Lavoro

Pensioni, via libera al decreto legge sui rimborsi

Pensioni, via libera al decreto legge sui rimborsi
Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge sulle pensioni dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco dell’indicizzazione delle pensioni deciso dal Governo Monti. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi

“La grande questione delle pensioni va affrontata. Diciamo la verità: se io sono una donna di 62 anni, per me le normative del passato sono intervenute in modo troppo rigido. Se una donna a 61, 62, 63 anni, vuole andare in pensione due o tre anni prima, rinunciando a 20-30-40 euro, per godersi il nipote anziché dover pagare 600 euro la baby sitter, bisognerà trovare le modalità perché glielo si possa permettere”. Così il premier Matteo Renzi, illustrando il decreto legge sulle pensioni approvato oggi dal Consiglio dei Ministri a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la mancata indicizzazione delle pensioni in vigore dal 2012.

“Il decreto legge, il cui testo sarà consegnato dopo averlo trasmesso alla Camera e al Senato, contiene alcune interessanti novità: dal primo di giugno pagheremo tutte le pensioni al primo del mese”.

PENSIONI: GLI IMPORTI CHE VERRANNO RIMBORSATI
Pensione lorda Perdita 2012-2015 Una Tantum Adeguamento indicizzazione dal 2016
1.700 EURO 2.970 euro 750 euro 180 euro
2.200 EURO 3.284 euro 450 euro 99 euro
2.700 EURO 3.735 euro 278 euro 60 euro
3.200 EURO 4.180 euro zero zero

Il Cdm – ha proseguito il capo del governo – ha approvato un intervento sulla “rivalutazione del montante contributivo” per evitare il calo delle pensioni. “Stante la crisi”, ha spiegato Renzi, “le pensioni avrebbero dovuto essere abbassate perché sono rivalutate in base a un coefficiente legato al Pil”. “Le pensioni non si toccano” ha aggiunto il premier, “nessuno perde un solo centesimo nonostante la crisi”.

“E’ il colmo – continua Renzi – che chi ha votato quella norma venga a dirci eh, ma ora dobbiamo restituire tutto. Noi stiamo rimediando ai danni che hanno fatto loro” perché quando è stata approvata la legge Fornero “io tappavo le buche nella città di Firenze”. Le critiche “sono semplicemente ridicole”.

Sulla tempistica e l’imminenza del voto regionale, il premier dice: “Sulle pensioni non si scherza. Non abbiamo fatto le corse per non sentirci dire che lo facciamo in vista delle elezioni, è una follia”. Il premier ha comunque sottolineato che “lo abbiamo appreso dalle agenzie, come è giusto che sia” e “in due settimane abbiamo trovato la soluzione. Non c’è nessuna tensione pre-elettorale, vera o presunta, che ci fa essere timidi sulle pensioni”. La soluzione al nodo pensioni “l’abbiamo data subito perché vogliamo dare un messaggio forte ai nostri partner europei”. Un messaggio che va anche “ai mercati internazionali e ai pensionati, e lo facciamo partendo da presupposti che la grande questione delle pensioni va affrontata”.

Le reazioni politiche
“I 500 euro non sono adatti, il problema è che è bloccata la rivalutazione delle pensioni e non si può pensare ad una tantum” ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, a Napoli allo stabilimento Alenia di Capodichino, parlando della questione delle pensioni. “Se poi bisogna scaglionare se ne discute – ha affermato – ma occorre dare una risposta a quanto dice la Consulta”. Sulle pensioni, il leader della Fiom spiega che occorre fare un “confronto sull’intero sistema pensionistico” perché quanto fatto finora “è sbagliato”. “Abbiamo l’età pensionabile più alta d’Europa – ha concluso – e non ci vuole molto per capire che se aumenta l’età pensionabile aumenta la disoccupazione giovanile”.

Dal M5s è il leader Beppe Grillo ad attaccare il premier sul proprio blog: “Si è consumato” così “un altro voto di scambio elettorale tra il presidente del consiglio e i cittadini. Questa volta anche più subdolo degli 80 euro. A pochi giorni dalle elezioni regionali arriva l’annuncio a sorpresa: il 1° agosto rimborso di 500 euro per 4 milioni di pensionati. Facendo un’operazione di marketing comunicativo vergognosa. Perché utilizza uno slogan che sa di finire in prima pagina e che dà la percezione che questo governo dia dei soldi ai pensionati. Mentre qui si tratta di soldi che sono stati presi illecitamente ai pensionati e ora si è obbligati a restituire il maltolto dopo la sentenza della Corte Costituzionale”.

All’attacco anche il Carroccio: “Sul tema delle pensioni abbiamo dato incarico a un legale di presentare un ricorso contro la normativa Fornero alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, accompagnato dalle firme degli esodati che ancora aspettano”. Lo ha annunciato Matteo Salvini, al termine del consiglio federale della Lega Nord: “Renzi sta perdendo colpi, regalando 500 euro a qualcuno ad agosto penalizzando altri”.

