Lavoro

Più incentivi all’orario flessibile

Più incentivi all’orario flessibile
Tasse e contributi ridotti per il telelavoro. Se finalizzato a favorire la conciliazione fra tempi di lavoro e di vita familiare, infatti, godrà d’incentivi come ogni altra misura prevista con accordo collettivo, anche aziendale, incluso l’impiego di premi di produttività

Tasse e contributi ridotti per il telelavoro. Se finalizzato a favorire la conciliazione fra tempi di lavoro e di vita familiare, infatti, godrà d’incentivi come ogni altra misura prevista con accordo collettivo, anche aziendale, incluso l’impiego di premi di produttività. Lo prevede, tra l’altro, il ddl sul Jobs Act che mercoledì ha ricevuto il via libera definitivo dal Senato.

Quinta delega
È la quinta delega, l’ultima, a occuparsi di riformare la maternità, allo scopo di garantire un adeguato sostengo alle «cure parentali» (testo così modificato dalla Camera, in sostituzione di «genitorialità»). Diverse le novità a cominciare da una duplice operazione di «ricognizione» (eppure già esiste un testo unico, il D.Lgs. n. 151/2001):

  • delle categorie di lavoratrici beneficiarie dell’indennità di maternità nella prospettiva di estendere, eventualmente anche gradualmente, la prestazione a tutte le categorie di donne lavoratrici;
  • delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ai fini di poterne valutare la revisione per garantire una maggiore flessibilità dei relativi congedi obbligatori e parentali, favorendo le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, anche tenuto conto della funzionalità organizzativa all’interno delle imprese.

Tasse e contributi ridotti
In tutto la delega ha dieci punti di riforma, due in più rispetto al testo originario (aggiunti alla Camera). Tra queste, una prevede l’incentivazione di accordi che promuovono forme flessibili dell’orario di lavoro e l’impiego di premi di produttività, allo scopo di favorire la conciliazione tra l’esercizio delle responsabilità genitoriali e dell’assistenza alle persone non autosufficienti e l’attività lavorativa, anche attraverso il ricorso al telelavoro.

Parasubordinate più protette
Altra novità riguarda le «lavoratrici madri parasubordinate», ossia quelle iscritte alla gestione separata dell’Inps. Dunque co.co.co. e co.co.pro., ma anche professioniste senza cassa. A loro la riforma promette una maggiore tutela, con l’estensione del c.d. «principio di automaticità delle prestazioni» già vigente per i lavoratori dipendenti. In sostanza, le lavoratrici avranno garanzia del diritto alla prestazione di maternità, anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del committente, cosa oggi non possibile. Della novità beneficeranno solo co.co.co. e co.co.pro. (finché resteranno in vita), poiché per loro il responsabile del versamento dei contributi all’Inps è il committente. Invece non ne potranno beneficiare le professioniste (collaboratrici con partita Iva), perché loro provvedono in via autonoma al versamento dei contributi e, pertanto, sono personalmente responsabili di un eventuale mancato versamento.

Ferie e permessi «cedibili»
Si potrà lavorare al posto del collega che ha un figlio disabile. Le ferie e i permessi settimanali oltre il minimo legale, infatti, potranno essere «ceduti» fra lavoratori dipendenti di uno stesso datore di lavoro, al fine di consentire a quello che sia genitore di un figlio minore in particolari condizioni di salute di poterlo assistere. La delega parla di «cessione» fra lavoratori dipendenti, che potrebbe fare intendere una permuta a titolo oneroso (una «vendita» insomma). Più facile, invece, che si possa trattare di «scambio» e addirittura di «dono» fra colleghi, per cui uno può rinunciare a giorni di ferie e permessi per consentire al genitore di un figlio minore e disabile di assisterlo. In ogni caso, la «cessione» sarà possibile esclusivamente per i giorni o ore di riposi settimanali e di ferie spettanti, in base al contratto collettivo nazionale, in misura superiore a quella fissata dalla legge.

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