Lavoro

Pensioni, da maggio 2015 arriva la busta arancione

Pensioni, da maggio 2015 arriva la busta arancione
Dopo anni di annunci e rinvii, maggio dovrebbe essere la volta buona per la “busta arancione”, il sistema che consentirà di simulare la pensione futura sulla base di quanto finora versato, della retribuzione attesa e della data di ritiro dal lavoro

Scatta la riforma delle pensioni: per 10 milioni di italiani arriverà la fatidica busta arancione dell’Inps. Entro quest’autunno l’Inps farà sapere loro quando potranno andare in pensione e soprattutto quanto prevedibilmente percepiranno una volta lasciata l’attività lavorativa.

Dopo anni di annunci e rinvii, maggio dovrebbe essere la volta buona per la “busta arancione”, il sistema che consentirà di simulare la pensione futura sulla base di quanto finora versato, della retribuzione attesa e della data di ritiro dal lavoro. Ieri, a margine di un convegno sul lavoro organizzato da Confapi industria a Milano, è stato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, a dare la nuova deadline: ora l’obiettivo è far partire lo strumento, che si chiamerà ‘La tua pensione’ nel “mese di maggio”.

Ricordiamo che era stato lo stesso Boeri a preannunciare il suo orientamento nella lettera inviata ai dipendenti in occasione dell’insediamento, parlando di un “salvadanaio di vetro” da consegnare ai cittadini. Rispetto ai progetti di qualche mese fa, c’è un parziale ritorno alle origini: se la maggior parte dei lavoratori interessati avrà accesso ai dati che li riguardano attraverso il codice Pin dell’Istituto, una quota di 2,8 milioni di persone riceverà invece a domicilio una vera e propria busta cartacea, anche se magari non di colore arancione (come avviene in Svezia). Si tratta di coloro che sono sprovvisti del codice di accesso e verosimilmente non hanno la possibilità di utilizzarlo.

Questa operazione, secondo Boeri, dovrebbe aiutare anche a fare in modo che “i contributi non vengano percepiti come tassa, ma come una forma di risparmio forzosa”, oltre che rendere più consapevoli i lavoratori italiani dell’assegno previdenziale su cui potranno contare durante la loro vecchiaia.

Si tratterà infatti di conteggi che per loro natura hanno una certa dose di incertezza, in particolare per chi ha davanti ancora parecchi anni di carriera lavorativa: serviranno però agli interessati ad avere un’idea per quanto approssimativa e a fare di conseguenza le proprie scelte. Ad esempio aderire ad una forma di previdenza complementare (o a rafforzare i versamenti se già iscritti) oppure considerare una polizza assicurativa, sempre con l’obiettivo di irrobustire i redditi attesi per il futuro.

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