Lavoro

Più incentivi all’edilizia sicura

Più incentivi all’edilizia sicura
Bonus INAIL alle imprese a più alto rischio di infortuni

Il settore costruzioni è il più rischioso di infortuni. Pertanto, alle imprese che vi appartengono, il bando Isi dell’INAIL attribuirà uno specifico bonus d’incentivo. Lo suggerisce, tra l’altro, il Civ dell’INAIL nella delibera n. 16/2014 contenente le linee d’indirizzo al bando per l’anno 2014 di finanziamento degli interventi sulla sicurezza di prossima pubblicazione. Il Civ fissa, inoltre, a fine primo trimestre 2015 il termine per la redazione del primo report sull’andamento degli incentivi nei primi quattro anni di vigenza (anni dal 2010 al 2013).

Incentivi alla sicurezza
Gli incentivi in esame sono quelli rientranti nelle attività previste dall’art. 11 del T.U. Sicurezza (D.Lgs. n. 81/2008), che l’INAIL promuove ogni anno dal 2010 (c.d. bando Isi). L’art. 11, infatti, affida all’INAIL il compito di finanziare con proprie risorse, i progetti di investimento e di formazione in materia di sicurezza sul lavoro, in particolare a favore delle piccole, medie e micro imprese. L’ultimo bando, scaduto quest’anno, ha concesso finanziamenti ai progetti che prevedevano investimenti e adozione di modelli organizzativi e responsabilità sociale, nonché per la sostituzione e l’adeguamento delle attrezzature di lavoro messe in servizio prima del 21 settembre 1996. Il finanziamento, che il Civ chiede di confermare anche quest’anno, è in conto capitale e di misura pari al 65% dei costi sostenuti per la realizzazione del progetto, compreso tra un minimo di 5mila euro e un massimo di 130mila euro (il limite minimo di spesa non è previsto per le imprese fino a 50 lavoratori).

Le novità del bando 2014
In vista della pubblicazione del bando 2014 (dovrebbe esserci nelle prossime settimane), il Civ detta le proprie linee d’indirizzo. Prima di tutto, condivide la conferma del privilegio di finanziamento per le piccole e micro imprese nella misura vigente nel bando 2013. Si ricorda, al riguardo, che in considerazione della difficile congiuntura economica, il bando 2013 ha fatto lievitare la copertura dei costi ammissibili al 65% come ricordato (nel 2012 è stata del 50%), fino al massimale di 130mila euro (fu di 100 mila euro nell’anno 2012). Ancora, approva la conferma del bonus con riferimento agli interventi:

  1. condivisi con le strutture paritetiche o bilaterali;
  2. condivisi con almeno due parti sociali;
  3. condivisi con una parte sociale.

E qui aggiunge l’estensione del bonus, come quello attribuito agli interventi condivisi con una parte sociale, ai progetti che abbiano formato oggetto d’informativa ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls aziendali, territoriali o di comparto e di sito).

Tra le novità assolute, il Civ chiede invece che sia determinata una più diretta corrispondenza tra la lavorazione di tariffa e i rischi specifici aziendali che si intendono ridurre, mantenendo il tariffario premiale del bando Isi 2013. Nonché di sostenere in modo più incisivo gli interventi che, riferiti ad aree caratterizzate da maggiore frequenza o gravità di fenomeni infortunistici, siano finalizzati:

  • alla riduzione delle esposizioni rispetto alle soglie limite di rischio consentite dalle norme;
  • alla protezione dei lavoratori che operano in luoghi confinati o in condizioni che li espongono al rischio di caduta dall’alto.

Il bonus ai settori più a rischio
Con riferimento ai settori produttivi particolarmente rischiosi a livello territoriale, inoltre, il Civ chiede di attribuire uno specifico bonus. A tal fine è stato individuato un «elenco-classifica» regionale, dal quale si evince che il codice Ateco maggiormente ricorrente è quello relativo al settore delle costruzioni, seguito da quello dell’industria in genere, da quello dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e infine da quello del trasporto e magazzinaggio.

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