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Piano Industria 4.0, istruzioni per l’uso: dal Mise la guida online sugli incentivi

Il successo del Piano Industria 4.0 dipenderà dall’ampiezza con cui ogni singolo imprenditore utilizzerà le misure messe a disposizione”. Con questa parole il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, annuncia la guida online che fornisce indicazioni su tutte le agevolazioni per le imprese rientranti nel Piano nazionale Industria 4.0. Nel documento vengono presentate tutte le misure che ogni azienda potrà attivare in modo automatico e senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali per favorire l’innovazione e la competitività: iper e superammortamento, Sabatini-ter, credito d’imposta R&S e misure per start-up e Pmi innovative.

Nel rapporto inviato pochi giorni fa alla Ue sui fattori rilevanti che influenzano la dinamica del debito pubblico, il governo stima che il mix di super/iperammortamenti e “bonus” ricerca possa spingere gli investimenti dello 0,9% annuo in media tra il 2017 e il 2019.

Per quanto riguarda il super ammortamento l’agevolazione consiste nella maggiorazione del 40% del costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria: le aziende ne possono usufruire fino al 31 dicembre 2017.

L’iperammortamento, fruibile anch’esso entro il 31 dicembre 2017, prevede invece una maggiorazione del 150% del costo fiscale ammortizzabile di specifici beni materiali strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico. Tra i beni agevolabili:

  • i beni il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamento;
  • i sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  • i dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0.

Per quanto riguarda iper e superammortamento, la guida del Mise riporta anche utili FAQ, nelle quali si spiega che se un bene digitale rientrante nella definizione di Industria 4.0 viene acquistato a un prezzo unitario comprensivo del software necessario per il suo funzionamento, è tutto il corrispettivo a poter beneficiare della maggiorazione fiscale del 150%.

Inoltre si precisa che un bene strumentale, incluso in quelli agevolabili con l’iperammortamento secondo l’allegato contenuto nella legge Bilancio, non può usufruire della maggiorazione del 150% se consegnato nel 2016 in quanto il periodo agevolato scatta solo a partire dal 2017. Ma può beneficiare della “vecchia” maggiorazione del 40%, ovvero del superammortamento che era già in vigore lo scorso anno. Lo stesso discorso vale anche se il bene strumentale digitale, acquistato nel 2016, entra in funzione ed è interconnesso nel 2017.

Per quanto riguarda il software, il Mise chiarisce che si può beneficiare della maggiorazione del 40% solo a condizione che l’impresa usufruisca al tempo stesso dell’iperammortamento al 150%, indipendentemente dal fatto che il bene immateriale sia o meno specificatamente riferibile o collegato al bene materiale agevolato.

Confermato, infine, che, ai fini dell’iperammortamento, per essere definito “interconnesso” un bene deve avere due requisiti: scambiare informazioni con sistemi interni (ad esempio altre macchine dello stabilimento) o esterni (clienti, fornitori eccetera) ed essere riconoscibile in modo univoco tramite un indirizzo Ip. La perizia giurata sull’interconnessione, necessaria in caso di macchinari di valore superiore a 500mila euro, deve essere fatta per singolo bene acquisito. Sia l’iper che il superammortamento – puntualizza – sono cumulabili con i principali tasselli, vecchi e nuovi, di politica industriale: “bonus” ricerca, patent box, Nuova Sabatini, Ace, incentivi start-up, Fondo di garanzia.

Per quanto riguarda la Sabatini ter, questa prevede la concessione di un contributo alle PMI a copertura parziale degli interessi su finanziamenti bancari quinquennali per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature ed è valida fino al 31 dicembre 2018. Debutta il contributo maggiorato nel caso di investimenti in tecnologie digitali – compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification – e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Dal 2017 cambia la disciplina relativa credito di imposta per ricerca e sviluppo, che potrà essere fruito fino al 2020 anche dalle imprese che effettueranno la ricerca per conto di committenti esteri. La misura dell’agevolazione è pari al 50% per tutte le tipologie di spesa. Aumenta da 5 a 20 milioni di euro anche l’importo massimo annuale del credito d’imposta riconosciuto a ciascun beneficiario.

Nel pacchetto di misure, le agevolazioni a favore di chi investe in Pmi e start-up innovative che, dal 2017 diventano a regime e vengono rafforzate:

  • viene fissata un’unica aliquota, aumentata al 30%, indipendentemente dalla tipologia di start-up innovativa beneficiaria;
  • è incrementato a un milione di euro il limite massimo di investimento su cui calcolare la detrazione d’imposta per i soggetti Irpef;
  • viene introdotta l’esenzione dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria per l’atto costitutivo delle start-up innovative e la possibilità che l’atto costitutivo sia sottoscritto, oltre che con firma digitale, anche con firma elettronica avanzata autenticata.
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