Fisco

Partite Iva in aumento del 2,7% nel secondo trimestre del 2018

Con 130.400 nuove attività aperte, il prospetto pubblicato dal dipartimento delle Finanze mostra un incremento del 2,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

Partite Iva in aumento del 2,7% nel secondo trimestre del 2018
Con 130.400 nuove attività aperte, il prospetto pubblicato dal dipartimento delle Finanze mostra un incremento del 2,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

Disponibili, sul sito del dipartimento delle Finanze, i dati delle partite Iva aperte nel secondo trimestre 2018. La sintesi aggiornata evidenzia, per natura giuridica, che il 71,3% delle nuove aperture di partita Iva è attribuibile a persone fisiche, il 23,6% a società di capitali, il 4% a società di persone. Circa l’1% del totale, inoltre, riguarda i “non residenti” e le “altre forme giuridiche”.

Rispetto allo stesso periodo del 2017, si registra un lieve incremento di nuove attività attribuibili alle persone fisiche (+3,6%) e alle società di capitali (+1,3%), mentre prosegue il trend decrescente delle società di persone (-8,2 per cento).

Riguardo alla ripartizione territoriale, è sempre il Nord a fare da padrona con il 41,1% delle nuove aperture. Segue il Centro con il 22,3% e il Sud e le Isole con il 36,3 per cento.
I più consistenti incrementi di avviamenti sono avvenuti in Calabria (+12%), Basilicata (+10,6%) e Sardegna (+10,2%), mentre le diminuzioni si registrano nelle Marche (-5,3%), nella provincia autonoma di Bolzano (-3,6%) e in Liguria (-1,7 per cento).

La suddivisione per settore produttivo, come di consueto, vede in testa alla classifica il commercio con il maggior numero di avviamenti di partite Iva (19,8% del totale), seguito dalle attività professionali (circa il 15%) e dall’agricoltura (12,9 per cento). Rispetto allo stesso periodo del 2017, tra i settori principali si osservano i maggiori aumenti di aperture nell’agricoltura (+14%), nei servizi d’informazione (+9,1%) e nell’istruzione (+8,5%). Segno meno, invece per le attività finanziarie (-6,5%), l’alloggio e la ristorazione (-4%) e le attività artistiche (-2,8 per cento).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione mostra un leggero calo della quota maschile, ora pari al 61,7% del totale. Il 46,1% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 32,7% da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, tutte le classi di età registrano incrementi di aperture: il più consistente è il 14,6% della classe più anziana.

I soggetti che hanno aderito al regime agevolato forfetario risultano 48.696, pari al 37,3% del totale delle nuove aperture, con un +4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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