Lavoro

Procedure concorsuali: quando può essere chiesto il DURC

L’obbligo di richiesta del DURC in alcune occasioni ha generato delle criticità poiché ne viene chiesta l’emissione anche quando non espressamente prevista dalla norma. E’ questo il caso della gestione del DURC in relazione alle procedure concorsuali ed alle altre procedure previste per le aziende in stato di crisi
L’obbligo di richiesta del DURC in alcune occasioni ha generato delle criticità poiché ne viene chiesta l’emissione anche quando non espressamente prevista dalla norma. E’ questo il caso della gestione del DURC in relazione alle procedure concorsuali ed alle altre procedure previste per le aziende in stato di crisi

L’obbligo di richiesta del DURC in alcune occasioni ha generato delle criticità poiché ne viene chiesta l’emissione anche quando non espressamente prevista dalla norma. E’ questo il caso della gestione del DURC in relazione alle procedure concorsuali ed alle altre procedure previste per le aziende in stato di crisi.

Le procedure concorsuali rappresentano lo strumento di gestione dello stato di crisi di un’impresa e si possono suddividere, data la normativa vigente, in due grandi categorie:

  • di conservazione del compendio aziendale al fine della prosecuzione dell’attività anche in forma ridotta;
  • di liquidazione del patrimonio aziendale al fine di soddisfare, in tutto o in parte, i creditori dell’impresa insolvente.

Con le procedure di continuazione si ha un contemperamento di interessi al fine di soddisfare in tutto o in parte i creditori, senza privare il tessuto produttivo dell’impresa in difficoltà e proteggendola dalle procedure di esproprio individuali.
Le procedure di continuità sono riconducibili sia alla Legge Fallimentare, R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e s.m.i., come il concordato preventivo di continuità, sia alle disposizioni speciali in materia di stato di crisi dei grandi gruppi, Amministrazione Straordinaria, ovvero al D.Lgs. dell’8 luglio 1999, n. 270.

Con le procedure liquidatorie, fallimento, liquidazione coatta amministrativa e concordato preventivo di liquidazione (stato di insolvenza ormai insanabile), il bene tutelato dalla legge è il credito, quindi il soddisfacimento dei creditori tramite l’alienazione dei beni sociali.

Criticità nella gestione del DURC

In base alla finalità della procedura concorsuale deve essere esaminata la ricorrenza o meno del DURC poiché è tale finalità che stabilisce quale sia la preponderanza del bene tutelato.

Procedure di continuità aziendale
A seguito dell’interpello n. 41/2012, formulato dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, riferito al concordato preventivo, il Ministero del Lavoro ha emesso la nota prot. n. 37/0024249 del 21 dicembre 2012 attraverso la quale precisa che il DURC deve essere emesso regolare quando:

  • il piano di adempimento della proposta preveda l’integrale assolvimento dei debiti contratti prima dell’attivazione della procedura concorsuale;
  • l’adempimento deve avvenire entro i 12 mesi successivi alla data di omologazione.

Dalla formulazione del parere emergono due elementi:

  1. sono esclusi dal periodo di moratoria gli adempimenti successi alla data di attivazione della procedura per i quali deve essere rispettata la regolarità;
  2. il periodo della protezione è limitato a 12 mesi trascorso il quale nella valutazione della regolarità rientrano anche i debiti contributivi “congelati” dalla procedura.

Il parere n. 41, in base al quale l’Inail ha emesso una propria nota in data 23 febbraio 2013, è riferito alla sola procedura prevista dall’art. 186-bis della Legge Fallimentare.

Per le situazioni di crisi contemplate dal D.Lgs. n. 270/1999 l’indicazione del Ministero del Lavoro è analoga. Infatti, tramite la nota prot. n. 10382 del 14 giugno 2010, riferita ad una specifica impresa, il Ministero ha individuato il D.Lgs. n. 270 quale causa per la quale “sono considerabili regolari le imprese per le quali sussistano sospensioni dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative” partendo dal presupposto che gli Istituti Previdenziali abbiano agito nell’ambito della procedura, “resta fermo che per i debiti previdenziali che dovessero maturare durante la gestione commissariale non potranno che trovare applicazione le regole generali che disciplinano il rilascio del DURC” ovvero che sono esclusi dalla moratoria tutti i debiti successivi all’attivazione della procedura concorsuale.

Procedure di liquidazione del patrimonio aziendale

In questo ambito le criticità si evidenziano più di frequente poiché, spesso, le Pubbliche Amministrazioni inseriscono la richiesta di DURC anche in presenza di una procedura liquidatoria come, ad esempio, il fallimento dove l’insolvenza insanabile causerà una quasi certa irregolarità.

La conseguenza dell’irregolarità del DURC comporta la successiva attivazione dell’intervento sostitutivo attraverso il quale gli importi dovuti all’impresa esecutrice vengono, pro quota, versati agli Enti Impositori che vantano dei crediti.

Con l’intervento sostitutivo in presenza di una procedura di liquidazione si ha una diminuzione del patrimonio a discapito di tutti gli altri soggetti creditori, quindi una violazione della Legge Fallimentare che prevede equità di trattamento in base alle classi di privilegio.

Nella sostanza sembrerebbe evidenziarsi un conflitto fra la Legge Fallimentare e le disposizioni inerenti all’obbligo di regolarità per le stazioni appaltanti.

Il problema si dirime partendo da due presupposti:

  1. il DURC è uno strumento procedimentale obbligatorio e vincolato che attiene non alla natura del diritto in se ma alle norme relative al soddisfacimento di tale diritto;
  2. la procedura concorsuale tutela tutti i creditori partecipanti a parità di classi di privilegio quindi attiene ad un diritto.

Quindi per le procedure liquidatorie non può essere prevista l’emissione del DURC perché:

  • il diritto ad eguale trattamento nella procedura concorsuale è un bene superiore rispetto alle procedure previste per il pagamento delle forniture o dei servizi che prevedono l’emissione del DURC;
  • l’attivazione dell’intervento sostitutivo in pendenza della procedura, conseguente all’emissione di DURC negativo, ridurrebbe il diritto patrimoniale degli altri creditori intervenuti nella procedura;
  • si avrebbe una primazia degli Enti impositori rispetto agli altri creditori, Stato incluso (non è previsto il DURC e l’intervento sostitutivo per le imposte).

Per questi motivi, in presenza di procedure concorsuali liquidatorie non deve essere chiesta la regolarità contributiva.

Esercizio provvisorio successivo al fallimento – art. 104 Legge Fallimentare

Il Legislatore ha previsto che in alcuni casi l’attività aziendale possa proseguire anche dopo la data di fallimento. È una eccezione alla regola motivata dal fatto che l’interruzione dell’attività possa danneggiare il compendio aziendale e ridurre la massa creditizia.
In questo caso gli adempimenti e le obbligazioni sorte durante l’esercizio provvisorio successivo, devono essere integralmente soddisfatti poiché esclusi dalla procedura concorsuale. Nel caso di inadempimento i creditori hanno diritto alla soddisfazione integrale in pre-deduzione ovvero devono essere pagati prima della redazione ed attuazione del piano di riparto.
In questa ipotesi deve essere, qualora sia previsto, chiesto il DURC poiché non agisce la protezione della procedura.

Per questo motivo, i premi ed i contributi devono essere calcolati separatamente rispetto a quelli inclusi nella procedura concorsuale poiché:

  • devono essere oggetto di verifica della regolarità DURC;
  • godono di un privilegio superiore a quelli inclusi nella procedura concorsuale.

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