Fisco

Per il riccometro controlli moltiplicati. La formula del nuovo Isee

I controlli sulla veridicità del riccometro saranno più incisivi, sia nella prima fase di valutazione delle richieste di accesso agevolato ai servizi sociali, sia in sede di successivo accertamento.
I controlli sulla veridicità del riccometro saranno più incisivi, sia nella prima fase di valutazione delle richieste di accesso agevolato ai servizi sociali, sia in sede di successivo accertamento.

I controlli sulla veridicità del riccometro saranno più incisivi, sia nella prima fase di valutazione delle richieste di accesso agevolato ai servizi sociali, sia in sede di successivo accertamento. In futuro, dovrebbe diventare più facile perciò [highlights color=”yellow”]contrastare gli abusi [/highlights] di chi, non avendone diritto, ottiene corsie preferenziali per beneficiare di asili nido, mense scolastiche, carte acquisti, tasse universitarie ridotte, borse di studio, assegni di maternità, disabilità e bollette a costi scontati.

L’Inps, che gestisce il database centralizzato dell’Isee, potrà dunque monitorare con maggiore profondità rispetto al passato la consistenza effettiva del reddito e del patrimonio dei contribuenti e dei loro nuclei familiari, “guardando” da vicino anche i conti correnti e la ricchezza finanziaria censiti nell’anagrafe dei rapporti, grazie ad uno scambio di informazioni sempre più mirato con l’Agenzia delle Entrate.

Il regolamento sulla revisione delle modalità di determinazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) prevede, in effetti, un rafforzamento del sistema informativo dell’Inps. Come sottolineato nella relazione finale della Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria, presentata qualche giorno fa, «attualmente è previsto un sistema strutturato di controllo soltanto per le dichiarazioni Isee presentate direttamente all’Inps», mentre è indispensabile, in un momento in cui le risorse pubbliche si vanno riducendo, realizzare [highlights color=”yellow”]«l’integrazione e l’omogeneizzazione delle banche dati per assicurare un efficace controllo a livello nazionale di tutte le dichiarazioni Isee»[/highlights].

Per questo motivo, dunque, il nuovo regolamento dispone che [highlights color=”yellow”]all’Inps dovranno essere trasmesse, entro quattro giorni, per via telematica, da tutti i soggetti incaricati di riceverle (Comuni, Caf o le amministrazioni alle quali è richiesto il beneficio), le Dsu, vale a dire le dichiarazioni sostitutive uniche propedeutiche al rilascio dell’Isee[/highlights]. Quest’ultimo, chiarisce l’articolo 11, è calcolato dall’Inps [highlights color=”yellow”]«sulla base delle componenti autodichiarate dal dichiarante, degli elementi acquisiti dall’Agenzia delle Entrate e di quelli presenti nei propri archivi amministrativi»[/highlights]. In particolare, la consistenza degli asset finanziari delle famiglie sarà autodichiarata fino a quando non sarà implementata – con la consistenza a inizio e fine esercizio – l’anagrafe dei rapporti. Quando i dati di banche ed enti finanziari andranno ad arricchire l’archivio, le informazioni saranno acquisite «direttamente» dall’Inps, nel senso che la fonte di informazione sarà l’anagrafe stessa, anche se non sono state definite le modalità di acquisizione, probabilmente attraverso l’Agenzia delle Entrate.

Con il riccometro, sotto esame finiranno – con franchigie variabili – il reddito e il patrimonio del contribuente e del nucleo familiare, dagli immobili (rivalutati in base ai parametri Imu) ai beni mobili, come auto di lusso, moto di grossa cilindrata oltre 500 cc, barche, conti correnti bancari e postali, titoli di stato, obbligazioni, azioni, quote di fondi d’investimento, partecipazioni in Italia e all’estero eccetera. In particolare, per i controlli l’Agenzia dovrà trasmettere all’Inps, «seppure autodichiarate», le informazioni relative all’esistenza di rapporti finanziari (articolo 7, sesto comma, del Dpr n. 605/73), «nonché il valore sintetico delle componenti il patrimonio mobiliare laddove disponibili nell’apposita sezione dell’anagrafe tributaria».

Per quanto riguarda i dati autodichiarati, inoltre, l’Agenzia in base a propri controlli automatici dovrà individuare e rendere disponibile all’Inps,  [highlights color=”yellow”]«l’esistenza di omissioni, ovvero difformità degli stessi rispetto ai dati presenti nell’anagrafe tributaria, inclusa l’esistenza non dichiarata di rapporti finanziari, laddove non sia ancora disponibile per i medesimi rapporti il valore sintetico»[/highlights].

Per i dati autodichiarati per i quali, invece, l’Agenzia non dispone di informazioni utili (nucleo familiare, disabilità, redditi esenti, auto, barche), l’Inps dovrà stabilire procedure per il controllo automatico attraverso la consultazione degli archivi delle altre amministrazioni pubbliche.

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