ma strettamente correlata alla prima delega, è la riforma dell’attuale sistema delle politiche attive.

Sul lato degli incentivi alle assunzioni, l’approccio è innovativo, introducendo il profiling del lavoratore, che include le caratteristiche del soggetto e le probabilità di ricollocazione sul mercato del lavoro, come elemento essenziale per la determinazione del beneficio. Tale modello è stato già adottato per il bonus occupazionale riservato alle assunzioni dei Neet registrati a Garanzia Giovani.

Il provvedimento pone attenzione anche all’importanza dell’autoimpiego e dell’autoimprenditoria per la creazione di nuova occupazione e stabilisce la necessità di razionalizzazione della normativa attuale. Tra le novità di maggior rilievo poi la creazione dell’Agenzia nazionale per l’occupazione, partecipata da Stato, Regioni e Province Autonome e vigilata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. In sinergia con l’INPS, l’Agenzia si occuperà degli aspetti legati all’inserimento e al reinserimento lavorativo, con lo scopo di integrare le politiche attive con quelle di sostegno al reddito. L’obiettivo è rendere il percettore di forme di sostegno al reddito attivo nella sua ricollocazione lavorativa, anche tramite percorsi personalizzati di istruzione e formazione professionale.

Sarà valorizzata la collaborazione tra operatori pubblici e privati, per favorire il matching tra domanda ed offerta di lavoro e potranno, in tal senso, essere siglati accordi di ricollocamento per i percettori di sostegno al reddito con gli operatori privati accreditati.

È prevista inoltre la definizione di criteri nuovi per l’accreditamento e l’autorizzazione di quest’ultimi ad operare nel mercato del lavoro.

Per quanto riguarda il sistema della bilateralità, che offre anche servizi di welfare integrativo, è previsto un riordino della normativa di riferimento che dovrà basarsi sui principi di sussidiarietà, flessibilità e prossimità.

La delega prevede, inoltre, un intervento di revisione del collocamento mirato dei soggetti disabili, volto a favorirne l’inclusione lavorativa e sociale, tramite la valorizzazione delle competenze possedute dal lavoratore.

3) Semplificazione
La terza delega ha l’obiettivo di agevolare aziende e cittadini tramite una semplificazione delle procedure e degli adempimenti a loro carico.

In particolare, saranno ridotti sensibilmente gli atti amministrativi relativi alla costituzione e alla gestione del rapporto di lavoro. Parallelamente saranno unificate le comunicazioni alle Pubbliche Amministrazioni in modo da non dover replicarle per il medesimo evento.

Le nuove procedure riguarderanno anche le dimissioni e le risoluzioni consensuali e saranno finalizzate al contemperamento dell’esigenze di semplificazione con quelle di garanzia per il lavoratore.

Il libretto formativo, a seguito del processo di integrazione delle informazioni già previsto dalla legge n. 92/2012 e dal decreto legge n. 76/2013, convertito in legge n. 99/2013, si riferirà anche al sistema di apprendimento permanente.

4) Contratti
La quarta delega si prefigge l’obiettivo di aumentare le opportunità di lavoro e creare un quadro normativo adeguato alle esigenze produttive, semplificando le tipologie contrattuali esistenti e favorendo il ricorso al contratto a tempo indeterminato.

Rispetto ai contratti esistenti, la legge prevede che le collaborazioni di tipo coordinato e continuativo siano inserite nella sperimentazione del compenso orario minimo insieme ai lavoratori subordinati attualmente operanti in settori non regolati da contratti collettivi. Mentre il lavoro accessorio vedrà estendersi il suo ambito di utilizzo.

L’alternanza scuola lavoro continua ad essere un tassello fondamentale per il rilancio dell’occupazione, in particolare giovanile, e in quest’ottica sarà rafforzata.

La disciplina dei controlli a distanza sugli impianti e gli strumenti di lavoro, attualmente regolata dallo Statuto dei Lavoratori, sarà oggetto di aggiornamento in base all’attuale contesto tecnologico.

Infine, la delega presenta l’Agenzia Unica per le ispezioni del lavoro, dove confluiranno i servizi ispettivi del MLPS, dell’INPS e dell’INAIL.

5) Conciliazione vita lavoro
L’ultima delega vuole fornire nuovi strumenti di tutela per le cure parentali, nonché di conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Al sostegno della maternità sono destinate le misure per universalizzare l’indennità a prescindere dal versamento contributivo. Inoltre, sarà introdotta una tax credit per le lavoratrici madri (anche autonome) con figli minori a carico disabili o che si trovino in una situazione reddituale critica.

Anche per i congedi obbligatori e parentali sono previste nuove forme di flessibilità.

A livello aziendale, saranno incentivati i contratti di secondo livello che agevolino la flessibilità dell’orario lavorativo, anche tramite la forma del telelavoro. Inoltre, le ferie solidali potranno essere una realtà anche in Italia, permettendo ai dipendenti di cedere i propri giorni di riposo aggiuntivo ai colleghi genitori impegnati in cure parentali.

La conciliazione vita-lavoro passa attraverso il raccordo dei servizi offerti non solo dal pubblico, ma anche da aziende ed enti bilaterali; per un loro utilizzo ottimale è richiesto un coordinamento tra i vari enti.

Sul tema della parità di genere, le donne inserite in percorsi di protezione contro la violenza di genere potranno beneficiare di nuovi congedi ad hoc.

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