Diritto

Processo tributario: la copia fotostatica è mezzo di prova idoneo

Processo tributario: la copia fotostatica è mezzo di prova idoneo
In tema di contenzioso tributario, la produzione, da parte del ricorrente, di documenti in copia fotostatica costituisce un mezzo idoneo per introdurre la prova nel processo, incombendo all’Amministrazione finanziaria l’onere di contestarne la conformità all’originale, ed avendo il giudice l’obbligo di disporre, in tal caso, la produzione del documento in originale

In tema di contenzioso tributario, la produzione, da parte del ricorrente, di documenti in copia fotostatica costituisce un mezzo idoneo per introdurre la prova nel processo, incombendo all’Amministrazione finanziaria l’onere di contestarne la conformità all’originale, ed avendo il giudice l’obbligo di disporre, in tal caso, la produzione del documento in originale. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8446 del 27 aprile 2015.

IL FATTO
La società concessionaria per la riscossione dei tributi ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della CTR che ha accolto il gravame interposto da una contribuente nei confronti della sentenza della CTP, e così ha dichiarato la nullità delle iscrizioni ipotecarie impugnate dalla parte contribuente sulla premessa che non le fosse stata notificata la cartella esattoriale a garanzia dei crediti portati dalla quale le iscrizioni erano state effettuate.
Il giudice dell’appello – premesso che la società concessionaria, non costituita in primo grado, aveva prodotto solo in appello la copia delle relate di notifica concernenti la menzionata cartella di pagamento e premesso che la parte contribuente aveva contestato la conformità all’originale di dette fotocopie – ha ritenuto che le predette fotocopie delle relate di notifica, siccome recanti l’attestazione di conformità all’originale da parte della stessa società concessionaria, non rispondessero alla previsioni del codice civile, secondi cui la conformità all’originale deve essere attestata da un pubblico ufficiale competente, tra i quali non poteva considerarsi compresa la società concessionaria.
Da qui l’inesistenza della prova dell’avvenuta notifica della cartella e l’accoglimento dell’appello della parte contribuente, con le debite conseguenze in ordine ai provvedimenti di iscrizione ipotecaria.
La società concessionaria proponeva quindi ricorso per cassazione, in particolare dolendosi per non avere il giudice, in presenza di contestazioni sulla corrispondenza tra copia ed originale della relata di notifica concernente la cartella esattoriale, adottato l’ordine di esibizione dell’originale del documento, così come prevede la legge.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla società. In particolare, l’art. 22 del D.Lgs. n. 546/1992 prevede che la Commissione ordini l’esibizione degli originali degli atti e documenti, ove sorgano contestazioni a riguardo: tra gli atti e documenti considerati sono compresi anche quelli contenuti nel fascicolo dei documenti prodotti dalle parti (comma 4 dell’art.22).

Ne consegue che anche alla specie di causa è applicabile il ribadito principio giurisprudenziale secondo cui: “In tema di contenzioso tributario, ai sensi dell’art. 22, comma quarto, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, la produzione, da parte del ricorrente, di documenti in copia fotostatica costituisce un mezzo idoneo per introdurre la prova nel processo, incombendo all’Amministrazione finanziaria l’onere di contestarne la conformità all’originale, come previsto dall’art. 2712 cod. civ., ed avendo il giudice l’obbligo di disporre, in tal caso, la produzione del documento in originale, ai sensi del comma quinto dell’art. 22 cit.” (Cass., Sez. 5, sentenza n. 22770 del 23 ottobre 2006).

In definitiva, sia pure a parti invertite, la Corte territoriale avrebbe – dunque – dovuto fare applicazione del principio che precede e disporre l’esibizione dell’originale del documento contestato, prima di adottare qualsivoglia determinazione che dipendesse dalla contestazione di conformità.

Da qui, dunque, l’accoglimento del ricorso.

In tema di contenzioso tributario, ai sensi dell’art. 22, comma quarto, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, la produzione, da parte del ricorrente, di documenti in copia fotostatica costituisce un mezzo idoneo per introdurre la prova nel processo, incombendo all’Amministrazione finanziaria l’onere di contestarne la conformità all’originale, come previsto dall’art. 2712 cod. civ., ed avendo il giudice l’obbligo di disporre, in tal caso, la produzione del documento in originale, ai sensi del comma quinto dell’art. 22 cit.
Corte di Cassazione – Sentenza N. 8446/2015

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