Lavoro

Pochi giorni ancora per negozi, uffici e studi per dotarsi della nuova Valutazione dei Rischi

Addio all'autocertificazione: entro il 1° giugno tutte le aziende che hanno da uno a dieci dipendenti devono dotarsi del modello standard di Valutazione dei Rischi
Addio all’autocertificazione: entro il 1° giugno tutte le aziende che hanno da uno a dieci dipendenti devono dotarsi del modello standard di Valutazione dei Rischi

Anche i negozi, gli studi professionali e gli uffici dovranno, come tutte le aziende che occupano da uno a dieci dipendenti, dotarsi immediatamente del modello standard per la valutazione dei rischi contro gli infortuni sul lavoro. Il tempo stringe: l’obbligo di adeguarsi a quanto già fanno le imprese più grandi decorre dal prossimo 1° giugno. Da quella data il documento “standardizzato” dovrà essere disponibile nelle eventuali ispezioni, e a nulla servirà la vecchia autocertificazione.

Per cadere nella rete del nuovo obbligo è sufficiente che il titolare dell’ufficio, del negozio o dello studio abbia anche un solo lavoratore alle proprie dipendenze. E non importa se l’attività di quell’impresa è a basso rischio di infortunio. Ciò che conta è appunto la presenza anche di un solo lavoratore, a tempo pieno, part-time o apprendista che sia.

La predisposizione del modello cosiddetto “standard” non è un adempimento da poco. Non si tratta, infatti, di compilare una semplice check list o di compiere solo una serie di passaggi obbligati. Nella predisposizione del modello non bastano la semplice descrizione dell’azienda e l’identificazione dei pericoli presenti; occorre anche la valutazione dei rischi associati e l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate, nonché una precisa definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro. È dunque indispensabile una descrizione analitica dei singoli fattori di rischio e dei sistemi di prevenzione e protezione dagli infortuni.
Di fatto, dunque, difficilmente il datore di lavoro o il titolare dello studio o del negozio riuscirà a elaborare “in proprio” il documento di valutazione dei rischi: al contrario, sarà quasi sempre necessario l’intervento di un consulente, con i relativi costi. Modifiche del processo produttivo o dell’organizzazione della struttura imporranno poi tempestivi aggiornamenti del documento.
L’adempimento richiede una particolare cura per tanti motivi. Tra gli altri, il fatto che l’omessa o incompleta valutazione del rischio comporta sanzioni penali importanti, che vanno dall’ammenda all’arresto, non sempre risolvibili con la semplice oblazione.

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