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Pignoramenti a portata di click: ecco tutte le novità

Pignoramenti a portata di click: ecco tutte le novità
Il decreto legge 132/2014, il cosiddetto decreto sulla giustizia civile, convertito definitivamente in legge giovedì 6 novembre, introduce novità nel settore dell’espropriazione forzata con modifiche a tutto campo

Esecuzioni fuori dal pantano. Il decreto legge 132/2014, il cosiddetto decreto sulla giustizia civile, convertito definitivamente in legge giovedì 6 novembre, introduce novità nel settore dell’espropriazione forzata con modifiche a tutto campo.

Spiccano la possibilità di far ricercare i conti correnti del debitore dall’ufficiale giudiziario e il pignoramento dei veicoli con l’iscrizione al Pra del pignoramento (una sorta di ganasce a richiesta del creditore).

A beneficiarne dovrebbero essere soprattutto le imprese, i cui clienti morosi dovrebbero avere meno possibilità di eludere il credito. E, sempre le imprese, dovrebbero beneficiare degli sbarramenti posti ai furbetti del processo: tasso di mora attualmente all’8,15% durante il giudizio; prospettiva ridotta al lumicino di approfittare della clemenza del giudizio sulla regolamentazione delle spese legali al termine del processo; possibilità per il giudice di «ghigliottinare» i tempi del processo, passando dal rito ordinario al più snello rito sommario di cognizione.

Ecco le principali novità.

Competenza territoriale
Si attribuisce la competenza per l’esecuzione forzata di crediti al tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, mantenendo il principio previgente della competenza del giudice del luogo di residenza del terzo debitore nei soli casi di esecuzione nei confronti di una pubblica amministrazione. L’effetto della modifica è concentrare tutte le possibili esecuzioni presso un solo tribunale. Nel sistema vigente, se si devono pignorare conti bancari che il debitore ha presso banche con sede in diverse città, il creditore deve fare un pignoramento in ogni tribunale competente per la sede di ogni banca.

D’altra parte la modifica non aggraverà la posizione dei terzi pignorati, che sono esonerati dal presentarsi all’udienza, potendosi limitare a comunicare per posta elettronica la propria dichiarazione di quanto dovuto e, quindi, di quanto pignorabile. Il decreto, infatti, elimina l’obbligo per il terzo di presenziare all’udienza, consentendogli di limitarsi a rendere una dichiarazione con modalità telematiche.

Banche dati
Il decreto disciplina la ricerca con modalità telematiche dei beni del debitore da pignorare. L’esecuzione è attualmente messa in forse dallo scivolo che obiettivamente la legge concede a chi vuole sottrarsi al pagamento dei propri debiti: questo deriva dal fatto che non vi è un diritto del creditore a conoscere i dati patrimoniali e reddituali del debitore. Per uscire dall’impasse, il decreto legge assegna il compito di cercare i beni aggredibili all’ufficiale giudiziario, che diventa un professionista delle esecuzioni. All’ufficiale giudiziario, incentivato con compensi economici, si affida il compito di consultare le banche dati pubbliche alla ricerca di beni aggredibili da mettere a disposizione del creditore.

Tra le banche dati è compresa anche l’anagrafe dei conti bancari e dei rapporti finanziari detenuta dal fisco.

L’anagrafe dei conti viene messa a disposizione del sistema del credito e cessa di essere utilizzabile solo per gli accertamenti tributari.

Se l’ufficiale giudiziario avrà trovato crediti del debitore o cose di quest’ultimo che sono nella disponibilità di terzi, procede d’ufficio, al pignoramento. La materia deve essere regolata con decreto del Ministro della Giustizia, sentito il Garante della Privacy, considerate le implicazioni per la tutela della riservatezza.

La ricerca telematica può essere attivata anche per scopi di giustizia e cioè anche quando l’autorità giudiziaria deve ricostruire l’attivo e il passivo nelle procedure concorsuali, deve adottare provvedimenti in materia di famiglia o di gestione dei patrimoni altrui.

La ricerca potrà, quindi, essere utilizzata nelle istruttorie pre-fallimentari o per individuare i redditi del coniuge ricco e stabilire il contributo di mantenimento oppure per ricostruire la situazione economica e finanziaria di un interdetto in tutela.

Stop a pignoramenti inutili
Il decreto introduce la chiusura anticipata del processo esecutivo per infruttuosità, quando risulta che non è più possibile conseguire una somma utile da distribuire ai creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo degli assetti patrimoniali pignorati.

Pignoramento auto
Diventa più semplice l’espropriazione forzata su autoveicoli e motoveicoli. Si trascrive al pubblico registro il pignoramento e il veicolo non può più circolare.

Il pignoramento di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi si eseguirà mediante notificazione al debitore e successiva trascrizione di un atto nel quale si indicano i veicoli e si intima il debitore a consegnare entro dieci giorni i beni pignorati, e i titoli e i documenti relativi alla proprietà.

Decorso il termine di dieci giorni, gli organi di polizia che accertano la circolazione dei beni pignorati procederanno al ritiro della carta di circolazione, dei titoli e dei documenti relativi alla proprietà e all’uso dei beni pignorati e consegneranno il bene pignorato all’istituto vendite giudiziarie.

Il blocco dei veicoli potrà essere particolarmente efficace, considerato che non sono esclusi i veicoli aziendali.

Pignoramenti immobiliari
Il decreto prevede che il giudice possa autorizzare la vendita con incanto solo se ritiene che con tale modalità sia possibile ottenere un prezzo superiore della metà rispetto al valore stimato dell’immobile.

Inoltre, in sede di rilascio, l’ufficiale giudiziario può liberare l’immobile dai beni mobili trovati nell’immobile, prevedendone la vendita o la distruzione.

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