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Proroga 730: slittano i rimborsi per i contribuenti

Proroga 730: slittano i rimborsi per i contribuenti
Il conguaglio del modello 730, con importi a credito o a debito, effettuato nel Libro unico del lavoro di luglio da parte del sostituto d’imposta, quest’anno subirà un necessario slittamento a seguito della proroga del termine fissato per la presentazione della dichiarazione al 23 luglio 2015

E’ stata estesa a tutti i contribuenti la proroga del termine per la presentazione del modello 730 concessa in prima battuta esclusivamente ai Caf che avessero già trasmesso almeno l’80% delle dichiarazioni a loro carico. Con la circolare n. 26/E del 7 luglio 2015 l’Agenzia delle Entrate spiega che, tenuto conto della necessità di agevolare i contribuenti in questo primo anno di avvio sperimentale della dichiarazione precompilata, anche chi non si è rivolto ad un intermediario potrà presentare il modello telematico entro il prossimo 23 luglio.

La proroga determinerà indubbiamente uno slittamento ad agosto o settembre degli eventuali rimborsi che vengono di norma erogati con lo stipendio o la pensione.

Resta comunque invariato il termine per la presentazione dell’eventuale 730 integrativo fissata per il 25 ottobre.

Il conguaglio 730 attraverso il sostituto d’imposta
Ogni anno, a partire dal mese di luglio, il sostituto d’imposta provvede ad effettuare, in occasione della elaborazione del LUL, i conguagli d’imposta, a credito o a debito del contribuente, che sono stati comunicati dall’Agenzia delle Entrate attraverso la apposita procedura telematica. In maniera del tutto analoga, anche se a decorrere dal mese di agosto, operano gli enti pensionistici che operano i conguagli sui cedolini pensione.

Il sostituto d’imposta provvede ad erogare i rimborsi e/o a trattenere il dovuto fino a capienza degli importi da versare per Irpef e addizionali della totalità dei dipendenti in forza tramite il modello F24: si tratta di una “compensazione interna” che non viene esposta nella delega di pagamento ma riportata in dettaglio nel modello 730 di competenza.

Quest’anno sono particolarmente rilevanti le novità procedurali introdotte e disciplinate dalle normativa che ha istituito il 730 precompilato: ne derivano due binari distinti che delineano il percorso dei rimborsi e dei controlli sulle due tipologie di modelli dichiarativi adottabili dal contribuente. A seconda che il contribuente accetti o modifichi la dichiarazione proposta dall’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite i soggetti di cui sopra, è previsto un diverso iter dei controlli documentali nonché un diverso livello di responsabilità per Caf e professionisti abilitati che appongono il visto di conformità sul modello 730.

In linea generale è possibile affermare che i contribuenti che hanno versato imposte maggiori rispetto a quelle effettivamente dovute, hanno diritto al rimborso, se superiore a 12 euro, delle somme versate in più:

  • in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi tramite compilazione del modello 730 o Unico;
  • mediante specifica istanza da trasmettere all’Agenzia delle Entrate.

Casi particolari
Nell’eventualità di un mancato rimborso IRPEF per incapienza, il contribuente può presentare apposita istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate competente per territorio in base alla sua residenza, allegando la certificazione rilasciata dal sostituto di imposta, datore di lavoro o ente pensionistico, che attesti il mancato conguaglio e quindi il non aver eseguito il rimborso dell’imposta.

Anche i lavoratori privi di sostituto di imposta riceveranno invece quanto spetta loro direttamente all’Agenzia delle Entrate, che eseguirà i rimborsi, sulla base del risultato finale delle dichiarazioni, attraverso:

  • accredito diretto sul conto corrente bancario del contribuente;
  • accredito diretto sul contro corrente postale del contribuente;
  • bonifico domiciliato presso le poste italiane;
  • emissione di vaglia cambiario della Banca d’Italia (per i soli rimborsi inferiori ai 1.000 euro).

Se invece dalle dichiarazioni presentate emerge un debito, il contribuente effettua il pagamento con le modalità indicate nell’art. 19 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, anche richiedendo l’addebito delle somme dovute sul proprio conto corrente bancario o postale.

Nel caso in cui il sostituto d’imposta riceve il risultato contabile di una dichiarazione, presentata tramite un Caf o un professionista, relativa a un soggetto per il quale non è tenuto all’effettuazione delle operazioni di conguaglio, è tenuto a darne informazione al soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale con i mezzi più idonei (posta elettronica, fax, posta ordinaria).

Qualora invece la dichiarazione sia stata presentata direttamente dal contribuente, il sostituto d’imposta dovrà fornire all’Agenzia delle Entrate l’informazione in merito alla circostanza che non è tenuto alle operazioni di conguaglio. Per effettuare detta comunicazione deve essere utilizzata un’apposita funzionalità disponibile sul sito dei servizi telematici dell’Agenzia, mediante la quale il sostituto inserisce i dati del soggetto per il quale non è tenuto ad effettuare il conguaglio. Quindi, effettuata la verifica che i dati del soggetto corrispondono a quelli messi a disposizione del sostituto d’imposta, l’Agenzia delle Entrate:

  • ne dà comunicazione al contribuente mediante un avviso nell’area autenticata dei servizi telematici;
  • invia un messaggio di posta elettronica all’indirizzo e-mail indicato dal contribuente in sede di presentazione della dichiarazione per invitare il contribuente a prendere visione dell’avviso nell’area autenticata dei servizi telematici.

I nuovi termini di rimborso
In caso di rimborso 730 superiore a 4.000 euro, sono previsti controlli preventivi, anche documentali, sulle detrazioni dei familiari a carico superiori a 4.000 euro e l’erogazione del rimborso Irpef da parte dell’Agenzia e non in busta paga, solo dopo la conclusione delle operazioni di controllo preventivo.

La legge di Stabilità 2015 ha stabilito che questo rimborsi siano erogati entro 7 mesi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, ossia entro 7  mesi dal 23 luglio, che è la nuova scadenza fissata per la trasmissione del modello 730/2015.

Qualora invece il credito scaturisca da un 730 precompilato e integralmente accettato, il rimborso, anche superiore ai 4.000 euro, verrà immediatamente corrisposto nella busta paga o nella pensione, senza ulteriori controlli.

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