Lavoro

Partono per la carriera, ecco chi sono i nuovi emigrati italiani e dove vanno

La Gran Bretagna è il primo Paese di destinazione per chi emigra dal Sud Europa colpito dalla crisi economica. Il 30% di chi parte la sceglie come mèta. Seguono la Germania, con l'11% di preferenze, l'Olanda (8%), il Belgio (7%), la Francia (6%)
La Gran Bretagna è il primo Paese di destinazione per chi emigra dal Sud Europa colpito dalla crisi economica. Il 30% di chi parte la sceglie come mèta. Seguono la Germania, con l’11% di preferenze, l’Olanda (8%), il Belgio (7%), la Francia (6%)

La Gran Bretagna è il primo Paese di destinazione per chi emigra dal Sud Europa colpito dalla crisi economica. Il 30% di chi parte la sceglie come mèta. Seguono la Germania, con l’11% di preferenze, l’Olanda (8%), il Belgio (7%), la Francia (6%). Il 20% di chi abbandona il proprio Paese lavora nell’ingegneria, l’11% nell’It e computing. La metà degli italiani che ha scelto di andare via aveva già un lavoro e oltre i tre quarti parte senza figli. La motivazione principale nella scelta del Paese è l’opportunità di fare carriera. È questa la prima istantanea di un sondaggio che l’Istituto universitario europeo (Eui) di Fiesole sta conducendo sui nuovi immigrati: quelli partiti dall’inizio della crisi finanziaria, nel 2007, fino ad oggi; quelli che sono andati via da cinque Stati: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna. Ovvero, per usare l’acronimo ormai famoso, i Piigs.

Il sondaggio. Si tratta di un lavoro in itinere, le risposte stanno arrivando e continueranno a essere prese in considerazione durante l’estate. Il primo, provvisorio censimento, tuttavia, dà già alcune indicazioni della tendenza messa in moto dalla Grande Recessione, come la chiama l’ultimo outlook dell’Ocse sulle Migrazioni internazionali nel 2013 pubblicato giovedì.

Scelta di carriera e di vita. Finora sono arrivati all’Istituto di Fiesole 4mila questionari compilati, di cui oltre la metà dal solo Portogallo, il resto dagli altri quattro Paesi. Per quanto riguarda l’Italia, le risposte rimandano l’immagine di un gruppo di nuovi pionieri che si è messo in moto soprattutto dall’inizio del 2012. I diciassette mesi passati hanno visto partire circa il 40% di quanti hanno finora risposto. Una scelta indotta solo in un caso su due dalla necessità di trovare lavoro, nell’altra metà infatti i “migranti” avevano già un’occupazione. Le destinazioni principali degli italiani sono state: Germania (20%), Francia (16%), Gran Bretagna (13%), Ungheria, Olanda e Austria (5% ognuna) . Il 20% ha scelto Paesi extra Ue. La motivazione nella scelta del Paese è stata in primo luogo la possibilità di carriera (il 68%), poi l’opportunità di avere un reddito più alto (38%) e, al terzo posto, la qualità della vita (35%).

La questione linguistica. «La cosa interessante – sottolinea Anna Triandafyllidou, coordinatrice del sondaggio e direttore del Global governance programme dell’Eui – è che la conoscenza della lingua come criterio di scelta del Paese tra gli italiani è stata segnalata solo dal 27% delle persone e l’avere studiato nel Paese stesso soltanto il 23%. Quanto alla cultura degli emigranti di nuova generazione finora intercettati dal sondaggio , il 96% è laureato, il 40% ha un master e il 27% un Phd. Il 60% ha tra i 30 e i 40 anni. Se tra gli ingegneri dei cinque Piigs la propensione a partire è alta, tra gli italiani scende al solo 10% del totale mentre il 33% lavora nel settore della scienza dell’educazione e il 23% nell’economia.

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Un Commento

  1. Questa notizia è stata fatta sparire dai motori di ricerca in Italia.
    Fatela circolare, fatene tesoro:
    serve a capire perché la crisi dei paesi sud europei ha caratteristiche differenti da quella globale.

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