Diritto

Prevenzione infortuni e obbligo di designare i coordinatori

Prevenzione infortuni e obbligo di designare i coordinatori
La designazione del coordinatore per la progettazione e la designazione del coordinatore l’esecuzione presuppongono la presenza, anche non contemporanea, “nei cantieri”, di più imprese esecutrici

La designazione del coordinatore per la progettazione e la designazione del coordinatore l’esecuzione presuppongono la presenza, anche non contemporanea, “nei cantieri”, di più imprese esecutrici, nel senso che è richiesto l’operato, anche successivo, e dunque non necessariamente contestuale, di più imprese purché, evidentemente, per alcuni dei segmenti di opere i lavori non risultino già conclusi, posto che, logicamente, nessuna esigenza di coordinamento tra lavori in essere e lavori già definiti si potrebbe porre. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16901 del 23 aprile 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine da una sentenza di condanna nei confronti di un committente per i reati di cui agli artt. 90, comma 3, e 157, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 81/2008 per non avere nominato il coordinatore per la progettazione di opera e di cui agii artt. 90, comma 4, e 157, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 81/2008 per non avere nominato il coordinatore per la esecuzione di opera a fronte della necessità del lavoro di più imprese.

Contro la sentenza ha proposto ricorso per cassazione il committente, in particolare dolendosi del fatto che il Tribunale avesse ritenuto provata la sussistenza del requisito dell’affidamento dei lavori a più imprese unicamente sulla base del fatto che i lavori sarebbero consistiti, in base ai rilievi fotografici, in imponenti lavori di ristrutturazione aventi ad oggetto la facciata e il tetto di più unità immobiliari con l’utilizzo anche di ponteggi e stante anche l’avvenuta realizzazione della ristrutturazione della copertura, di opere interne, di intonaco interno ed esterno e di opere di installazione di impianti ed infissi. Tale motivazione, tuttavia, si sarebbe risolta in un’asserzione apodittica basata solo su “impressioni” tratte dalla visione delle fotografie non avendo nessun teste riferito su tale plurima presenza.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso presentato dal committente. Osservano, sul punto, gli Ermellini che la designazione del coordinatore per la progettazione e la designazione del coordinatore l’esecuzione presuppongono, come rivelato dai commi 3 e 4 dell’art. 90 del D.Lgs. n. 81/2008, la presenza, anche non contemporanea, “nei cantieri”, di più imprese esecutrici, nel senso che è richiesto l’operato, anche successivo, e dunque non necessariamente contestuale, di più imprese purché, evidentemente, per alcuni dei segmenti di opere i lavori non risultino già conclusi, posto che, logicamente, nessuna esigenza di coordinamento tra lavori in essere e lavori già definiti si potrebbe porre.

Nel caso di specie, erroneamente il Tribunale ha desunto l’intervenuto affidamento dei lavori a più imprese (nell’ambito di quella che sarebbe stata una complessiva opera di ristrutturazione di più unità immobiliari) dal fatto che, stando ai rilievi fotografici, i lavori concernevano, segnatamente, “la ristrutturazione della copertura”, opere “di intonaco interno ed esterno” nonché opere “di installazione di impianti ed infissi”, in tal modo implicitamente assumendo che opere di diversa natura non potessero essere realizzate che da più imprese.

Tuttavia, tale postulato non rappresenta – precisano gli Ermellini – il frutto di una “massima di esperienza”, ovvero, come già spiegato altre volte dalla Suprema Corte, il risultato di una esatta verifica empirica dell’elemento preso in considerazione, essendo lo stesso, piuttosto, niente più di una mera congettura, come tale evidentemente non assimilabile ad un elemento di prova.

Né la sentenza risulta avere valorizzato altri elementi, al contrario emergendo da essa che uno dei testi, cui, secondo l’imputata, sarebbero stati affidati i lavori, pur presente nel cantiere per l’esecuzione di opere interne, non avrebbe notato la presenza di altre ditte esecutrici, non comprendendosi, dunque, se i lavori riguardanti gli altri ambiti di intervento fossero già conclusi da tempo o dovessero ancora iniziare.

Ne consegue l’annullamento della sentenza impugnata.

La designazione del coordinatore per la progettazione e la designazione del coordinatore l’esecuzione presuppongono, come rivelato dai commi 3 e 4 dell’art. 90 del D.Lgs. n. 81 del 2008, la presenza, anche non contemporanea, “nei cantieri”, di più imprese esecutrici, nel senso che è richiesto l’operato, anche successivo, e dunque non necessariamente contestuale, di più imprese purché, evidentemente, per alcuni dei segmenti di opere i lavori non risultino già conclusi, posto che, logicamente, nessuna esigenza di coordinamento tra lavori in essere e lavori già definiti si potrebbe porre.
Corte di Cassazione – Sentenza N. 16901/2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *