Lavoro

Per molti professionisti, pensioni più care

Per molti professionisti, tra qualche anno, maturare i requisiti per godere delle prestazioni previdenziali diventerà più difficile con una stretta su quelli anagrafici e contributivi
Per molti professionisti, tra qualche anno, maturare i requisiti per godere delle prestazioni previdenziali diventerà più difficile con una stretta su quelli anagrafici e contributivi

Per molti professionisti, tra qualche anno, il requisiti anagrafico per beneficiare della pensione di vecchiaia salirà a 70 anni. In parallelo, anche nel settore delle Casse private, l’assegno di anzianità è destinato a lasciare il posto a una prestazione che richiede comunque requisiti elevati, come 65 anni di età, e porta con sé penalizzazioni nell’importo, con il calcolo anche contributivo. Anche le aliquote di contribuzione sono state ritoccate all’insù e l’aggiornamento continuerà nei prossimi anni. Il calcolo dell’assegno, poi, diventa meno generoso, anche quando non si abbandona il metodo retributivo per il metodo contributivo, che pure, da quest’anno, conta due nuovi “adepti”. Viene poi utilizzata la possibilità prevista dalla legge “Lo Presti” di accreditare parte del contributo integrativo alla dote contributiva dei giovani e si raddoppia l’aliquota dovuta sul fatturato.
La sintesi delle principali riforme messe a punto dalle Casse lo scorso anno, per assicurare la sostenibilità dei bilanci a 50 anni, mette in evidenza come le manovre siano di grande portata.

[alert_custom]INARCASSA[/alert_custom]

Per ingegneri e architetti la novità più rilevante è il metodo di calcolo contributivo pro rata, con molte peculiarità. I coefficienti di trasformazione, per esempio, sono calcolati per coorte per garantire una maggiore equità tra generazioni. Quelli calcolati per i nati nel 1948 prevedono un minimo del 4,426% se si va in pensione a 57 anni e un massimo dell’11,655% se il pensionamento avviene a 80 anni. La rivalutazione dei contributi, invece, avverrà non in base al Pil, ma in base alla variazione media quinquennale del monte redditi degli iscritti. Inoltre, il contributo integrativo viene in parte accredito sul montante personale in base a una percentuale che varia in relazione all’anzianità di iscrizione, con un massimo del 50% per anzianità inferiori a 10 anni o se si va in pensione a 70 anni.

[alert_custom]CONSULENTI DEL LAVORO[/alert_custom]

Anche la Cassa dei consulenti applica il metodo di calcolo contributivo pro rata, che si applicherà anche sulla quota dei contributi soggettivi, oltre che per la valorizzazione del contributo integrativo, che raddoppia al 4 per cento. Le altre novità riguardano l’aumento dei requisiti per la pensione.

[alert_custom]CASSA FORENSE[/alert_custom]

Per gli avvocati aumenta il contributo soggettivo (dal 13 al 14% quest’anno per poi arrivare al 15% nel 2021), con una quota minima che passa dai 3.285 euro del 2012 ai 3.380 del 2013 (soggettivo più integrativo). La pensione viene ora calcolata su tutti gli anni di contribuzione, senza più eliminare i cinque peggiori. Nel 2021, serviranno 70 anni di età e almeno cinque di contributi per la vecchiaia con il metodo contributivo. Con il “retributivo sostenibile”, invece, serviranno 70 anni di età e 35 di contribuzione per la vecchiaia e 62 di età e 40 di contribuzione per l’anzianità.

[alert_custom]GEOMETRI[/alert_custom]

La Cassa geometri ha previsto un aumento graduale dei requisiti di età e di contributi per tutte le prestazioni. Inoltre ha “copiato” dal pubblico il blocco delle rivalutazione per le pensioni oltre i 1.500 euro mensili.

[alert_custom]RAGIONIERI[/alert_custom]

La Cassa ragionieri è ancora in attesa dell’approvazione della riforma da parte dei ministeri, varata “al secondo appello” del 10 novembre. C’è stato un primo confronto tra i vertici dell’Ente e il ministero del Lavoro, cui probabilmente seguiranno altri confronti.

[alert_custom]DOTTORI COMMERCIALISTI[/alert_custom]

La Cassa dei dottori, che da tempo è passata al metodo contributivo, è intervenuta, grazie alla ripartizione del contributo integrativo, per migliorare il tasso di sostituzione per i più giovani, che hanno la pensione calcolata solo con il contributivo.

 

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