Diritto

Perseguibile penalmente il datore che non esibisce la documentazione all’Ispettorato del Lavoro

Configura l’ipotesi di reato penale l’omessa esibizione della documentazione richiesta dall’Ispettore del Lavoro.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 42334/2013 che, respingendo di fatto il ricorso presentato dal datore, si è allineata all’orientamento statuito in sede di gravame dalla Corte di Appello di Napoli.

In particolare, il reato contestato al datore riguarda la violazione dell’art. 4 delle L. n. 628 del 1961 che disciplina i compiti dell’Ispettorato del Lavoro, per non avere fornito, nella sua qualità di presidente di una cooperativa, la documentazione relativa al rapporto di lavoro dei dipendenti, benché sollecitata.

Gli Ermellini, infatti, rammentano che l’articolo 4, ultimo comma, della Legge n. 628 del 1961 punisce “coloro che, legalmente richiesti dall’Ispettorato di fornire notizie a norma del presente articolo, non le forniscano o le diano scientemente errate od incomplete”. “Si tratta – continua la Suprema Corte – delle richieste di notizie concernenti violazioni delle leggi sui rapporti di lavoro, sulle assicurazioni sociali, sulla prevenzione e l’igiene del lavoro, che assumono valore strumentale rispetto alla funzione istituzionale di controllo esercitata dall’Ispettorato del lavoro

Si è più volte specificato, inoltre, – prosegue la sentenza – che il reato in questione si configura, non soltanto nel caso di richiesta di semplici notizie, ma anche nell’ipotesi di omessa esibizione della documentazione che consenta all’Ispettorato del lavoro la vigilanza sull’osservanza delle disposizioni in materia di lavoro, previdenza sociale e contratti collettivi di categoria, ivi compresa quella sulle assunzioni, necessaria per verificare l’adempimento dei conseguenti obblighi contributivi”.

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