Italia

POS obbligatorio: costi aggiuntivi per imprese e professionisti

A decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi devono accettare pagamenti elettronici
A decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi devono accettare pagamenti elettronici

In un periodo in cui professionisti ed imprese cercano di ridurre i costi non indispensabili per combattere la crisi, sicuramente non giova il nuovo obbligo di dotazione di POS, che comporterà una spesa non trascurabile con riferimento alle spese per l’acquisto, l’installazione e il canone mensile di utilizzo del terminale, nonché delle commissioni addebitate dalla banca per ciascun pagamento effettuato elettronicamente.

In base all’art. 15, commi 4 e 5, D.L. n. 179/2012, a decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizianche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito. Uno o più decreti del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentita la Banca d’Italia, disciplinano eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati, di attuazione della suddetta disposizione. Con i medesimi decreti può essere disposta l’estensione degli obblighi a ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobili.

I contribuenti si sono trovati, quindi, in un periodo transitorio in cui la norma era in vigore senza il necessario decreto attuativo.

Ora il decreto interministeriale 24 gennaio 2014 interviene a dare attuazione ai termini introdotti con D.L. n. 179/2012. In particolare, l’obbligo di accettare i pagamenti effettuati attraverso carte di debito (ovvero strumenti di pagamento che consentono al titolare di effettuare transazioni presso un esercente abilitato all’accettazione della medesima carta, emessa da un istituto di credito, previo deposito di fondi in via anticipata da parte dell’utilizzatore, che non finanzia l’acquisto ma consente l’addebito in tempo reale, quindi sicuramente bancomat) si applica a tutti i pagamenti di importo superiore a 30 euro disposti a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa o professionisti, per l’acquisto di prodotti o la prestazione di servizi.

Nota bene:
Per i pagamenti superiori a 1.000 euro, esiste già l’obbligo di utilizzo di un sistema tracciabile, non essendo consentito effettuare il pagamento in contanti.

La norma attuativa entra in vigore 60 giorni dopo la relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2014), quindi dal 28 marzo 2014.

In sede di prima applicazione è previsto che sino al 30 giugno 2014 l’obbligo sussiste esclusivamente in capo agli esercenti attività con fatturato dell’anno precedente a quello nel corso del quale è stato effettuato il pagamento superiore a 200 mila euro.

In base all’art. 15, commi 4 e 5, D.L. n. 179/2012, a decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito

Il decreto attuativo rimanda ad un successivo decreto, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso (quindi entro il 26 giugno 2014), per individuare nuove soglie e nuovi limiti minimi di fatturato rispetto a quelli sopra citati; con il medesimo decreto potrebbe essere disposta l’estensione degli obblighi ad ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobili. Si auspica che tale decreto venga emanato in tempi rapidi in modo da evitare che le imprese o i professionisti nei prossimi mesi si attivino inutilmente per adottare il pagamento tramite POS, se esclusi da ulteriori provvedimenti attuativi.

Nota bene:
In data 28 gennaio 2014 sono stati approvati in Commissione Affari costituzionali del Senato alcuni emendamenti che potrebbero prevedere una posticipazione dell’entrata in vigore della norma: bisognerà attendere la versione definitiva del D.L. Milleproroghe per sapere se effettivamente potrà essere previsto un maggior termine per imprese e professionisti per porre in essere l’obbligo di incassi con strumenti elettronici.

Analizzando alcune definizioni indicate nel decreto attuativo si evidenzia che per “consumatore o utente” si definisce “la persona fisica che (…) agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta“. L’obbligo di accettare pagamenti attraverso carte di debito, quindi, sussiste solo in caso di incasso da privati per importi superiori a 30 euro.

Non è chiaro se l’obbligo di adeguamento previsto dal decreto sia applicabile anche ai professionisti che lavorano per imprese e società che non hanno sicuramente il problema di avere pagamenti tracciabili, visto l’utilizzo prevalentemente di bonifici o assegni.

Con riferimento alle sanzioni, né il D.L. n. 179/2012 né il D.M. 24 gennaio 2014 menzionano la sanzione applicabile in caso di omissione da parte dell’esercente all’adeguamento della nuova normativa; si evidenzia, comunque, che il D.L. n. 179/2012 dispone che sono in ogni caso fatte salve le disposizioni del D.Lgs. n. 231/2007 (attuazione della direttiva n. 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, nonché della direttiva n. 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione).

L’obiettivo della norma è quello di aumentare i pagamenti con moneta elettronica per combattere l’evasione fiscale, garantendo una maggiore tracciabilità dei pagamenti; obiettivo già posto in essere dal legislatore con il citato D.Lgs. n. 231/2007, che ha imposto il divieto di trasferire denaro contante o titoli al portatore per somme maggiori o uguali a 1.000 euro.

Le imprese e i professionisti devono quindi attivarsi sia per dotarsi di un terminale abilitato al pagamento elettronico (POS), sia per prendere accordi con gli istituti di credito per l’attivazione dei POS, soprattutto in considerazione alle diverse commissioni applicate dalle banche. Si evidenzia che il decreto attuativo non menziona né le carte di credito né le carte prepagate, per le quali gli esercenti bancari potrebbero prevedere commissioni di utilizzo diverse.

E’ stata effettuata un’interrogazione parlamentare in Commissione Finanze alla Camera il 31 luglio 2013 nella quale si richiedeva di ridurre le commissioni interbancarie per l’utilizzo delle carte di credito, soprattutto per i pagamenti di piccola entità, correlando le commissioni al volume delle transazioni e riducendo i costi, sia per i commercianti, sia per i consumatori. A tal proposito il vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Luigi Casero, ha assicurato che le misure da adottare sono in fase di approfondimento, al fine di giungere ad una regolamentazione che minimizzi gli effetti distorsivi della concorrenza (particolarmente riguardo ai costi connessi all’attuazione dell’obbligo in questione).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *