Diritto

Per il rimborso fiscale è sufficiente la dichiarazione

Per il rimborso fiscale è sufficiente la dichiarazione
Una volta manifestata in dichiarazione la volontà di recuperare il credito d’imposta, pur in assenza di un’ulteriore e apposita domanda, il diritto al rimborso, non può considerarsi assoggettato al termine biennale di decadenza

Una volta manifestata in dichiarazione la volontà di recuperare il credito d’imposta, il diritto al rimborso, pure in difetto dell’apposita, ulteriore domanda, non può considerarsi assoggettato al termine biennale di decadenza ma solo a quello di prescrizione ordinario decennale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11389 depositata il 3 giugno 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine dal ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza con la quale la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, confermando la decisione di primo grado, ha accolto le doglianze del legale rappresentante di una società avverso il provvedimento di diniego del rimborso dell’Iva interposto dall’Ufficio.
In particolare, la Corte territoriale ha osservato che il rimborso dell’Iva andava riconosciuto, atteso che il credito d’imposta era stato indicato nella relativa dichiarazione, anche se il modello VR non era stato presentato, dal momento che bastava semplicemente l’istanza, purché avanzata nel termine della prescrizione ordinaria, per ottenere il medesimo, a seguito della cessazione dell’attività.

Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate, censurando la decisione della Corte territoriale per non avere considerato che la società non aveva fatto richiesta di rimborso col modello VR, ancorché avesse indicato il relativo credito nella dichiarazione annuale Iva, pertanto esso non poteva essere riconosciuto, essendosi ormai verificata la decadenza dopo due anni dal pagamento, o dal perfezionamento del relativo diritto.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate. Invero – precisa la Suprema Corte – la domanda di rimborso dell’Iva o di restituzione del credito d’imposta maturato dal contribuente deve ritenersi già presentata con la compilazione, nella dichiarazione annuale, del quadro relativo al credito stesso, analogamente a quanto avviene in materia di imposte dirette, ed in linea con la Sesta Direttiva CEE, per la quale il diritto al ristoro dell’Iva versata “a monte” è principio basilare del sistema comunitario, per effetto del principio di neutralità, mentre la presentazione del modello di rimborso costituisce esclusivamente presupposto per l’esigibilità del medesimo quindi, adempimento necessario solo per dare inizio al procedimento di esecuzione di esso. Ne consegue che, una volta manifestata in dichiarazione la volontà di recuperare il credito d’imposta, il diritto al rimborso, pure in difetto dell’apposita, ulteriore domanda, non può considerarsi assoggettato al termine biennale di decadenza previsto dall’art. 16 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n, 636, e, oggi, dall’art. 21, comma secondo, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, ma solo a quello di prescrizione ordinario decennale ex art. 2946 cod. civ., come nella specie.

Ne consegue il rigetto del ricorso.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 11389/2015

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