Lavoro

Personale mobile: la valutazione dei rischi deve tenere conto dell’organizzazione del lavoro

Personale mobile: la valutazione dei rischi deve tenere conto dell’organizzazione del lavoro
La valutazione dei rischi non può non tener conto degli aspetti connessi all’organizzazione del lavoro

La valutazione dei rischi non può non tener conto degli aspetti connessi all’organizzazione del lavoro. Lo ha ribadito il Ministero del Lavoro con interpello n. 6 del 12 maggio 2016.

L’ISTANZA DI INTERPELLO
L’Organizzazione Sindacati Autonomi e di base (OR.S.A.), ha avanzato istanza di interpello in merito ai seguenti quesiti:

  1. può il datore di lavoro, in deroga alle disposizioni del D.Lgs. n. 66/2003, predisporre servizi per il personale mobile (personale che svolge attività connesse con la sicurezza) che comprendano due distinte prestazioni lavorative intervallate con RFR (riposo fuori residenza) senza la garanzia delle 11 ore di riposo giornaliero minimo previsto a partire dall’inizio della prestazione e con una quantità di lavoro superiore alle 13 ore in un arco temporale di 24 ore?
  2. può altresì predisporre i servizi in parola senza una specifica valutazione del rischio?

LA RISPOSTA DEL MINISTERO DEL LAVORO
L’art. 28, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008 stabilisce l’obbligo per il datore di lavoro di valutare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro e i rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili, come definiti dall’articolo 89, comma 1, lettera a), del presente decreto, interessati da attività di scavo”.

Ciò premesso, la Commissione fa presente che si esprime su quesiti di ordine generale sull’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro e pertanto non ritiene di potersi esprimere in merito a questioni riguardanti l’interpello di cui all’art. 9 del D.Lgs. n. 124/2004.

In riferimento al secondo quesito, la Commissione ritiene opportuno confermare il principio generale per il quale la valutazione dei rischi non può non tener conto degli aspetti connessi all’organizzazione del lavoro.

Ministero del Lavoro – Interpello N. 6/2016

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