Lavoro

Possibile elevazione a 5.000 euro del limite di reddito per i familiari a carico

Possibile elevazione a 5.000 euro del limite di reddito per i familiari a carico
L’innalzamento da € 2.840,51 a 5.000 del limite reddituale per i familiari a carico porterebbe ad una perdita di gettito di circa di 1.320.000 milioni di euro

Con l’interrogazione parlamentare n. 5-05865 è stata sollecitata un’apposita iniziativa normativa per modificare la disciplina in base alla quale si prevede che sono considerati familiari a carico tutti i componenti del nucleo familiare, conviventi con il contribuente, che hanno un reddito complessivo inferiore a 2.840,51 euro.
Tenuto conto che sono trascorsi quasi 20 anni dall’ultimo adeguamento di tale limite avvenuto nel 1996, è stato chiesto al Ministro dell’economia e delle finanze «quale sarebbe il costo per l’erario qualora il predetto limite venisse elevato dagli attuali 2.840,51 euro a 5.000,00 euro e se non ritenga urgente rivedere quanto prima il limite di reddito per i familiari a carico, con particolare attenzione ai nuclei mono-genitoriali e alle situazioni di maggior disagio sociale».

I cosiddetti familiari a carico sono i soggetti, indicati nell’articolo 433 del codice civile, che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 12, comma 2, del TUIR il quale così dispone: «Le detrazioni di cui al comma 1 e 1-bis spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedono un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili».
Il verificarsi di tale circostanza consente al contribuente di avvalersi per i familiari a proprio carico:

  • delle deduzioni previste dall’articolo 10, comma 1, del TUIR, lettera e) per i contributi previdenziali e assistenziali, lettera e-bis) per i contributi alle forme pensionistiche complementari, lettera e-ter) per i contributi versato ai fondi integrativi del SSN;
  • delle detrazioni per carichi di famiglia di cui all’articolo 12, commi 1 e 1-bis, del TUIR;
  • delle detrazioni previste dall’articolo 15, comma 1, del TUIR, lettera b) relative agli interessi passivi (limitatamente al coniuge a carico), lettera c) relative alle spese sanitarie, lettera e) concernenti le spese per i corsi di istruzione secondaria e universitaria, lettera f) relative ai premi di assicurazione, lettera i-quinquies), relative alle spese per le attività sportive praticate dai ragazzi compresi tra 5 e 18 anni, lettera i-sexies) relative alle spese per i canoni di locazione per gli studenti universitari;
  • delle detrazioni previste dall’articolo 1, comma 335, della legge n. 266 del 2005 per le rette degli asili nido.

Per completezza, deve osservarsi che non necessariamente il familiare deve essere convivente con il contribuente di cui è fiscalmente a carico.

Ciò premesso, in merito alla stima degli effetti finanziari dell’innalzamento del limite reddituale in argomento, sulla base dei dati delle dichiarazione dei redditi delle persone fisiche presentate nell’anno 2013, risulta che i soggetti che percepiscono un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili, compreso tra 2.840,51 euro e 5.000 euro sono circa 1.650.000.
Pertanto, ipotizzando prudenzialmente che tutti i soggetti corrispondano effettivamente a nuovi familiari fiscalmente a carico, il Mef stima una perdita di gettito di competenza IRPEF a regime di circa di 1.320.000 milioni di euro.

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