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Possibile il 730 per chi ha perso il «sostituto»

Possibile il 730 per chi ha perso il «sostituto»
Il modello 730 “apre” ai soggetti con redditi di lavoro dipendente e assimilati anche se non hanno un sostituto d’imposta che può fare le operazioni di conguaglio

Il modello 730 conquista sempre più spazio, “aprendosi” alle persone con redditi di lavoro dipendente e assimilati anche se non hanno un sostituto d’imposta che può fare le operazioni di conguaglio. Le regole per il 730 senza sostituto d’imposta sono contenute nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate di ieri che indica termini e modalità applicative per il 2013, alla luce delle novità recate dalla legge n. 98/2013 di conversione del Dl n. 69/2013. Con la circolare n. 28/E emanata lo stesso giorno, le Entrate illustrano le novità per gli interessati e per i soggetti che prestano l’assistenza fiscale. In caso di chiusura del 730 a credito, sarà la stessa Agenzia delle Entrate ad eseguire il rimborso come un normale datore di lavoro o ente pensionistico. Il contribuente potrà anche “accorciare” i tempi per il rimborso, comunicando il proprio codice bancario Iban alle Entrate. Ora, grazie all’articolo 51-bis della legge n. 98/2013, il 730 potrà essere usato anche dai lavoratori dipendenti e soggetti assimilati, quali lavoratori a progetto, colf, badanti, eccetera, che al momento del conguaglio si trovano senza un sostituto d’imposta, come può capitare quando la persona rimane senza lavoro.

La norma entrerà in vigore dal 2014, ma già quest’anno, dal 2 al 30 settembre, si potrà presentare, tramite un Caf o un professionista abilitato, il 730/2013 che chiude a credito. Nella circolare n. 28/E, si precisa che, per individuare le dichiarazioni 730 a credito presentate dal 2 al 30 settembre 2013, nella casella “Situazioni particolari” deve essere indicato il codice “1“. Se il contribuente ha già presentato la propria dichiarazione dei redditi, prima di presentare il 730-Situazioni particolari, è opportuno annullare la precedente dichiarazione, nei casi in cui è possibile. L’operazione di annullamento può essere fatta solo dal soggetto che ha presentato la dichiarazione, sia esso il professionista, il Caf o il contribuente stesso, con le modalità descritte nella specifica sezione dei servizi telematici del sito internet delle Entrate. Per i modelli 730/2013 a credito, che saranno presentati all’intermediario abilitato dal 2 al 30 settembre 2013, il soggetto che presta l’assistenza consegna entro l’11 ottobre la dichiarazione 730-Situazioni particolari elaborata al contribuente ed entro il 25 ottobre 2013 effettua la presentazione telematica alle Entrate. A partire dai modelli 730/2014, per i redditi del 2013, se dal 730 presentato emerge un debito, il soggetto che presta l’assistenza fiscale presenta la delega di versamento usando i servizi telematici o entro il decimo giorno antecedente la scadenza del termine di pagamento consegna il modello F24 compilato al contribuente che dovrà eseguire il pagamento nei termini previsti. Nel caso in cui dal 730 emerga un credito, il rimborso sarà eseguito dall’amministrazione finanziaria.

La norma sul 730 “allargato” riguarda, oltre ai titolari di redditi di lavoro dipendente, anche i titolari di alcuni dei redditi assimilati. Si tratta di soggetti che hanno percepito i seguenti redditi: compensi dei lavoratori soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole; borse di studio o assegni, premi o sussidi erogati al di fuori di un rapporto di lavoro dipendente; compensi per le cariche di amministratore, sindaco o revisore di società; compensi per la collaborazione a giornali, con esclusione di quelli corrisposti a titolo di diritto d’autore; compensi per la partecipazione a collegi e a commissioni; somme percepite in relazione a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, lavori a progetto o collaborazioni occasionali; remunerazioni dei sacerdoti della Chiesa cattolica e assegni corrisposti da altre confessioni religiose; indennità corrisposte per cariche elettive, con esclusione di quelle percepite dai membri del Parlamento europeo; assegni periodici alla cui produzione non concorrono né capitale né lavoro, come, ad esempio, gli assegni al coniuge separato, quelli corrisposti in forza di testamento o quelli alimentari corrisposti ai familiari; compensi percepiti dalle persone impegnate in lavori socialmente utili.

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Agenzia delle Entrate – Circolare N. 28/E

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