Fratelli d’Italia, intanto, si fa promotore di una class action per la restituzione ai pensionati che hanno subìto il blocco: “Invito tutti i pensionati che oggi sono stati rapinati ancora una volta dal decreto legge di Renzi sulle pensioni – ha scritto su Facebook la presidente Giorgia Meloni – a rivolgersi a FdI: vi forniremo assistenza legale gratuita per avviare una class action contro il governo per obbligarlo a restituire tutto ai pensionati e non a fare elemosina. Non consentiremo a Renzi di prendere in giro milioni di persone e di non restituire quello che è dovuto”.

Critiche piovono dai sindacati: “Sulle pensioni da Renzi è arrivata una prima parziale risposta ma la questione non è ancora risolta. Non basta infatti un bonus una tantum per sanare gli arretrati perchè così si restituisce solo il 30% del dovuto. I governi hanno prelevato dalle tasche dei pensionati 16 miliardi di euro in quattro anni e nessuno sa dove siano finiti mentre alle grandi rendite non è stato chiesto nulla”. Così il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone, che aggiunge: “Sulla rivalutazione dal 2016 invece siamo di fronte ad un passo in avanti ma vogliamo verificare il testo per capire come viene effettivamente tutelato il potere d’acquisto delle pensioni. Per questo insistiamo per un confronto di merito con il governo”.

“Il governo dice che di fronte ad un problema è corretto dare una risposta. La Cisl ritiene, considerando la gravosità che avrebbe comportato sui conti pubblici la restituzione a 5,7 milioni di pensionati della perequazione al costo della vita dovuta nel biennio 2012-2013, che si sarebbero potute trovare soluzioni eque e socialmente giuste, dando priorità alle pensioni medio basse, pur lasciando fuori i trattamenti di importo molto elevato. La risposta del governo, invece, è inadeguata ed insufficiente”. Lo ha dichiarato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli. Per la Uil, è Domenico Proietti a dire che le decisioni dell’esecutivo “non rispondono a nessuna delle indicazioni contenute nella sentenza della Consulta”.

Pensioni e rimborsi, le dieci cose da sapere
1. La prima cosa da sapere è che il provvedimento del governo è una grandissima delusione per chi sperava di recuperare i soldi tagliati dagli assegni pensionistici dal decreto Monti del 2011 grazie alla sentenza della Corte Costituzionale.
2. La seconda cosa da sapere è che si dovrà arrabbiare di più – moltissimo di più – un pensionato “ricco”, ovvero chi ha un assegno mensile di 3.200 euro lordi: invece dei quasi 10.000 euro che avrebbe dovuto percepire, tagliati dal decreto Monti, non riceverà nemmeno un centesimo.
3. C’è qualcosa da fare, bisogna compilare un modulo per avere il “bonus”? No: arriveranno automaticamente nell’assegno pensionistico pagato il 1° agosto dall’ente previdenziale.
4. Come verranno distribuiti i soldi? Saranno variabili a seconda dell’importo dell’assegno mensile percepito: 750 euro a chi riceve un assegno da 1.700 euro lordi, 450 per chi percepisce 2.300 euro, 278 a chi prende 2.700 euro, zero spaccato a chi percepisce oltre 3.200 euro mensili lordi.
5. E successivamente, come funzionerà il nuovo sistema di indicizzazione delle pensioni rispetto al costo della vita? Ci sarà in legge di stabilità il varo di un nuovo sistema, che entrerà in vigore dal 2016. Per adesso sappiamo quel che ha detto Matteo Renzi: «a regime a chi prende 1.700 euro andranno 180 euro l’anno, 99 euro a chi prende 2.200 euro e 60 euro a chi prende 2.700». Il nuovo sistema di indicizzazione sarà «più generoso rispetto a quello del passato», giura il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
6. Dopo questo bonus arriveranno altri soldi per i rimborsi? Assolutamente no. Finisce tutto con l’erogazione di agosto.
7. Quante saranno le persone coinvolte? 3,7 milioni di persone riceveranno il “bonus”.
8. Quanti soldi avrebbe dovuto dare il governo per assicurare un rimborso totale? 18 miliardi di euro, compresi i trascinamenti per il 2015. Ma ne restituirà soltanto 2,1 miliardi.
9. Possibile che se la possa cavare con un rimborso così basso? Possibile, sulla base di una certa lettura della sentenza della Corte Costituzionale. Renzi comunque ha spiegato che – semplicemente – i soldi necessari per dare il 100% dei rimborsi il governo non ce li ha.
10. Il decreto dà una risposta parzialissima. Ci saranno nuovi ricorsi alla Consulta? Certamente sì, già sono stati annunciati dagli stessi presentatori del primo ricorso accolto prima dal magistrato e poi dalla Corte Costituzionale.
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