Lavoro

Pensione anticipata con 15 anni di contributi: mini-guida sui requisiti

ABBONATI PER LEGGERE L'ARTICOLO

Gli abbonati ci aiutano a garantire una costante informazione. Come utente abbonato potrai:

Leggere e salvare tutti gli articoli su pc e tablet

Consultare la banca dati

Richiedere consulenze

Ricevere la newsletter

46 Commenti

  1. Dopo aver letto questo articolo e verificato che per la mia situazione contributiva e lavorativa sono soddisfatte tutte e tre le condizioni qui citate, sono andata prima ad uno poi ad un altro patronato per presentare la domanda di pensione. Entrambe le persone con cui ho parlato sia dell’uno che dell’altro sono cadute dalle nuvole e non mi hanno saputo dire nulla se non: verificheremo e ovviamente non mi hanno fatto presentare la domanda di pensione. Ora siccome è più di un mese e non ricevo risposte, mi rivolgo a voi per sapere se è possibile avere il riferimento normativo riguardante le tre condizioni di cui sopra, ma specialmente per la terza, quella dei 10 anni non lavorati. Da cosa si ricava quel dato? Pongo la domanda perché il dubbio che le persone interrogate mi hanno formulato è che comunque seppure ne ho diritto avrò la pensione con l’età vigente per tutti ovvero circa 67 anni (ora ne ho 60). Grazie in anticipo.

    1. Ciao Stefania, i riferimenti normativi sono i seguenti:

      – art. 24 della legge 22 dicembre 2011, n. 214, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201;
      – art. 2, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503;
      – circ. INPS n. 16 del 1° febbraio 2013.

      1. Grazie per la risposta. Però leggendo da inesperta la normativa citata non ho trovato quello che lei nell’articolo chiama: “ultimo requisito per accedere all’agevolazione è possedere almeno 10 anni non lavorati per intero”. Anzi la circolare 16 dell’INPS al comma 3 recita:
        “3. Disciplina adeguamento dei requisiti anagrafici e/o contributivi agli incrementi della speranza di vita (decreto 6 dicembre 2011, G.U. n. 289 del 13-12-2011)
        Si precisa che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, anche nei confronti dei soggetti rientranti nelle deroghe di cui al D. Lgs. n. 503 del 1992, i requisiti anagrafici per il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema misto devono essere adeguati agli incrementi della speranza di vita stabiliti con D.M. 6 dicembre 2011, in attuazione dell’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.”
        Ovvero mentre quello che per lei è un requisito (almeno tale lo leggo), mi darebbe diritto a prendere la pensione fin da subito, dato che io non lavoro dal 1993, quindi da ben più di 10 anni, per l’INPS non esiste visto che chiarisce (almeno così mi pare di capire) che i requisiti per ottenere la pensione “devono essere adeguati agli incrementi della speranza di vita”, ovvero (se ho capito bene) comunque si va in pensione con i limiti di età vigenti attualmente per tutti.
        Può per cortesia chiarirmi questo aspetto?
        Grazie di nuovo.

        1. Ciao Stefania. Il beneficio spetta per quei lavoratori, dipendenti e autonomi, che si riconoscono in uno dei seguenti quattro profili (non devono essere requisiti soddisfatti congiuntamente):

          1) hanno perfezionato 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992;
          2) sono stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione prima del 31 dicembre 1992 (indipendentemente dalla circostanza di aver versato o meno contributi volontari);
          3) i lavoratori dipendenti che possono far valere un’anzianità assicurativa di almeno 25 anni e risultano occupati per almeno 10 anni per periodi di durata inferiore a 52 settimane nell’anno solare (si tratta dei cd. lavoratori e lavoratrici con attività discontinue);
          4) lavoratori che al 31/12/1992 hanno maturato un’anzianità contributiva tale che, pur se incrementata dei periodi intercorrenti tra il 1° gennaio 1993 e la fine del mese di compimento dell’età pensionabile, non raggiungerebbero il requisito contributivo richiesto in quel momento.

          1. Ok. Allora, posto che io sono in possesso del requisito di cui a questo suo elenco al n. 1), evidentemente ho maturato il diritto alla pensione. Ora la domanda è: ci andrò all’età prevista dalla legge Fornero, cioè a circa 67 anni? Ripeto che non lavoro dal gennaio 1991 (circa) avendo maturato al momento delle dimissioni 15 anni, 6 mesi e 1 giorno di versamenti contributivi all’INPS e compirò 60 anni a luglio 2016.
            Grazie della pazienza.

            1. La riforma Fornero non ha modificato i requisiti previsti dalla normativa in oggetto: trattasi di due fattispecie differenti, la prima disciplinata con la legge n. 92/2012 (riforma Fornero), la seconda prevista dalla legge n. 214/2011 (decreto Salva Italia).

