Lavoro

Prospetto informativo anche in assenza di variazioni

Prospetto informativo anche in assenza di variazioni
Il Dipartimento della Funzione Pubblica in vista della scadenza del 31 gennaio fornisce chiarimenti e indicazioni operative sulla compilazione del prospetto informativo e di computo della quota di riserva da parte dei datori di lavoro pubblici

Il Dipartimento della Funzione Pubblica in vista della scadenza del 31 gennaio, con la nota operativa del 21 gennaio 2015 fornisce chiarimenti e indicazioni operative sulla compilazione del prospetto informativo e di computo della quota di riserva da parte dei datori di lavoro pubblici. Le amministrazioni devono procedere alla compilazione e all’invio del prospetto informativo anche nei casi in cui, rispetto all’ultimo prospetto inviato, non siano intervenuti cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva ossia anche nei casi in cui non sussisterebbe detto obbligo.

Compilazione del prospetto informativo
I datori di lavoro sono tenuti ad inviare in via telematica agli uffici competenti un prospetto informativo dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva di cui all’articolo 3, nonché i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori disabili.
Se, rispetto all’ultimo prospetto inviato, non avvengono cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva, il datore di lavoro non è tenuto ad inviare il prospetto (articolo 9, comma 6, della legge 68/1999).

Il Dipartimento della Funzione Pubblica evidenzia però a tal riguardo la necessità che le amministrazioni procedano alla compilazione e all’invio del prospetto informativo anche nei casi in cui, rispetto all’ultimo prospetto inviato, non siano intervenuti cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva ossia anche nei casi in cui non sussisterebbe detto obbligo.

Hanno l’obbligo di compilare il prospetto informativo solo le amministrazioni con almeno 15 dipendenti.

Modalità di computo della quota d’obbligo
Soprannumerarietà di personale
Il legislatore ha introdotto un correttivo per la rideterminazione del numero delle assunzioni obbligatorie, in quanto occorre tener conto, ove necessario, della dotazione organica come rideterminata secondo la legislazione vigente.
In sostanza, la base di computo, calcolata secondo i criteri dell’articolo 4, comma 1, della legge 68/1999, deve tenere conto, ove necessario, della dotazione organica vigente.

Di conseguenza, fa presente il Dipartimento, se tale dotazione organica è numericamente superiore rispetto alla base di computo (di norma lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, con le precisazioni di cui al predetto articolo 4, comma 1) non occorre operare correttivi.

Se la dotazione organica è numericamente inferiore rispetto alla base di computo occorre tenere conto della predetta dotazione organica “nettizzando” la base di computo della parte eccedente la dotazione organica. In questo caso le assunzioni delle categorie protette sono calcolate sulla base di computo al netto della parte eccedente e devono essere effettuate a coperture della quota anche in soprannumero.

A seguito della rideterminazione operata secondo i criteri descritti, l’amministrazione è obbligata ad assumere anche in soprannumero.

Base di computo per la determinazione della quota d’obbligo
Gli obblighi di cui agli articoli 3 e 18 della medesima legge 68/1999 devono essere rispettati a livello nazionale. Dunque, anche rispetto alle amministrazioni pubbliche che hanno un’articolazione sul territorio, la quota deve essere computata a livello nazionale facendo sempre riferimento al totale dei dipendenti in servizio presso l’amministrazione complessivamente intesa.

I datori di lavoro pubblici con sedi territoriali devono garantire un’omogeneità geografica delle assunzioni obbligatorie a livello nazionale, cosicché la quota complessiva delle relative assunzioni sia il più possibile distribuita, con apposita ripartizione, in modo omogeneo tra le regioni e le province.

Compensazione territoriale
I datori di lavoro pubblici, a differenza dai datori di lavoro privati, possono effettuare la compensazione limitatamente al territorio regionale.

La Funzione Pubblica evidenzia, infine, che la compensazione territoriale su base interregionale si potrebbe giustificare nel solo caso in cui la disomogeneità di assunzioni obbligatorie tra regioni sia la conseguenza della fase transitoria che ha segnato il passaggio dalla legge 2 aprile 1968, n. 482 alla legge 68/1999. Si ricorda, infatti, che l’articolo 18, comma 1, della legge 68/1999 prevede che: “I soggetti già assunti ai sensi delle norme sul collocamento obbligatorio sono mantenuti in servizio anche se superano il numero di unità da occupare in base alle aliquote stabilite dalla presente legge e sono computati ai fini dell’adempimento dell’obbligo stabilito dalla stessa”.
Solo per questa fattispecie è ammessa, in via eccezionale, la compensazione interregionale.

Dipartimento Funzione Pubblica – Nota Operativa 21 Gennaio 2015

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