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Piano casa: 10mila euro per il bonus mobili, sconto Irpef solo a inquilini di alloggi sociali

Piano casa: 10mila euro per il bonus mobili, sconto Irpef solo a inquilini di alloggi sociali
Il Decreto Casa (47/2014) rilancia il bonus mobili «libero», assegnato cioè a prescindere dal valore della ristrutturazione a cui è collegato, e allarga la cedolare secca ai Comuni che sono stati coinvolti in stati di emergenza negli ultimi cinque anni

Torna il tetto a 10mila euro per il bonus mobili anche per gli acquisti del 2014 e arriva il diritto alla cedolare secca al 10% per i contratti a canone concordato anche nei comuni colpiti da calamità naturali. Le novità sono confluite nel testo del Decreto con il Piano casa, che ha avuto il via libera dall’Aula del Senato. Le modifiche congelate la scorsa settimana per mancanza di copertura, hanno infatti avuto il via libera senza ulteriori inasprimenti fiscali. Confermata anche la stretta sulle occupazioni abusive di immobili e ampliata la possibilità di vendita degli alloggi pubblici, che potranno essere messi sul mercato anche da parte dei Comuni. Il decreto deve essere approvato anche dalla Camera entro il 27 maggio, pena la sua decadenza.

Bonus mobili a 10mila euro
Per il bonus mobili non ci sarà più il vincolo legato all’importo dei lavori effettuati. Anche per il 2014 sarà quindi possibile effettuare acquisti per un importo fino a 10.000 euro per immobile, a prescindere da quanta è stata la spesa per i lavori di ristrutturazione.

Canone concordato con cedola ridotta
Il Piano casa contiene il taglio della cedolare secca al 10% in caso di contratto di locazione a canone concordato per gli anni dal 2014 al 2017. L’agevolazione, che riguarda i Comuni ad alta tensione abitativa, è stata estesa anche a quelli che hanno subito calamità naturali. Sarà un decreto ministeriale ad ampliare l’elenco dei Comuni per i quali diventa possibile usufruire della tassazione ridotta. Ampliati anche i fondi a sostegno delle morosità incolpevoli, per limitare gli sfratti per morosità. Sconti fiscali anche per le società proprietarie di immobili destinati ad alloggi sociali, che potranno offrire agli inquilini nuovi contratti di affitto con riscatto a condizioni agevolate.

Maxi sconto Irpef solo per gli inquilini degli alloggi sociali
Confermato per i soli inquilini degli alloggi sociali lo sconto Irpef maggiorato. La detrazione di 900 euro per chi ha un reddito fino a 15.493 euro, e di 450 euro per chi ha un reddito fino a 30.987 euro, non è stata estesa in quanto non è stata trovata la copertura per riconoscerla anche agli inquilini a basso reddito di immobili privati.

Niente sfratto per chi ha registrato contratti in nero
Buone notizie arrivano, invece, per gli inquilini che avevano registrato i contratti in nero e ottenuto il maxisconto sul canone, come previsto dalle norme in vigore dal 2011 dichiarate incostituzionali nel marzo scorso. Con un emendamento, infatti, sono stati fatti salvi gli effetti della riduzione del canone ad un importo pari a tre volte la rendita catastale, fino al 31 dicembre 2015, per tutti i contratti registrati in base alle disposizioni precedentemente in vigore. Impossibile quindi per i proprietari dare lo sfratto o imporre la fine della locazione.

No all’allaccio di luce e gas per chi occupa abusivamente
L’Aula del Senato ha poi confermato la stretta sulle occupazioni abusive. Il testo del decreto rende impossibile ottenere la residenza in queste situazioni e inoltre è stato dato il via libera all’emendamento che vieta gli allacci delle utenze a chi occupa gli alloggi abusivamente. Le nuove norme obbligano infatti i fornitori a verificare se i richiedenti hanno diritto all’allaccio prima di garantire i servizi, rendendo automaticamente nulli i contratti per i quali è impossibile ottenere la documentazione che attesti il possesso dell’appartamento o la presenza di un regolare contratto. Inoltre chi occupa gli alloggi abusivamente viene escluso, per cinque anni, dalla possibilità di accedere alle liste per l’assegnazione delle case popolari.

In vendita più alloggi pubblici
Si amplia poi la possibilità di vendere gli alloggi pubblici con la possibilità anche per i Comuni di mettere sul mercato quelli che possiedono direttamente, e non solo quelle degli enti di edilizia residenziale pubblica. Inoltre la vendita potrà riguardare anche i condomini nei quali la proprietà pubblica è solo al 50%. L’obbiettivo è quello di fare cassa per poter gestire al meglio il patrimonio immobiliare rimanente, che dovrà essere riqualificato anche per rendere disponibili gli alloggi che attualmente si trovano in situazioni di degrado tali da non poter essere offerti in locazione. Per questo peraltro il Decreto semplifica le procedure per avviare i lavori, anche per il risparmio energetico, puntando ad aumentare l’offerta di case tramite piani di recupero piuttosto che nuove costruzioni. In ogni caso la vendita degli alloggi sociali è riservata solo agli attuali inquilini, ai quali sono riconosciute condizioni di favore e finanziamenti ad hoc. Aggiunto inoltre il divieto di rivendere gli appartamenti prima di cinque anni dall’acquisto.

Expo 2015, confermati i nuovi fondi per il comune di Milano
Nel Decreto anche norme per l’Expo con un contributo di 25 milioni nel 2014 per il Comune di Milano. Si prevede infine che le deroghe alle norme del Codice degli appalti in riferimento ai contratti di sponsorizzazione e concessioni di servizi, devono in ogni caso escludere le operazioni di intermediazione.

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