Fisco

Pmi: compensazione debiti e crediti P.A. dal 2015

Pmi: compensazione debiti e crediti P.A. dal 2015
Il Governo sta studiando la possibilità di portare a regime per le Pmi (nel DDL Stabilità 2015) lo strumento della compensazione dei debiti verso la P.A., con i crediti vantati verso la stessa Amministrazione

A seguito della richiesta del Movimento 5 Stelle, il Governo sta valutando se dare l’ok, a partire dal 2015, all’introduzione a regime della compensazione.
Spesso un’impresa solida rischia di dover essere sottoposta a una procedura concorsuale, solo per il fatto che il suo committente principale è la P.A.
La piaga del ritardo nel pagamento dei debiti da parte delle istituzioni è un problema vecchio e già noto ai più. Solo recentemente si è cercato di affrontare il problema, anche grazie alla spinta europea.
Si è partititi con l’istituzione di un sistema di certificazione obbligatoria dei crediti, per consentirne la successiva cessione a banche o intermediari o la compensazione degli stessi con debiti fiscali, iscritti a ruolo.

Oggi sono diverse le possibilità, che si presentano alle Pmi, cioè gli strumenti reali che esse hanno a disposizione, per poter ottenere il pagamento dei crediti commerciali, vantati nei confronti dello Stato.
Tra questi la compensazione dei crediti con debiti maturati nei confronti delle stesse amministrazioni.

Le compensazioni per le Pmi
Le due ipotesi di compensazione sono disciplinate rispettivamente dagli articoli 28-quater e 28-quinquies del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.
Cioè la certificazione consente alle imprese di compensare i crediti nei confronti delle P.A. con le somme dovute alle stesse, a seguito di iscrizione a ruolo o in base a istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario.
In relazione all’articolo 28-quater sono stati adottati diversi decreti (il D.M. 25 giugno 2012, il D.M. del 19 ottobre 2012 e il D.M. del 24 settembre 2014).
In relazione all’articolo 28-quinquies è stato adottato il D.M. 14 gennaio 2014, che disciplina la compensazione dei crediti con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario.

Compensazione con somme iscritte a ruolo
Su richiesta del creditore, il credito certificato può essere utilizzato in tutto o in parte per il pagamento, totale o parziale, mediante compensazione delle somme dovute per cartelle di pagamento e atti di cui agli artt. 29 e 30 del D.L. n. 78/2010, convertito con modificazioni dalla Legge n. 122/2010, per:

  • tributi erariali;
  • tributi regionali e locali;
  • contributi assistenziali e previdenziali;
  • premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali;
  • entrate dovute alla stessa amministrazione che ha rilasciato la certificazione.

La possibilità di compensazione, inizialmente prevista per le somme iscritte a ruolo entro il 30 aprile 2012, è stata successivamente estesa dal D.L. n. 35/2013 anche alle somme iscritte a ruolo entro il 31 dicembre 2012 e, con il D.L. n. 66/2014, alle somme iscritte a ruolo entro il 30 settembre 2013.
Con il D.M. del 24 settembre 2014 è stato sancito che la compensazione nell’anno 2014 delle cartelle esattoriali notificate entro il 31 marzo 2014 in favore delle imprese titolari di crediti certificati e sempreché la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato “può essere effettuata, a richiesta del creditore, in conformità a quanto previsto dall’articolo 28-quater” del D.P.R. n. 602/1973.

L’agente della riscossione, ricevuta dal creditore copia della certificazione o dei codici relativi alla certificazione del credito, che si intende utilizzare in compensazione, accede alla piattaforma elettronica e verifica lo stato e la disponibilità del credito certificato.
L’agente registra, poi, l’avvenuta operazione di compensazione a valere sul credito certificato. Il sistema provvede automaticamente all’invio delle notifiche in formato elettronico a tutti gli attori interessati.
In seguito all’avvenuta compensazione, l’ente debitore è tenuto a versare all’agente della riscossione l’importo oggetto della certificazione, entro 12 mesi dalla data di rilascio della certificazione stessa.

Compensazioni in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario
La facoltà di compensazione dei crediti certificati è prevista, ai sensi dell’articolo 28-quinquies, anche con le somme (c.d. “debiti da accertamento tributario”) dovute a seguito di:

  • accertamento con adesione ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218;
  • definizione ai sensi dell’art. 5, co. 1-bis, art. 5-bis e art. 11, co. 1-bis, D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218;
  • acquiescenza ai sensi dell’art. 15, D.Lgs. 19 giugno 1997, n.218;
  • definizione agevolata delle sanzioni ai sensi degli artt. 16 e 17, D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472;
  • conciliazione giudiziale ai sensi dell’art. 48 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546;
  • mediazione ai sensi dell’articolo 17-bis del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546.

Tali compensazioni possono essere effettuate se sono soddisfatte le altre condizioni, anche per i crediti maturati dopo il 31 dicembre 2012.

La compensazione avviene su specifica richiesta del creditore ed esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.
Il D.M. 14 gennaio 2014 stabilisce che la compensazione avvenga esclusivamente attraverso il modello F24 telematico.
I debiti da accertamento tributario sono individuati attraverso gli appositi codici indicati nel D.M. 14 gennaio 2014 e devono essere riportati nel modello F24 telematico.
I crediti certificati utilizzati in compensazione sono individuati dai codici tributo istituiti con Risoluzione n. 16/E del 4 febbraio 2014 e devono essere anch’essi riportati nel modello F24 telematico.
Qualora l’importo dei debiti da accertamento tributario risulti superiore all’ammontare dei crediti certificati, indicati in compensazione nel modello F24 telematico, la differenza può essere versata attraverso lo stesso modello o con una distinta operazione.
L’Agenzia delle Entrate comunica alla piattaforma elettronica le informazioni rilevanti relative alla richiesta di compensazione.
La piattaforma registra l’avvenuto utilizzo dei crediti compensati; la piattaforma comunica in via telematica all’Agenzia delle Entrate l’esito dei controlli e, in caso di esito positivo, specifica la data prevista per il pagamento del credito certificato utilizzato in compensazione, indicata nella relativa certificazione.

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