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Poletti: Ripresa avviata, Jobs act nella direzione giusta

Poletti: Ripresa avviata, Jobs act nella direzione giusta
I recenti dati Istat inducono ad avere fiducia: l’avvio della ripresa economica è una realtà e i dati vanno letti in relazione al recente passato, ma anche con una proiezione sul lungo periodo. Ma non solo: migliora anche la qualità del lavoro dipendente. Il Ministro ritiene, dunque, che la strada giusta è stata tracciata e su questa strada occorre continuare ed accelerare

I dati Istat sul mercato del lavoro “confermano l’avvio della ripresa” in Italia ed “è ormai dimostrato che, alla fine di una lunga e durissima crisi, gli elementi di cambiamento si verificano nel tempo e in maniera non sempre lineare”. Lo afferma il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, commentando i dati Istat su occupati e disoccupati a luglio e nel secondo trimestre del 2015.

“L’obiettivo della riforma del mercato del lavoro è di rendere stabile e permanente il miglioramento sia della quantità sia della qualità dei posti di lavoro. I dati di oggi ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta: ora dobbiamo accelerare”, aggiunge Poletti.

“I dati diffusi oggi dall’Istat – dichiara Poletti – indicano che i numeri del lavoro confermano l’avvio della ripresa economica certificato da indici come l’incremento del PIl, la riduzione dell’utilizzo della cassa integrazione e la crescita della fiducia dei consumatori”. Poletti evidenzia che “questa valutazione si basa anche sull’aggiornamento, effettuato sistematicamente dall’Istat, dei dati dei mesi precedenti, con variazioni costantemente positive (ad esempio, a giugno, si passa da un calo precedentemente comunicato di 22.000 occupati ad un incremento di 14.000)”.

Secondo il Ministro “l’importanza di questi dati va considerata, in particolare, nella dimensione di lungo periodo. Su base annua, infatti, gli occupati aumentano di 235.000 unità, i disoccupati sono 217.000 in meno e le persone inattive calano di 87.000 unità. Conforta, inoltre, la diminuzione del numero dei giovani disoccupati, che pure rimane molto elevato e che richiede di fare tutti gli sforzi per migliorare la situazione”.

“Agli elementi positivi sul piano quantitativo si affianca, peraltro, la conferma del dato, già emerso dalle comunicazioni amministrative del Ministero e dell’Inps, di un sistematico miglioramento della qualità del lavoro dipendente, per il quale l’Istat certifica l’aumento, in misura sostenuta, del numero dei lavoratori a tempo indeterminato e a tempo pieno, insieme con la riduzione della precarietà”, conclude Poletti.

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