Lavoro

Poletti: «Soluzione ponte per gli esodati». Un anno in più di tutela

Poletti: «Soluzione ponte per gli esodati». Un anno in più di tutela
Estensione della salvaguardia a chi matura il diritto – secondo i vecchi requisiti – anche nel 2015. Otto mila nuovi salvaguardati

Estensione della salvaguardia anche a chi matura il diritto – secondo i vecchi requisiti – anche nel 2015. Otto mila nuovi salvaguardati. Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha proposto di «prolungare di un anno le salvaguardie, così come sono oggi previste. Solo che chi maturerà il diritto nell’arco dell’anno prossimo sarà incluso nelle salvaguardie, cosa che finora non era prevista».

«I nuovi salvaguardati – ha spiegato – sono 32 mila e cento». Delle 32.000 nuove salvaguardie, in particolare, 24.000 rappresentano posizioni già presenti ma «per cui non era arrivata domanda». Si tratta di posizioni recuperate «dalla seconda e dalla quarta salvaguardia».

La proposta del governo per un’ulteriore salvaguardia degli esodati «va nella giusta direzione, è un altro passo avanti». Questo il primo commento del Presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. Il totale dei salvaguardati – ha spiegato – arriva a 170 mila. La platea quindi si allarga «rispetto ai circa 162 mila già previsti dalle cinque precedenti salvaguardie».

Il saldo è di circa 8 mila in più, ma, ha fatto presente Damiano, «le persone fisiche effettivamente tutelate sono 32 mila in più (alle 8 mila nuove posizioni si devono aggiungere le 24 mila recuperate dai risparmi emersi dai precedenti interventi). Damiano, in ogni caso, non ha mancato di aggiungere: «Nella Legge di Stabilità bisognerà trovare la soluzione strutturale».

L’ex Ministro del Lavoro, infatti, è coautore di una proposta unificata in materia che, tra l’altro, è stata calendarizzata in aula per il 2 luglio prossimo. Una indicazione che lo stesso Poletti ha raccolto: Il Ministero del Lavoro sta valutando possibili «interventi strutturali» da inserire nella Legge di Stabilità per dare risposta «a tante diverse situazioni, non definibili tecnicamente come esodati, ma che rappresentano persone che perdono o hanno perso il lavoro e che con gli ammortizzatori non arrivano a raggiungere la pensione». Il Ministro ha fatto riferimento «alle situazioni più problematiche» e tra queste anche ai cosiddetti «quota ’96 e macchinisti».

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