              1. Non capisco. Riformulo la domanda in forma più diretta. A che età andrò in pensione posto che:
                1) ho maturato 15 anni, 6 mesi e 1 giorno di versamenti contributivi all’INPS
                2) ho lavorato fino al gennaio 1991 (circa)
                3) dal gennaio 1991 non ho più lavorato
                4) compirò 60 anni a luglio 2016?
                Grazie di nuovo.

                1. Purtroppo la risposta è negativa. Pur avendo i requisiti contributivi (non intaccati, come detto, dalla legge Fornero), purtroppo l’età pensionabile per il 2016 è di 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti.

  2. Salve, vorrei un’informazione. Ho 62 anni e dal 1971-1981 ho lavorato in Argentina come dipendente per oltre 9 anni. Nell’85 mi sono trasferita in Italia e ho lavorato 1 anno come dipendente comunale. Nell’87 mi sono trasferita ancora in Argentina e dall’88 al ’94 ho lavorato come sarta e ho pagato contributi volontari come autonoma. Nel 1995 sono ritornata in Italia e non ho più lavorato. Posso andare in pensione con questi requisiti? Grazie.

    1. Ciao Flora, purtroppo no. In ogni caso ti consigliamo di utilizzare il nuovo servizio lanciato dall’Inps e denominato “La mia pensione”. Esso permette di collegarsi all’archivio dell’Istituto in cui sono memorizzati tutti i contributi che hai versato, e prospettare una serie di simulazioni tenendo conto di alcune variabili quali possono essere un mutamento della retribuzione e/o delle mansioni da ora fino alla data dell’effettivo pensionamento. Si tratta quindi di una simulazione abbastanza precisa e dettagliata che ti porterà a conoscere quando potrai andare in pensione (sulla base della normativa vigente) e quanto ammonterà la tua pensione. Per maggiori info clicca sul seguente link: https://www.lavorofisco.it/pensioni-arriva-il-simulatore-inps-per-conoscere-il-proprio-assegno.html

      In alternativa puoi rivolgerti ad un qualsiasi Patronato.

      Ps: per vederti riconosciuti i contributi versati in Argentina (paese con cui l’Inps ha stipulato una convenzione bilaterale) dovrai presentare apposita domanda di totalizzazione, finalizzata al cumulo dei periodi assicurativi risultanti in Italia con quelli risultanti in Stati dell’Unione Europea o in Stati legati all’Italia da convenzioni bilaterali. Per quanto riguarda l’Argentina è necessario avere maturato un periodo minimo di 52 settimane di assicurazione.

  3. salve,vorrei avere alcune precisazioni.
    ho 62 anni. ho i primi contributi nella primavera del 91, per pochi mesi, poi ho inizio dal la primavera 1993 alla primavera 2007. poi da metà 2009 al 2013.
    posso rientrare in questa opportunità di pensione , o devo attendere?
    solo recentemente ho scoperto che 2 anni lavorati tra 1983 e 1985, non mi avevano versato contributi inps.
    posso fare qualcosa ?
    grazie
    caterina

    1. Ciao Caterina. La possibilità di optare per il regime sperimentale denominato “opzione donna” è riconosciuta a tutte le lavoratrici iscritte alla previdenza pubblica obbligatoria (dipendenti del settore privato; pubblico impiego e lavoratrici autonome) in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995. Per l’esercizio dell’opzione, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e sino alla scadenza naturale del regime, è necessario possedere 57 anni e 3 mesi di età (58 anni e 3 mesi le autonome) unitamente a 35 anni di contributi. Purtroppo, allo stato attuale non possiedi i requisiti contributivi per potere accedere a tale opzione.

  4. Salve mio padre è un bracciante agricolo, ha 40 anni di contribuzione effettiva ( con circa 156 giornate contributive all’anno) , altrettanti anni di anzianità contributiva e ha 54 anni… se gentilmente mi potete dire come sta messo?!? :) grazie in anticipo

    1. Ciao Antonio, puoi utilizzare il nuovo servizio lanciato dall’Inps e denominato “La mia pensione”. Esso permette di collegarsi all’archivio dell’Istituto in cui sono memorizzati tutti i contributi che tuo padre ha versato, e prospettare una serie di simulazioni tenendo conto di alcune variabili quali possono essere un mutamento della retribuzione e/o delle mansioni da ora fino alla data dell’effettivo pensionamento. Si tratta quindi di una simulazione abbastanza precisa e dettagliata che ti porterà a conoscere quando potrà andare in pensione (sulla base della normativa vigente) e quanto ammonterà la sua pensione. Per maggiori info clicca sul seguente link: https://www.lavorofisco.it/pensioni-arriva-il-simulatore-inps-per-conoscere-il-proprio-assegno.html

      In alternativa potete rivolgervi ad un qualsiasi Patronato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *