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Pensione anticipata, corsia preferenziale per le donne

Pensione anticipata, corsia preferenziale per le donne
Stanno per scadere i termini entro i quali le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato possono chiedere all’Inps la pensione super-anticipata con soli 35 anni di contributi e con 57 anni + 3 mesi di età. Nel settore privato è questione di giorni, nel pubblico c’è un mese di respiro in più

Stanno per scadere i termini entro i quali le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato possono chiedere all’Inps la pensione super-anticipata con soli 35 anni di contributi e con 57 anni + 3 mesi di età. Nel settore privato è questione di giorni, nel pubblico c’è un mese di respiro in più.

Solo per le donne c’è una corsia preferenziale per avere la pensione ancora con le età anagrafiche della vecchia pensione di anzianità. E’ una opportunità prevista fino al 31 dicembre 2015. Perciò le lavoratrici possono andare a casa ben prima dell’età stabilita per la pensione di vecchiaia. Basta che lo vogliano e facciano conoscere subito questa decisione all’Inps. I requisiti sono:

  • un’età di almeno 57 anni se lavoratrici dipendenti e di 58 se autonome, più i classici 3 mesi legati alla speranza di vita. Però poi si deve attendere l’apertura della finestra che dura 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome. Di fatto perciò si avrà la pensione con un anno in più d’età;
  • almeno 35 anni di contribuzione;
  • opzione per il solo calcolo contributivo della pensione, con rinuncia al più favorevole calcolo retributivo che, a seconda dei casi, può riguardare i periodi fino al 1995, oppure fino al 2011.

La legge fissa la scadenza dell’opzione al 31 dicembre 2015. Si deve però considerare il periodo di attesa per la finestra, per cui il raggiungimento dei requisiti deve avvenire molto tempo prima.

  1. Autonome = l’opzione è già scaduta con il mese di maggio; per loro il discorso è chiuso;
  2. Dipendenti settore privato = requisiti entro il 30 novembre;
  3. Dipendenti settore pubblico = requisiti un mese più tardi, entro il 30 dicembre, in quanto per loro la pensione decorre già dal primo giorno successivo.

Ma chiedere l’opzione è un’operazione vantaggiosa o in perdita? La risposta è diversa a seconda da quale lato vediamo la faccenda.
Se facciamo il paragone tra il calcolo retributivo e quello contributivo è chiaro che la pensione opzionata è inferiore. Si parla di una riduzione grosso modo del 15-20 per cento.
Ma dobbiamo considerare che la donna va in pensione almeno 9 anni prima (in pratica a 58 anni + 3 mesi rispetto ai 67 anni + 4 mesi stimati per l’anno 2024).
Facciamo l’ipotesi di una pensione di 2mila euro lordi al mese per avere un’idea approssimativa della situazione. Con la perdita del 15% la pensione scende a 1.700 euro al mese e con la perdita del 20% a 1.600 euro. Ma andando in pensione 9 anni prima la donna incassa, rispettivamente, 184 mila e 173 mila euro in più. Dobbiamo tenere conto anche della maggiore rata che avrebbe andando in pensione a 67 anni. Perciò tra dare e avere il vantaggio economico sarebbe più basso, ma comunque stimabile nell’ordine dei 100mila euro.

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