Italia

Per 450mila studenti fuorisede affitti in nero e stanze a 700 euro al mese

In anticipo, in contanti e senza uno straccio di contratto: gli affitti in nero dilagano fra gli studenti universitari fuorisede e i padroni di casa. Ogni anno secondo l’indagine Cgil-Sunia mancano all’appello del fisco 300 milioni circa di imposte evase su un imponibile di 1,5 miliardi di euro.

Milano, con le sue sette università è la città più cara insieme a Roma. I prezzi lievitano soprattutto in prossimità degli atenei privati. Nella capitale per un posto letto si spende da un minimo di 300 euro a un massimo di 450, nel capoluogo lombardo invece si va dai 400 ai 500 euro. Per quanto riguarda le stanze singole la forbice a Roma va da un minimo di 400 a un massimo di 700, a Milano invece dai 500 ai 700 euro. Firenze e Bologna presentano valori sostanzialmente in linea con Roma e Milano.

Il calcolo arriva da una indagine di Cgil e Sunia “Affitti studenti: cari, senza regole, tutele e benefici fiscali” dalla quale emerge che per circa la metà dei 600.000 studenti fuorisede l’affitto della casa è in nero mentre per un altro 25% il canone è registrato ad un prezzo inferiore a quello effettivamente pagato.

Per i 600mila fuorisede l’affitto di un posto letto, o di una camera singola, incide sul loro budget fino all’80%.

Pochi giorni fa la Guardia di Finanza, in occasione del lancio del vademecum «Studia e vivi a Roma», aveva rivolto un appello ai giovani: «Denunciate chi affitta le case in nero». Il Comune si è impegnato a costituire un fondo per aiutare gli studenti che intendono segnalare gli abusi. Ma le statistiche sono impietose: solo il 35% degli universitari fuori sede a Roma e Provincia ha un regolare contratto d’affitto.

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