Lavoro

Pensioni, uscita flessibile dal lavoro: dettagli sulla proposta e tabella delle penalità

Parola d’ordine: flessibilità. Sembra essere questo il principio ispiratore, il nuovo mantra che aleggia nel Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ed è in questa direzione infatti che si stanno studiando alcune modifiche da introdurre alla legge Fornero: maggiore flessibilità in entrata per il mondo del lavoro, nella stipula dei contratti a tempo determinato e a progetto; ipotesi di un’uscita flessibile – con penalizzazioni – per le pensioni.

Modifiche all’orizzonte, dunque, anche per il sistema previdenziale. Occorre dare spazio ai giovani e la riforma delle pensioni, che ha allungato l’età lavorativa delle persone, rischia di ostacolare ulteriormente l’ingresso nel mondo del lavoro delle nuove generazioni.

Ma la flessibilità in uscita costa ed è difficile far quadrare il cerchio dei conti, superando indenni lo scoglio dei limiti di bilancio e delle scarse risorse. L’ultima ipotesi formulata dalla maggioranza per riformare il sistema pensionistico, ispirandosi appunto al principio della flessibilità, prevede una penalizzazione per chi si ritirerà in anticipo dal mondo del lavoro e, viceversa, dei bonus in caso di uscita oltre i 66 anni di età.

La prima tabella che quantifica le ipotesi di pensioni ‘penalizzate’ o ‘premiate’ in base all’età del lavoratore è quella elaborata da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei deputati.
Ecco cosa prevede:

 PENALITA’ O INCENTIVI IN CASO DI USCITA FLESSIBILE CON 35 ANNI DI CONTRIBUTI
(simulazione proposta di Legge Damiano-Baretta-Gnecchi)
Importo pensione annua  età e quota
 62 anni
-8%
63
-6%
64
-4%
65
-2%
66
0%
67
2%
68
4%
69
6%
70
8%
 15.000  13.800  14.100  14.400  14.700  15.000  15.300  15.600  15.900  16.200
 40.000  36.800  37.600  38.400  39.200  40.000  40.800  41.600  42.400  43.200
 55.000  50.600  51.700  52.800  53.900  55.000  56.100  57.200  58.300  59.400
Pensioni, uscita flessibile dal lavoro: dettagli sulla proposta e tabella delle penalità
Il governo pensa a una modifica della riforma delle pensioni che consenta una maggiore flessibilità in uscita, in cambio di ‘penalizzazioni’ sull’importo dell’assegno che si percepirà lasciando il lavoro prima dei limiti di età

Tuttavia, l’ipotesi di andare in pensione prima dei limiti di età introdotti dall’ultima riforma in cambio di “penalizzazioni”, ovvero rinunciando a una parte di reddito, parte in salita.
Il sotto-segretario all’economia Carlo Dell’Aringa è intervenuto puntualizzando che le “penalizzazioni” non sono sufficienti a garantire la copertura per tutti, in caso di uscita anticipata. Soprattutto se il pensionamento anticipato non è accompagnato dalla creazione di nuovi posti di lavoro.
Alla luce di queste osservazioni, lo schieramento di coloro che invece preferiscono un sistema previdenziale basato su 40 anni di contributi senza penalizzazioni e senza distinzioni di età è assai numeroso.

Anche l’opzione della cosiddetta staffetta generazionale, un sistema che coniuga l’accompagnamento alla pensione dei lavoratori anziani, proponendo loro ad esempio di accettare un part time fino alla fine della carriera, con l’ingresso dei giovani in azienda, rischia di rivelarsi troppo oneroso. La sperimentazione della “staffetta” in corso in Lombardia e in Emilia Romagna potrà fornire degli elementi preziosi per valutare la formula su scala nazionale.
A ciò si aggiunge la necessità di affrontare il problema degli esodati – si parla di almeno 55 mila persone che non lavorano più ma non percepiscono alcuna pensione a causa della riforma Fornero -, primo punto dell’agenda del governo Letta per il prossimo settembre. Per il cantiere delle riforme sulla previdenza si preannuncia un’estate calda.

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