Lavoro

Pensioni: totalizzazione multipla Italia, Svizzera e Liechtenstein

Pensioni: totalizzazione multipla Italia, Svizzera e Liechtenstein
Sia il cittadino italiano che il cittadino svizzero, al fine del raggiungimento dei requisiti contributivi previsti per il diritto a pensione, può totalizzare i periodi di assicurazione risultanti in Italia, Svizzera e Liechtenstein

Intervenendo a seguito di alcune richieste presentate dalle proprie sedi, con il messaggio n. 3563 del 25 marzo 2014 l’Inps precisa che anche il Liechtenstein è compreso fra gli Stati terzi, con la conseguenza che – quando non sia perfezionato il diritto alla pensione italiana neanche con il cumulo dei periodi italiani e svizzeri – sia il cittadino italiano che quello svizzero, al fine del raggiungimento dei requisiti contributivi previsti per il diritto a pensione, possono totalizzare i periodi di assicurazione risultanti in Italia, Svizzera e Liechtenstein.

COSA E’ LA TOTALIZZAZIONE

La totalizzazione non comporta il trasferimento dei contributi da uno Stato all’altro, ma consente di tener conto, ai soli fini del diritto alla pensione, dei contributi maturati nei Paesi dove l’interessato ha lavorato.

E’ prevista sia dai regolamenti CEE che dalle convenzioni bilaterali stipulate dall’Italia in materia di sicurezza sociale.

La totalizzazione è ammessa a condizione che il lavoratore possa far valere un periodo minimo di assicurazione e contribuzione nel Paese che concede la pensione. Nelle convenzioni bilaterali questo periodo è regolato da ogni singola convenzione. La normativa comunitaria ed alcune convenzioni bilaterali prevedono che i contributi inferiori al minimo necessario per la totalizzazione siano utilizzati dagli altri Stati contraenti come se fossero propri, senza un loro effettivo trasferimento.

I contributi utili ai fini della totalizzazione sono quelli obbligatori, figurativi (servizio militare, disoccupazione, ecc.), da riscatto e da contribuzione volontaria.

Anche per ciò che concerne le prestazioni spettanti nella gestione separata trova applicazione la normativa sopra esposta.

LA TOTALIZZAZIONE MULTIPLA

Alcune convenzioni bilaterali prevedono la totalizzazione multipla (cioè la possibilità di sommare i contributi versati in Paesi terzi che risultano legati a loro volta da analoghi accordi internazionali sia all’Italia sia all’altro Stato contraente.)

La totalizzazione multipla è prevista dalle Convenzioni Stipulate con:

Argentina(*), Repubblica di Capoverde, Repubblica di San Marino, Spagna, Svezia, Svizzera(**), Tunisia, Uruguay.

La totalizzazione multipla si applica anche alla Spagna e alla Svezia in base alla vecchia convenzione bilaterale, anche se tali Paesi fanno attualmente parte della UE.

(*) Solo la convenzione argentina permette la totalizzazione dei contributi con qualsiasi Stato, purché legato da accordi anche soltanto all’Italia o soltanto all’Argentina. Questa convenzione dispone infatti che qualora uno solo dei due Stati contraenti sia legato ad uno Stato terzo da una convenzione di sicurezza sociale che prevede la totalizzazione dei periodi di assicurazione, ai fini di cui trattasi, tale Stato prende in considerazione anche i periodi compiuti nel terzo Stato. E’ indispensabile il possesso della cittadinanza di uno dei due Stati contraenti.
(**) anche dopo che alla Svizzera si applica la normativa comunitaria in base all’accordo tra la Comunità Europea e la Confederazione svizzera (dall’1/6/2002)

TOTALIZZAZIONE MULTIPLA IN ITALIA, SVIZZERA E LIECHTENSTEIN

Dal 1° giugno 2002, nei rapporti con la Svizzera è applicabile la normativa comunitaria di sicurezza sociale (regolamenti CEE nn. 1408/71 e 574/72) in base all’Accordo stipulato tra la Confederazione elvetica e gli Stati dell’Unione europea. L’Accordo di fatto ha sostituito i previgenti accordi bilaterali italo – svizzeri.
Inoltre a decorrere dal 1° aprile 2012 e dal 1° giugno 2012, i nuovi regolamenti comunitari di sicurezza sociale nn. 883/2004 e 987/2009 si applicano rispettivamente anche alla Svizzera e ai Paesi che hanno aderito all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE), Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
L’Inps a tal rigurado rileva che, anche successivamente all’entrata in vigore dell’Accordo stipulato tra la Confederazione elvetica e gli Stati dell’Unione europea, sono rimaste in vigore alcune disposizioni, contenute negli accordi bilaterali tra Italia e Svizzera, tra cui l’art. 9, paragrafo 1, della Convenzione italo – svizzera.
Tale disposizione prevede la possibilità, da parte dell’Italia, di totalizzare i periodi compiuti in Stati terzi legati contemporaneamente alla Svizzera e all’Italia da Accordi di sicurezza sociale, quando non sia perfezionato il diritto a pensione italiana neanche con il cumulo dei periodi italiani e svizzeri.
A tal proposito, si precisa che, anche successivamente all’entrata in vigore dell’Accordo CH-UE, nel caso in cui totalizzando la sola contribuzione maturata in Italia e Svizzera non sia raggiunto il diritto alla prestazione richiesta, è possibile totalizzare i periodi fatti valere in Liechtenstein.
Infatti, tale Stato continua ad essere legato contemporaneamente sia all’Italia che alla Svizzera da accordi di sicurezza sociale.
Pertanto, ad integrazione di quanto riportato nella tabella allegata al messaggio n. 42198 del 29 dicembre 2004, che riepiloga le convenzioni bilaterali che consentono la totalizzazione multipla, con riferimento alla Svizzera, l’INPS evidenzia che fra gli Stati terzi è compreso anche il Liechtenstein (codice 27).
Ne consegue che sia il cittadino italiano che il cittadino svizzero, al fine del raggiungimento dei requisiti contributivi previsti per il diritto a pensione, può totalizzare i periodi di assicurazione risultanti in Italia, Svizzera e Liechtenstein.
Le norme riguardanti la totalizzazione ai fini pensionistici dei periodi assicurativi italiani, svizzeri e del Liechtenstein trovano applicazione anche nei confronti dei cittadini di altri Stati membri dell’Unione europea.

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