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Patrimonio immobiliare nazionale: 12 milioni di case sfuggono a Imu e Tasi. Più di uno su 5 non paga

Patrimonio immobiliare nazionale: 12 milioni di case sfuggono a Imu e Tasi. Più di uno su 5 non paga
In Italia ci sono circa 12 milioni di immobili che valgono quasi mille miliardi di euro ma sono completamente ignorati dal nostro Fisco

Dal numero di famiglie che vive in una casa di proprietà al tax gap – cioè la differenza tra il gettito potenziale e quello incassato, ad aliquote standard – nel settore immobiliare, dal valore delle case all’identikit del locatore: sono solo alcuni dei dati contenuti nel rapporto “Il patrimonio immobiliare italiano nel 2012”, redatto dal Dipartimento delle finanze del Mef e dell’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con Sogei e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, presentato il 17 febbraio 2015 a Roma.

Lo studio analizza la distribuzione della proprietà e del patrimonio immobiliare sul territorio nazionale, in relazione alle caratteristiche socio-demografiche ed economiche dei proprietari. Ampio spazio viene dedicato anche all’analisi della struttura impositiva della ricchezza e dei redditi immobiliari, in Italia e nei principali Paesi europei, con un approfondimento tematico sul tax gap nel settore immobiliare. Vediamo i dati principali.

Case di proprietà
Se si considera che ad ogni abitazione principale corrisponda una famiglia, il 76,6% delle famiglie risulta risiedere in abitazioni di loro proprietà. Il dato aumenta al Sud (82,1%) e prossimo al dato nazionale al Nord (74,5%), mentre è più basso nelle regioni del Centro (72,8%).

Stock immobiliare
Nel 2012 il numero degli immobili censiti al Catasto cresce di circa 1,1 milioni rispetto all’anno precedente, superando quota 62 milioni e 877mila. L’incremento è dovuto, oltre che dai soliti fenomeni di frazionamento o unificazione delle unità immobiliari esistenti e dagli accatastamenti delle nuove costruzioni, alla regolarizzazione degli immobili mai dichiarati in Catasto, i cosiddetti “immobili fantasma”. La superficie media di un’abitazione in Italia, determinata come rapporto tra superficie complessiva e numero di unità abitative totali, è pari a 116 mq e le regioni con abitazioni mediamente più grandi sono l’Umbria (133 mq), il Friuli Venezia Giulia e il Veneto (132 mq). Dimensioni mediamente più ridotte sono quelle riscontrabili in Valle d’Aosta (93 mq), Liguria (96 mq) e Basilicata (105 mq). La superficie abitativa complessiva è aumentata, rispetto al 2011, dell’1,5%.

Valore del patrimonio immobiliare residenziale
Il valore del patrimonio immobiliare residenziale italiano è stato stimato in 6.574,9 miliardi di euro, in leggero calo rispetto al 2011 (-0,6%). Circa il 91% del valore riguarda le abitazioni e le relative pertinenze di proprietà delle persone fisiche. Il valore medio di un’abitazione nel 2012 è pari a circa 181mila euro, in calo dell’1,8% rispetto al 2011. Una cantina o una soffitta di pertinenza valgono in media 5.400 euro, un box invece poco più di 20mila euro. Il valore complessivo delle abitazioni di Roma nel 2012 ammonta a circa 534 miliardi di euro, con un’abitazione che in media vale poco più di 380mila euro, superando gli 800mila euro nelle zone più pregiate. A Milano, dove il valore complessivo delle abitazioni è pari a circa 195 miliardi di euro, un’abitazione vale in media quasi 250mila euro e supera i 700mila euro nel Centro storico. Infine, nella città di Napoli si è stimato in quasi 131 miliardi di euro il valore dello stock abitativo, con un’abitazione che vale in media circa 300mila euro.

Le imposte e il tax gap
L’Imu nel 2014 ha generato un gettito pari a 19,3 miliardi, mentre la Tasi sui servizi indivisibili ha prodotto un gettito di 4,6 miliardi. Il gettito complessivo Imu-Tasi 2014 appare immutato – 23,9 miliardi di euro – rispetto all’Imu 2012 – 23,8 miliardi di euro. Nel 2014 è calato del 12,6% il gettito Tasi-Imu relativo all’abitazione principale (3,5 miliardi di euro), a fronte del gettito Imu 2012 che era risultato di circa 4 miliardi di euro. In media i proprietari di prima casa hanno pagato 204 euro nel 2014 contro i 227 euro nel 2012.

Con il rapporto Mef-Entrate per la prima volta un esercizio di misurazione del tax gap, cioè la differenza fra quanto i contribuenti dovrebbero versare e quanto viene effettivamente versato, viene esteso anche alle imposte locali. Nel 2014, con riferimento sia all’Imu che alla Tasi, risulta pari a 4,3 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il valore del 2012.

Chi è il locatore
Le persone che nel 2012 hanno immobili locati sono più di 4,5 milioni, in crescita di circa l’11,2% rispetto ai 4,1 milioni del 2010. Il 34,2% dei locatori ha un’età compresa tra 51 e 70 anni, seguono quelli con età compresa tra 31 e 50 anni (il 24,1%) e gli ultrasettantenni (21,5%). Il numero di contratti di locazione stipulati nel 2012 (5,4 milioni) è aumentato del 15,9% rispetto al 2010, con un incremento del 6,7% per il canone annuo medio percepito. La rendita da locazione annua più elevata si registra al Centro (11.500 euro), dove i valori immobiliari risultano più alti, con una crescita del 4,3% rispetto al 2010; segue il Nord, con 10mila euro di canone da locazione annuo (e una crescita del 9,2%) e, infine, il Sud e le Isole dove la locazione frutta in media 7.500 euro l’anno (+3%).

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