Lavoro

Pensioni, nuovo contingente di salvaguardati per chi assiste familiari con handicap

Pensione con i vecchi requisiti per 2.500 persone che nel 2011 erano in congedo per assistere familiari con handicap
Pensione con i vecchi requisiti per 2.500 persone che nel 2011 erano in congedo per assistere familiari con handicap

Pensione più vicina per chi nel 2011 era in congedo per assistere familiari con handicap (permessi giornalieri previsti dalla legge n. 104/1992) o per l’assistenza a persone (diverse dai figli). Per 2.500 persone in questa situazione arriva la possibilità di ottenere l’assegno con i vecchi requisiti. Le novità grazie ad un emendamento al Decreto Legge sull’IMU che ha ottenuto il definitivo via libera dal Senato.

I nuovi salvaguardati. Tra le categorie di lavoratori che possono continuare ad accedere alla pensione con le vecchie regole, e di conseguenza assoggettati ancora alla finestra mobile di 12-18 mesi, troviamo i dipendenti collocati in mobilità ordinaria in forza di accordi sindacali stipulati prima del 4 dicembre 2011 e cessati entro la medesima data nonché quelli in mobilità lunga per effetto di accordi stipulati entro il 4 dicembre 2011 e cessati dall’attività entro la stessa data.

Con l’articolo 11-bis i requisiti ante riforma si applicano a coloro che nel 2011 erano in permesso per dedicarsi all’assistenza di figli o altri familiari con handicap gravi. I lavoratori interessati possono rientrare nel contingente a patto di avere un’età anagrafica ed un’anzianità contributiva che permetta di conseguire la decorrenza del trattamento pensionistico, con le regole del 2011, entro il 36° mese successivo alla data di entrata in vigore della legge di riforma, ossia entro il 31 dicembre 2014. Quindi poiché all’epoca era necessario raggiungere quota 96 con almeno 60 anni di età, o 40 anni di contributi, e poi attendere 12 mesi per l’assegno, si tratta di tutti coloro che hanno già raggiunto questi requisiti o li raggiungono entro il prossimo 30 novembre. Per l’accesso alla pensione occorrerà presentare la domanda all’INPS e la priorità sarà attribuita sulla base della prossimità al raggiungimento dei requisiti ai fini della decorrenza del trattamento dalla prima finestra utile. In ogni caso i primi assegni saranno in pagamento dal 2014.

Gli altri salvaguardati in attesa. Il decreto nella sua versione originale aveva introdotto la salvaguardia anche per 6.500 ex dipendenti che avevano perso il lavoro per licenziamenti individuali o in seguito ad accordi per l’esodo, tra il 2009 e il 2011. Necessario, inoltre, non aver conseguito, successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, un reddito annuo lordo complessivo, riferito a qualsiasi attività (diversa dal lavoro dipendente a tempo indeterminato), superiore a 7.500 euro nonchè maturare i requisiti entro quest’anno.

Resi pubblici i criteri di ammissione. In base ad una norma inserita dalla Camera, poi, l’INPS dovrà garantire la massima trasparenza a tutta l’operazione. L’Istituto, infatti, dovrà provvedere a pubblicare, sul proprio sito, in forma aggregata ai fini della tutela dei dati personali, gli elementi informativi raccolti in sede di monitoraggio, con l’indicazione sia dei dati relativi alle domande accolte sia in riferimento a quelle respinte corredando i dati con le relative motivazioni.

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