Fisco

Il ruolo dei professionisti nel contrasto al riciclaggio

Professionisti sempre più coinvolti nel contrasto al riciclaggio ed al terrorismo internazionale
Professionisti sempre più coinvolti nel contrasto al riciclaggio ed al terrorismo internazionale

I professionisti sono sempre più coinvolti nel contrasto al riciclaggio ed al terrorismo internazionale; il legislatore ha recentemente stabilito che non solo gli esercenti arti e professioni dovranno astenersi dall’esecuzione della prestazione professionale qualora non siano in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela, ma devono restituire al “committente” le eventuali disponibilità finanziarie di sua spettanza.

Le disposizioni in materia di antiriciclaggio (D.Lgs. n. 231/2007) prevedono, al verificarsi di determinate condizioni, l’obbligo di astenersi dall’esecuzione delle prestazioni professionali. In particolare l’art. 23, comma 1 stabilisce che “quando gli enti o le persone soggetti al presente decreto non sono in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela stabiliti dall’art. 18, comma 1, lettere a), b) e c), non possono instaurare il rapporto continuativo né eseguire operazioni o prestazioni professionali ovvero pongono fine al rapporto continuativo o alla prestazione professionale già in essere e valutano se effettuare una segnalazione alla UIF, a norma del Titolo II, Capo III”. Il D.Lgs. n. 169/2012 ha integrato con il nuovo comma 1-bis la disciplina dell’astensione (dallo svolgimento della prestazione) disciplinando la procedura da seguire per restituite al cliente le eventuali disponibilità finanziarie di sua spettanza. Tale ultimo punto è stato oggetto di chiarimenti con una circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 30 luglio 2013 (prot. DT 57889).

Le due disposizioni operano su piani diversi. Infatti, mentre l’obbligo di astensione è “preventivo” nel senso che si pone in una fase antecedente rispetto allo svolgimento della prestazione professionale; la previsione di cui al successivo comma 1-bis presuppone l’esistenza di un rapporto in corso. La diversità riguarda, però esclusivamente il profilo temporale in quanto l’applicazione delle due norme ha quale presupposto comune l’impossibilità di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela. Il predetto obbligo riguarda i professionisti indicati dall’art. 12 del D.Lgs. n. 231/2007 e deve essere osservato ai sensi del successivo art. 16 nelle ipotesi in cui:

  • la prestazione professionale ha ad oggetto mezzi di pagamento, beni od utilità di valore pari o superiore a 15.000 euro;
  • eseguono prestazioni professionali occasionali che comportino la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che siano effettuate con un’operazione unica o con più operazioni tra di loro collegate per realizzare un’operazione frazionata;
  • l’operazione sia di valore indeterminato o non determinabile (ad esempio, la costituzione di una società);
  • sussiste il sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, indipendentemente da qualsiasi deroga, esenzione o soglia applicabile;
  • sussistono dubbi sulla veridicità o sull’adeguatezza dei dati precedentemente ottenuti ai fini dell’identificazione di un cliente.

Secondo quanto disposto dal successivo art. 18 l’obbligo di adeguata verifica della clientela viene assolto con il compimento delle seguenti attività:

  • identificazione e verifica dell’identità del cliente sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile ed indipendente;
  • identificazione e verifica dell’identità del titolare effettivo;
  • acquisizione di informazioni sullo scopo e sulla natura della prestazione professionale;
  • controllo costante nel corso della prestazione professionale.

Circa le modalità di identificazione si deve fare riferimento al disposto dell’art. 19 di cui al citato D.Lgs. n. 231/2007. Tale attività è svolta in presenza del cliente (identificazione diretta) attraverso un documento valido per l’identificazione (carta d’identità, passaporto, etc.) non scaduto, anche mediante propri dipendenti o collaboratori.

Gli adempimenti, però, non si fermano all’obbligo di identificazione. Il professionista deve istituire un archivio (unico informatico) ove registrare tutte queste informazioni riguardanti, però, non solo il cliente, ma anche il titolare effettivo dell’operazione. Il concetto di titolare effettivo è collegato all’obiettivo di individuare l’effettivo beneficiario degli effetti delle prestazioni od operazioni professionali non in modo generalizzato, ma con esclusivo riferimento alle fattispecie nelle quali le operazioni siano effettuate da enti, persone giuridiche, trust o assimilati.

Secondo quanto previsto dall’art. 2 dell’allegato tecnico del D.Lgs. n. 231/2007, nel caso in cui il cliente sia una società, per titolare effettivo si intende la persona fisica o le persone fisiche che, attraverso il possesso o il controllo diretto o indiretto di una percentuale delle partecipazioni al capitale sociale o dei diritti di voto in seno a tale entità giuridica, anche tramite azioni al portatore, raggiunga il 25% più uno di partecipazione al capitale sociale. Tale criterio non si applica nel caso di una società ammessa alla quotazione su un mercato regolamentato o sottoposta a obblighi di comunicazione conformi alla normativa comunitaria o a standard internazionali equivalenti.

Ad esempio se Tizio è socio accomandante di una S.a.s. e possiede una quota di partecipazione pari al 40%, deve essere identificato anche se non è amministratore. Ciò in quanto anche tale soggetto, unitamente all’accomandatario che detiene la quota del 60%, è titolare effettivo dell’operazione.

L’obbligo di conservazione dei dati oggetto di registrazione nell’archivio informatico è, sotto il profilo temporale, particolarmente esteso. Infatti, la documentazione deve essere conservata per dieci anni. L’operazione può rivelarsi particolarmente onerosa ed è quindi opportuno che i professionisti obbligati si dotino di un adeguato software idoneo allo scopo.

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